Categoria: News

  • Delirio!!!

    “Preoccupato editoriale del giornalista: “Cosa accadrebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”. Il comico: “Stanno delirando, facciamo le cose per scherzo”
    Il direttore del Tg2 attacca Grillo: “E se qualcuno prendesse la pistola?”
    ASSISI – L’attacco è frontale e portato davanti alle telecamere. Il direttore del Tg2, Mauro Mazza, nel primo editoriale della stagione, nell’edizione delle 13 del notiziario, si scaglia contro i toni usati da Beppe Grillo con parole durissime: “Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?”.
    Mazza stigmatizza gli “insulti personali”, le “accuse terribili”, le “male parole” usate dal comico, “neoqualunquismo hanno detto in tanti, forse anche per esorcizzare il pericolo. Ma cosa accaddrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Cosa succederebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”.
    Un attacco a cui Grillo replica in serata dal palco di Vicenza. “Sono in preda al panico, stanno delirando – dice il comico – Mazza ha fatto segno con le dita tese come una pistola, come se fossimo dei terroristi. Vorrei tranquillizzarlo, abbiamo fatto una cosa quasi per scherzo”. Prima di lui si era fatto sentire il suo “popolo”, che aveva subissato il blog del comico con post in cui si chiedono le dimissioni del direttore del Tg2 (“venduto”, “servo del potere”), si annuncia un nuovo V-Day contro i giornalisti (“pupazzi mafiosi”, “marchette andate a male”). Qualcuno si spinge più avanti e propone di non pagare più il canone e boicottare i quotidiani. Laconica la reazione dello stesso Grillo: la scitta “No comment” con cui, sempre sul blog, accompagna il video e la trascrizione del testo dell’editoriale di Mazza. Poi, in serata, la replica dal palco.
    Le reazioni. Difficile dare torto a Mazza secondo il deputato dell’Ulivo e vicepresidente della Vigilanza Rai Giorgio Merlo: “Sarei in difficoltà se dovessi contestare la tesi del direttore del Tg2 quando ricorda che la violenza verbale può sfociare, a volte inconsapevolmente, in violenza fisica. La cultura democratica – aggiunge – non può tollerare un confronto politico basato sugli insulti, sulla delegittimazione totale, politica e morale, dell’avversario”.
    Dalla Cdl molte le voci in difesa del direttore del Tg2, considerato da Fabrizio Cicchitto (Fi) bersaglio di “attacchi trogloditi”. Ma Gianfranco Fini spariglia: “Toni eccessivi. Ora gli telefono per dirglielo. Se si alza in modo esasperato il tono, poi non c’è più limite. Per questo giudico eccessivo l’editoriale. Francamente non credo che ci sia il rischio che qualcuno possa prendere le pistole”.
    La preoccupazione di Ciampi. Dopo l’allarme sul “clima pericoloso” lanciato dal capo dello Stato, e la caduta di stile di Beppe Grillo con l’ennesimo attacco al premier che ha definito “Prodi-Alzheimer”, anche Carlo Azeglio Ciampi ha contestato le affermazioni del comico genovese e la preoccupante deriva antipolitica. “Non voglio entrare nel merito della questione – commenta l’ex presidente della Repubblica e senatore a vita – dico solo che la politica si deve fare soprattutto nell’alveo delle istituzioni”.” (19 settembre 2007) repubblica.it

    I giornalisti sono in un vero clima di panico! Non so chi abbia scritto questo articolo, ma forse e’ meglio ricordargli che Ciampi non e’ piu’ presidente, ora e’ Napolitano! ghghghgh!
    Qui i media stanno travisando completamente, si stanno inventando delle cose incredibili. Rileggete qui i punti del v-day.
    A parte il fatto che Mazza ha detto un sacco di m… azzate, ma non si rende conto che sono proprio i giornalisti ad instaurare questo clima “violento” con le loro affermazioni fuori posto, ed i loro inutili commenti? Perche’ i giornalisti non si limitano a riportare le notizie, senza tutte le sante volte aggiungere qualche commento personale o pesantamemente volto a creare sensazionalismo?
    La violenza verbale chi la sta’ facendo? Chi istiga ora alla violenza? Grillo che dice “Vaffanculo ai politici condannati in via definitiva” oppure il direttore del tg2 mazza (minuscolo!) che fa il segno della pistola con la mano e dice “cosa accaddrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Cosa succederebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”. Voi come la vedete?
    La cosa che destra e sinistra siano d’accordo nel condannare Grillo, non vi fa’ sentire odore di marcio…? Se fossimo effettivamente governati da partiti che rappresentano voci diverse, non dovrebbero far fronte comune, questa è la riprova che sono tutti uguali, fanno solo finta di essere schieramenti contrapposti.
    Dove sta la democrazia? 300000 persone firmano una proposta di legge e loro lo ignorano parlando solo del turpe linguaggio di Grillo, a Vicenza nessuno vuole la base e loro la costtuiscono, Speravamo nel ritiro dall’iraq e loro mandano i soldati da altre parti, etc… , non è solo per Grillo è per tutto quello che l’attuale sistema politico ed i politici rappresentano. Negano la reltà, si difendono dicendo solo non è vero e abbassando i toni del dialogo, cambiandone il senso, sviando… “sabbia”, come diceva Loche, parlano di “antipolitica”, dove invece la gente vuole politica, ma una politica sana, onesta, che risponda alle richieste dei cittadini, ed a cui faccia piacere partecipare, con iniziative che partono dal basso, dalla base.
    Ma questo uno se lo può anche aspettare, non ne rispondono più, non provano nemmeno a inventare scuse credibili, dicono solo “non è vero”, come i bambini.
    Ed è disarmante come non affrontino i problemi del popolo, ma badino solo al loro tornaconto, ed i giornalisti, servi, fanno il loro gioco, alla faccia di gente.
    Gli esempi si vedono a su trasmissioni come Report, si espone un problema, un disagio, ed il politico, amministrare, presidente di turno garantisce che in poco tempo si risolvera’ tutto. Quelli di Report ritornano a verificare e nulla e’ cambiato, che sia amministrazione comunale, goveno, societa’, etc… L’italia e’ il paese dei furbetti!

  • D’Alema contro Grillo: “Nel V-day inutile carica di violenza”


    “”Il problema non è distruggere i partiti, o rompere i denti ai politici. Io non parlo di Grillo, ma mi preoccupa una carica di violenza totalmente inutile che non produce niente di positivo. I partiti, per altro, sono già distrutti, il problema è ricostruirli”. Arriva a Bologna cinque giorni dopo il ciclone Beppe Grillo, Massimo D’Alema e prende il toro per le corna proprio mentre Marco Travaglio propone già un Vaffa-bis. Il campione della politica-politica è appena uscito dal consueto bagno di folla tra gli stand della festa dell’Unità.
    Parla del Partito democratico e delle riforme come di un possibile antidoto, ma non nega la malattia. “Non mi sorprende quello che sta accadendo – dice – due mesi fa avvertii che la crisi della politica sta producendo una pericolosa distanza tra i cittadini e la democrazia, un clima pericoloso come quello dei primi anni Novanta al quale la politica deve reagire con coraggio”.
    D’Alema non attacca direttamente Grillo, ma chiarisce subito che “ogni volta che si manifesta un fenomeno nuovo, o una moda, ci sono quelli che tendenzialmente sono favorevoli e quelli che, al contrario, sono critici: io tendo a dichiararmi contrario”. La ragione? I 300 mila di sabato scorso “pongono un problema, non danno risposte. Sono più d’una manifestazione di malessere che un’indicazione. E noi dobbiamo ricordare che, distrutti i partiti, all’inizio degli anni Novanta chi ha vinto? Berlusconi che aveva i soldi e i mezzi d’informazione. E anche oggi se saltano i partiti non vincerà il blog di Beppe Grillo”. E le famose tre proposte gridate da Grillo in piazza Maggiore?
    “Condivido le cose scritte da Scalfari – dice il ministro degli Esteri – non rieleggiamo persone che hanno commesso gravi reati, ma il resto è discutibile”.
    Dunque, le riforme, a partire da quella elettorale: “Berlusconi, quando si parla di Tv, chissà perché ha scatti d’ira, ma quando sarà passata forse si renderà anche lui della necessità di una riforma”. E il partito democratico? D’Alema si propone si propone come un vecchio saggio (“Come diceva De Andrè, chi non può più dare il cattivo esempio, dà buoni consigli”) e come una sorta di ministro degli esteri responsabile dei rapporti internazionali. Non parla di Fassino al governo, D’Alema, anche se ritiene “intollerabile, anzi una porcheria”, aver pensato che un’eventuale riorganizzazione della squadra di governo dovesse rispondere all’esigenza di sistemare il segretario dei Ds”.” (14 settembre 2007) repubblica.it

    Dimostrazione che i politici sono oramai distanti dal popolo, e, mi spiace dirlo, che Scalfari non ha capito quello che e’ successo.
    I 300mila, come li chiama d’alema (si, minuscolo), non pongono un problema, ma una soluzione ad un problema. Il problema e’ che in Parlamento c’e’ della gente condannata in via definitiva, la soluzione e’ che deve essere cacciata. Subito.
    Scalfari dice “non rieleggiamo persone che hanno commesso gravi reati”, noi invece diciamo “allontanare persone che hanno commesso reati”. Ma poi con che criterio i reati sono gravi o no? Tutti i reati commessi da un poilitico sono gravi!
    Se un cittadino e’ stato condannato non puo’ accedere ad alcune funzioni nella Pubblica Amministrazionre o non puo’ votare, pero’ puo’ essere eletto?!?!

  • Complimentoni Mastella!!!


    “Senza grazia e senza giustizia di Gianluca Di Feo
    Mastella e il figlio al Gran Premio di Monza con l’Airbus presidenziale. Un viaggio privato a carico del contribuente nel giorno dei tagli alle spese. Mentre ai giudici manca la benzina. Foto di Massimo Sestini

    I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. E concedersi una bella gita domenicale. Sì, perché per l’escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l’aereo di Stato. Non un jet qualunque, ma l’Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort. Un velivolo di alta rappresentanza, roba da far invidia a sceicchi e magnati: la Rolls Royce con le ali costa oltre 55 milioni di euro. Poi dalla zona militare di Linate, in teoria una fortezza inaccessibile, il ministro è passato all’area Vip dello scalo milanese, quella dove sono di casa i Falcon di Berlusconi e di Tronchetti Provera, quella riservata a chi i privilegi li paga di tasca sua.

    Lì Mastella si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l’autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur. La società che la gestisce – la Avionord – risulta aver noleggiato molti voli per gli ospiti più eccellenti delle case automobilistiche. È stato forse Flavio Briatore a omaggiare l’amico Clemente di quel tour con vista sui tetti del Duomo che ha permesso di scavalcare tutte le code per planare nel giro di dieci minuti direttamente nei box di Monza?

    “Sono qui per salutare l’amico Briatore”, ha detto il ministro dopo lo sbarco nel circo dei motori. Perché la visita nel tempio della Formula Uno ha avuto poco di ufficiale e molto di personale. Il suo arrivo a Linate ha spiazzato cerimoniale e dispositivo di sicurezza. Poi, dopo l’atterraggio con l’Airbus presidenziale, quel passaggio sull’elicottero-limousine molto poco protocollare. Il tutto, volo di Stato ed elicottero privato, sempre in compagnia del figlio Elio. D’altronde a sentire il Guardasigilli, proprio il dovere di padre è uno dei motivi principali della sua spedizione tra i box: “Avevo promesso da tempo che sarei stato presente insieme con mio figlio”, ha dichiarato al “Corriere della Sera”, ripetendo: “Volevo salutare il mio amico Briatore e vedere la gara da vicino”.
    Il tutto grazie al jet dell’Aeronautica militare, che ha imbarcato anche il giovane Elio, un portaborse e due uomini di scorta. Lo stesso gruppo ripreso dalle foto de “L’espresso” mentre cammina allegramente dall’aereo governativo verso l’Agusta a noleggio.

    Eppure ci sarebbe stata più di una ragione per sconsigliare la visita del Guardasigilli: solo il giorno prima la Procura di Modena aveva distribuito una raffica di avvisi di garanzia ai vertici della McLaren, accusati di spionaggio nei confronti della Ferrari, facendoli consegnare proprio a Monza. Ed ecco che il responsabile della Giustizia italiana passa la mattinata nei box della Renault dell’”amico Flavio”, concorrente degli indagati. Poi a sorpresa sale sul podio per premiare il terzo classificato, il ferrarista Raikkonen, vittima della spy story. Ma il ministro vola più in alto di queste polemiche. E alle insinuazioni della McLaren, che hanno visto nei provvedimenti dei magistrati uno strumento di pressione, replica: “Se pensano che la Giustizia italiana viaggia a rimorchio di qualcuno, non la conoscono”.

    Di sicuro la Giustizia non viaggia a rimorchio, ma c’è il sospetto che il ministro lo faccia a scrocco. Per carità: l’amicizia non ha prezzo. Dalle vacanze sullo yacht dell’industriale Della Valle all’ospitalità di Briatore, passando per l’uso disinvolto dell’aereo presidenziale che imbarca anche il figlio. Sì, lo stesso figlio Elio al centro, insieme con il fratello Pellegrino, dell’inchiesta “Casa nostra” de “L’espresso” per l’acquisto a prezzi modici di due appartamenti sul lungotevere Flaminio e della dimora in via Arenula dove ha sede la rivista dell’Udeur. Facile prevedere le giustificazioni di Mastella: l’impiego dei voli di Stato non è una sua scelta, ma viene imposto per motivi di sicurezza.
    (13 settembre 2007)” L’Espresso

  • Povero Daniele Luttazzi…


    “Dalla parte del berlusca: la Rai
    Per caso ieri ho visto un documentario Rai intitolato Off trasmesso in replica su RaiSat Extra. Si trattava di un elenco di personaggi tv che hanno dato scandalo in Rai.
    Nella parte dedicata a me, mostrano brani di Sesso con Luttazzi presi da Magazine 3, vari commenti, quindi due scene di Satyricon ( le mutandine della Falchi e la cacca di cioccolato ) cui viene appiccicata ad arte una considerazione di Aldo Grasso ( ” Ci ha rimesso Luttazzi. Con questo programma poteva andare per anni. Era il formato giusto. ” ) come se la chiusura di Satyricon fosse dovuta a quelle due gag e non all’intervista sulle origini misteriose della fortuna di Berlusconi e al successivo ukase ippico! In pratica, un falso storico confezionato con tutti i crismi.
    Il bello è che me ne stupisco!”
    dal blog di Daniele Luttazzi. Comunista.

  • San Grato o San Pasteris???


    Questo weekend ci sara’ la festa del patrono di Saluggia San Grato, e sui manifesti invece del santo o di uno scorcio di Saluggia, c’e’ il sindaco in carica Marco Pasteris (di Alleanza Nazionale).
    uhm… che voglia dirci che lui e’ molto “Grato” ai Saluggesi o che sia anche lui unto dal Signore? Non perde occasione per sfoggiare il suo stile impeccabile.
    Di sicuro i manifesti in policromia fotografica costano parecchio in piu’.
    Forza Saluggia… forza…

  • Vantaggi fiscali alla Chiesa, Ue chiede informazioni all’Italia.

    La Commissione deciderà se aprire un’inchiesta per aiuti di Stato illegali. Nel mirino alcune esenzioni Ici nella Finanziaria 2006. Forza Italia: “Sorpresi”.Bonino: “Esamineremo le richieste di chiarimento quando arriveranno”
    BRUXELLES – La Commissione Ue chiederà al governo italiano “informazioni supplementari” su “certi vantaggi fiscali delle chiese italiane”, ma non ha ancora deciso se aprire un’inchiesta. Lo ha detto Jonathan Todd, il portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, precisando che, nel caso, si tratterebbe di un’inchiesta per aiuti di Stato illegali. Sarebbe la prima volta che la Chiesa finisce nel mirino dell’antitrust europeo.
    “Non abbiamo ancora preso la decisione se aprire o no l’inchiesta”, ha detto Todd, rilevando che il governo italiano ha già risposto ad una prima richiesta di notizie. Bruxelles ritiene però necessario un surplus di informazioni, “pertanto le chiederemo in forma scritta o verbale”, ha detto Todd, senza precisare quando.
    La Finanziaria 2006. Ad attirare l’attenzione della Commissione sarebbe stata in particolare una norma contenuta nella Finanziaria del 2006, l’ultima del governo Berlusconi, che prevede l’esenzione dall’Ici degli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a finalità commerciali. Forza Italia, tramite il responsabile per i rapporti con il mondo cattolico Francesco Giro, “esprime la sua sorpresa” per le richiesta di Bruxelles.
    L’esenzione è riconosciuta anche alle altre religioni che hanno un accordo con lo Stato italiano e alle attività no-profit. Bruxelles intenderebbe chiarire inoltre anche le riduzioni di imposta (al 50%) concesse alle imprese commerciali della Chiesa. Todd ha spiegato che le informazioni sono state chieste dopo le segnalazioni, nel 2006, da parte di soggetti italiani di cui non però ha riferito l’identità. Il portavoce ha sottolineato che, se l’inchiesta dovesse essere avviata, si tratterebbe della prima volta che l’antitrust europeo mette nel suo mirino la Chiesa, anche se in Belgio c’è stato un contenzioso per una questione di Iva e anche in Spagna c’è un’indagine in corso su delle facilitazioni fiscali.
    La reazione della Bonino. Emma Bonino, ministro per le Politiche europee, attraverso il suo portavoce fa sapere che il governo italiano esaminerà le richieste di chiarimento della Commissione europea “quando arriveranno”. E spiega che una risposta a una precedente richiesta di Bruxelles è stata data dal ministero dell’Economia prima dell’estate con “pertinenti dettagli tecnici”. “Probabilmente – dice il portavoce della Bonino – la Commissione non li ha ritenuti sufficienti”. In ogni caso per ora si tratta “solo di una richiesta di informazioni”: tuttavia “se l’iter avesse esito sfavorevole, l’Italia rischierebbe una proceduta di infrazione proprio quando si’ è finalmente riusciti a ridurne il numero”.
    Esenzione Ici. L’annuncio della Commissione arriva nel mezzo delle polemiche sui vantaggi di cui gode la Chiesa cattolica, in particolare su alcune forme di esenzione dall’Ici. Proprio oggi, il quotidiano dei vescovi Avvenire pubblicava un intervento di mons. Giuseppe Betori, il segretario della Cei. “L’esenzione dall’Ici – scrive Betori – si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale ed è del tutto uguale a quella di cui si giovano gli altri enti non commerciali, in particolare il terzo settore. Chi contesta un tale atteggiamento dello Stato manifesta una sostanziale sfiducia nei confronti di molteplici soggetti sociali di diversa ispirazione, particolarmente attivi nel contestare il disagio e la povertà”.
    (28 agosto 2007) repubblica.it

    “Sorpresi”? ma siamo noi ad essere sorpresi che ancora diamo i soldi alla chiesa cattolica!!!!
    Riporto quello che ho scritto in un post precedente:
    “Qualcuno lo sa che il Vaticano prende ogni anno 9 miliardi di euro dallo stato (un terzo della finanziaria di Prodi), senza contare i soldi dalle provincie, regioni? […] perche’ devo pagare io, non credente, tutti questi soldi? Ma che li pagassero i credenti!”

  • V-day!!!

    Ecco i punti del V-day, organizzato per l’ 8 settembre 2007 in tutte le piazze d’ Italia.

    1)No ai parlamentari condannati
    No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento, nessun cittadino italiano puo’ candidarsi in parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

    2)No ai parlamentari di professione da venti e trentanni in Parlamento
    Nessun cittadino italiano puo’ essere eletto in parlamento per piu’ di due legislature. la regola e’ valida retroattivamente.

    3)Elezione diretta
    No ai parlamentari scelti dai segretari di partito, i candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

    Iscrivetevi qui sotto, e partecipate numerosissimi!!!
    Iscriviti al Vaffanculo Day

    Io andro’ a firmare ad Ivrea in Piazza Ottinetti dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19!!!
    http://beppegrillo.meetup.com/345/

  • Valentino Rossi nel mirino del fisco, “Evasione per 60 milioni di euro”


    Il campione risiede dal 2000 in Gran Bretagna, e ha costituito varie società alle quali vengono intestate le entrate per le sponsorizzazioni. Ma per l’Agenzia delle Entrate ha ancora in Italia la sede principale di affari e interessi
    ROMA – Valentino Rossi ha evaso il fisco per 60 milioni di euro, dovuti per gli anni 2000-2004. La notizia è stata data dall’agenzia AdnKronos, secondo la quale il centauro, del quale in questi giorni si parla in particolare per la love story con Elisabetta Canalis, ha ricevuto un accertamento milionario dall’ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate. E dato l’importo molto elevato scatterà, con tutta probabilità, una denuncia alla magistratura per il reato di omessa dichiarazione.
    Rossi ha comunicato al fisco di aver trasferito la propria residenza in Gran Bretagna il 15 marzo del 2000. La ricostruzione effettuata sulla base delle indagini condotte dall’ufficio di Pesaro dell’Agenzia, in collaborazione con la direzione regionale delle Marche e la Direzione centrale accertamento, avrebbe certificato che Rossi in questi anni, e più precisamente dal 6 aprile 2000, ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra, ma per cifre irrisorie, attestando di essere residente ma non domiciliato.
    Una situazione che gli ha permesso di usufruire del regime dei ‘resident but not domicilied’ che consente al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra. In questi anni, quindi, Rossi avrebbe dichiarato in Italia i soli redditi di fabbricati e in Inghilterra i redditi prodotti nell’isola, cioè quasi nulla. Scomparse, invece, le ricche sponsorizzazioni e il contratto con la Yamaha, la società per cui corre.
    In effetti Rossi si era premunito, i suoi consulenti fiscali avevano costituito una seria di società estere alle quali sono stati intestati i vari contratti delle sponsorizzazioni. Tuttavia l’Agenzia delle entrate, secondo l’AdnKronos, è riuscita a ricostruire tutti i passaggi che hanno portato alla nascita di società a cui sono intestati i vari contratti degli sponsor con sedi di volta in volta a Dublino, Londra o altri paesi. E la lista degli sponsor è molto lunga: si va dalla Telecom Italia alla birra Peroni, dalla Atladis alla Dainese.
    Dalla ricostruzione dell’Agenzia delle entrate sarebbe emerso che, oltre ad avere in Italia la sede principale degli affari e interessi economici, Rossi ha mantenuto un solido legame “di natura sociale e familiare” con il suo Paese, e quindi deve pagare le tasse. La mattina dello scorso 3 agosto i funzionari dell’Agenzia delle entrate hanno notificato a Rossi, nei pressi della sua abitazione di Tavullia (Pesaro Urbino) l’accertamento per il quinquennio, suddiviso per anno d’imposta. (8 agosto 2007)
    repubblica.it

    Che vergogna, l’ho sempre trovato simpatico e bravissimo, peccato, se la notizia risultasse vera spero che gli levino tutto.

  • A 200 km/h in autostrada, patente ritirata, bufera sul vicepresidente del Veneto.

    Ma Luca Zaia attacca: “Cambiare i limiti di velocità, sono troppo bassi Sono soglie anacronistiche che vanno elevate di 20 chilometri almeno”
    ROMA – Ammette di aver spinto l’accelerato ben oltre il limite consentito. E spiega di averlo fatto per rispettare un impegno lavorativo. Sfruttando però l’occasione per rilanciare la sua battaglia politica: l’aumento del limite di velocità sulle strade. Il vicepresidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, sorpreso da una pattuglia della Polstrada a correre lungo l’autostrada A27 nei pressi di Conegliano (Treviso) a 193 chilometri l’ora, si è visto recapitare la multa da 407 euro e la notifica di ritiro della patente.
    Ma il doppio colpo non ha intaccato le sue certezze. Anzi le ha rafforzate. “Bisogna assolutamente rivedere i limiti di velocità – dice il leghista – 50 chilometri l’ora nei centri abitati e 130 in autostrada sono soglie anacronistiche che vanno elevate almeno di 20 chilometri”.
    Anche perché, racconta Zaia, oltre al danno è arrivata anche la beffa. Al vicepresidente, infatti, non è andata giù la la battuta della pattuglia della Polstrada che lo ha bloccato: “Ma quelli come lei non girano con l’auto blu e l’autista?”. Ma guai a ipotizzare che la sua iniziativa sia una “ritorsione” dopo la multa: “E’ un’idea che ho sempre sostenuto”. E che, spedendo una mail al sito www.lucazaia.eu, potrà essere sostenuta.
    Queste le proposte del vicepresidente veneto: aumentare i limiti di velocità portandoli da 50 a 70 km/ora nei centri abitati e dai 130 ai 150 km/ora in autostrada, inasprire le pene per i trasgressori commutando la perdita dei punti in ritiro della patente. Infine, per chi guida in stato di ebbrezza, dice Zaia “dovrà essere imposto il carcere”.
    Ora l’esponente leghista dovrà invece ricorrere all’aiuto di amici e conoscenti che gli faranno da autisti improvvisati nel periodo in cui sarà senza patente. “Non mi preoccupo troppo – confessa il leghista – già stamattina ho ricevuto almeno 70 sms e altrettante e-mail di persone, molte delle perfette sconosciute, che si offrono di farmi da autista”. Sperando che, almeno loro, rispettino i limiti di velocità. (18 luglio 2007) repubblica.it

    Madonna che demente. Quasi come il sindaco della citta’ dove vivo, che una sera si’ e l’altra pure passa barcollando ubriaco fradicio sotto casa mia.

  • Ma cosa fanno realmente i Daft Punk dentro quella piramide?




    “Tom writes to direct us towards the Erol Alkan forum for the first pictures I’ve seen of the inside of Daft Punk’s pyramid. I’d always assumed they were using two laptops running Ableton and/or Google Mail and/or Linerider, but their setup is wonderfully (and predictably) cool and eccentric: It looks like: 4 x Moog Voyager racks, 2 x Behringer BCR2000 controllers, and possibly 2 x Lemur controllers in the middle (DP endorse the Lemur). Presumably there’s also some computers somewhere, but there don’t seem to be any keyboards involved at all. ” musicthing

    E se poi volete comprarvi un casco come quello dei daft punk, beh, lo trovate su ledeffects.com alla modica cifra di 65 mila dollari americani.

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  • Iscriviti al V-Day!!!


    Iscriviti al Vaffanculo Day
    “L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.” beppegrillo.it

  • LIVE EARTH:PER MADONNA 150 SCATOLE DI FRAGOLE E 8 SPECCHI


    “Otto specchi di grandi dimensioni, una corda per saltare, centocinquanta scatole di fragole, te’ dello Yorkshire, te’ verde biologico e spray per ambienti alla vaniglia. Sono queste alcune delle richieste fatte da Madonna per il backstage del Live Earth di Londra, il concerto ecologista di domani del quale la cantante e’ una delle star di primo piano. Le stravaganti richieste di Madonna, decisamente fuori luogo per l’evento organizzato dall’ex vicepresidente Usa Al Gore con l’intento di sensibilizzare le coscienze sul problema del surriscaldamento globale, sono state rivelate al tabloid inglese Daily Star da una fonte dell’organizzazione del concerto. La stessa ‘talpa’ ha comunque riferito che Madge non e’ l’unica star ad aver fatto impazzire gli organizzatori con le loro richieste: “Quando c’e’ gente come Madonna, i Red Hot Chili Peppers, gli Snow Patrol e i Keane ognuno vuole essere sicuro di essere notato. Diciamo solo che l’organizzazione non sa piu’ come fare per far credere a ognuno degli ospiti di essere l’attrazione principale dell’evento”. Sul palco di Wembley domani oltre ai succitati artisti saliranno anche i Beastie Boys, i Metallica, i Duran Duran, i Foo Fighters e David Gray, mentre ad aprire le danze saranno i Genesis capitanati da Phil Collins. La serie di concerti che avverranno durante 24 ore si apriranno a Sydney, per poi proseguire a Tokyo, Shangai, Johannesburg, Londra, Amburgo e Rio de Janeiro, prima di concludersi a New York.” repubblica.it

  • Corrado Augias intervista Piergiorgio Odifreddi

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    In questo video Piergiorgio Odifreddi e’ intervistato da Corrado Augias a proposito del suo libro “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)”, da vedere!!!


    “IL LIBRO: In questo libro il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi compie un viaggio dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, dalle origini ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l’affermazione che quello della Bibbia è l’unico vero Dio una bestemmia nei confronti di Colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l’Intelligenza dell’Universo e l’Armonia del Mondo. Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l’anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.
    Come autore, infine, legge l’Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla Ragione ciò che è della Ragione e facendo emergere dai testi la Verità: ovvero, dice Odifreddi, che “Mosè, Gesù e il Papa sono nudi.”
    I GIUDIZI: “Brillante e provocatorio!” La Stampa
    UN BRANO: “Se la Bibbia fosse un’opera ispirata da un Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente, giusta e bella? E come mai trabocca di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie”?” longanesi.it

  • Sconti alla Chiesa sull’Ici, la Ue ora processa l’Italia

    “Sarà aperta una pratica d’infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza. Sotto tiro negozi e alberghi “collegati” a luoghi sacri.
    di CURZIO MALTESE

    C’E’ CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l’accusa di anticlericalismo. L’anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell’Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana.

    Varato nel ’92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell’Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso.
    Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall’onorevole Maurizio Turco.

    I resistenti laici avevano proposto di limitare l’esenzione dell’Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività “non esclusivamente commerciali”.

    Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l’Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l’erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati.

    Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell’Economia ha rassicurato l’Ue circa l’inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee.

    L’affannosa contraddizione è stata segnalata all’autorità europea dall’avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell’orgoglio laico.

    A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d’infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l’approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l’Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all’esenzione Ici.

    Che cosa potrà succedere ora? Un’infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L’Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l’applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell’Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all’interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica.

    E’ triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l’opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l’Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l’Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte.

    Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all’epoca dei decreti Bersani: “Non ci interessano i privilegi fiscali”.
    Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson (“nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso”) e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare”. (25 giugno 2007)” repubblica.it

    Ma con tutti i problemi che ha l’italia, dobbiamo ancora dare dei soldi alla Chiesa Cattolica? Qualcuno lo sa che il Vaticano prende ogni anno 9 miliardi di euro dallo stato (un terzo della finanziaria di Prodi), senza contare i soldi dalle provincie, regioni? Perche’, come dice Odifreddi, perche’ devo pagare io, non credente, tutti questi soldi? Ma che li pagassero i credenti!

  • Ultima chiamata per la Torino-Lione. Padoa-Schioppa: “Pronti a decidere”

    Mercoledì riunione decisiva del tavolo politico sulla Tav. Si lavora all’accordo su un tracciato alternativo.

    TORINO – Sulla Tav italiana, quella che dovrebbe attraversare la pianura padana e collegare Torino con Lione, si avvicina il momento decisivo. Il calendario prevede per dopodomani la riunione del tavolo politico di Palazzo Chigi. In pratica sarà presente mezzo governo guidato da Prodi. Al tavolo saranno presenti anche gli enti locali con la Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e i sindaci delle valli coinvolte: la val di Susa e la val Sangone.

    Un momento importante, quello di mercoledì, perché si capirà se il lavoro svolto in questi mesi dall’Osservatorio tecnico presieduto da Mario Virano, sarà servito a superare il muro contro muro di due anni fa in val di Susa. E se i principi contenuti nel documento finale che dovrebbe uscire da palazzo Chigi serviranno all’Italia per presentarsi il 20 luglio a Bruxelles con un dossier credibile sul collegamento veloce verso la Francia.

    Mentre le diplomazie lavorano sul testo finale del documento, il ministro dell’Economia, Tomaso Padoa Schioppa lascia trasparire una nota di ottimismo: “Entro fine giugno – dice al Tg1 – prenderemo la decisione. E sono convito che la Tav passerà al di qua delle Alpi”. La tempistica, in realtà, potrebbe essere più articolata. Mercoledì non si deciderà certamente un tracciato da consegnare a Bruxelles. Più probabilmente si definiranno alcuni principi base sui quali lo stesso Osservatorio di Virano potrà lavorare per giungere a fine mese a identificare un tracciato da consegnare al governo e all’Ue.

    I punti fermi dovrebbero essere almeno quattro. Quasi certamente la galleria di base sarà accorciata sul versante italiano e non uscirà più a Venaus, teatro degli scontri di due anni fa con polizia e carabinieri. In val di Susa buona parte del tracciato dovrebbe seguire l’attuale linea: i quattro binari verranno interrati consentendo di ridisegnare i piani regolatori dei molti centri abitati oggi attraversati. Nella parte finale verso Torino la linea dovrebbe poi giungere in val Sangone per arrivare all’interporto merci di Orbassano.

    Principi che disegnano una soluzione radicalmente diversa da quella originaria sul versante italiano e non modificano in modo significativo gli accordi presi nel 2001 con i francesi. Alla vigilia, comunque, c’è estrema prudenza per evitare mosse che possano far naufragare il documento finale. Se quel testo verrà condiviso, sarà presentato il 20 giugno ai rappresentanti del governo di Parigi in una riunione prevista nella capitale francese.

    (11 giugno 2007) repubblica.it

  • Il finto malore di Selva diventa un caso. Marrazzo: “Sono pronto a denunciarlo”

    Ieri il senatore di An si era fatto portare in ambulanza in uno studio televisivo. L’Unione e anche il leghista Calderoli lo attaccano: “Gesto sconsiderato”

    ROMA – Chissà se si aspettava che la sua “astuzia” gli avrebbe attirato critiche da destra e da sinistra. Chissà se immaginava che quel fingere un malore per farsi portare in ambulanza negli studi de La7 per un dibattito televisivo, avrebbe scatenato così tante reazioni sdegnate. Perché è questo che sta accadendo a Gustavo Selva, senatore di An che un lungo passato da giornalista Rai. Che, ieri, preoccupato dal ritardo, ha finto un malore e si è fatto dare un passeggio da un’ambulanza del 118. Con a bordo medici convinti di avere a che fare con un paziente cardiopatico. Una “furbizia” che Selva ha, orgogliosamente, confessato davanti alle telecamere. Provocando reazioni a catena. Sia della maggioranza che dell’opposizione. Proprio nel bel mezzo del delicato dibattito sui costi della politica e sui privilegi dei parlamentari.

    Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si dichiara pronto a denunciare Selva, qualora la vicenda venisse confermata: “Ho già chiesto al direttore dell’Ares 118 Vitaliano De Salazar una relazione dettagliata sull’episodio che ha visto come protagonista il senatore Gustavo Selva e che attendo per domani mattina”, dichiara in una nota Marrazzo, assicurando che, se la relazione del 118 dovesse confermare la notizia, presenterà “un esposto alla procura della Repubblica contro il senatore Selva per tutti i reati che si possono configurare e per richiesta danni”.

    “La vicenda è inqualificabile, Selva si scusi in Aula” dichiarano i parlamentari dell’Unione Francesco Ferrante e Andrea Ranieri (Ulivo), Loredana De Petris (Verdi), Nuccio Iovene (SD), Tommaso Sodano (Prc). Ma anche la Lega si fa sentire. E lo fa con i consueti toni coloriti di Roberto Calderoli: “Un gesto sconsiderato – commenta il leghista -. E’ chiaro che non si deve mai augurare del male a nessuno ma nel caso di Selva forse la legge del contrappasso non ci starebbe poi così male. Non vorrei cioè che il giorno in cui lui si dovesse sentire male sul serio, l’ambulanza che potrebbe salvarlo fosse impiegata per trasportare il politico di turno, esattamente come ha fatto lui ieri”.

    E se il verde Angelo Bonelli chiede l’intervento della procura e del ministro della sanità, è severo il commento del presidente dei senatori di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena che definisce quella del senatore di An “odiosa arroganza”. Unica voce non di critica quella del forzista Francesco Giro: “‘Selva è un uomo integerrimo, chiederà senz’altro scusa”.

    Mentre il parlamentare della Margherita, Roberto Giachetti, annuncia una lettera al presidente della Camera Fausto Bertinotti e al presidente di An Gianfranco Fini, per chiede come valutino il comportamento del senatore.

    (10 giugno 2007) repubblica.it

  • Un SMS può costare mille euro

    di A. D’Agostini (Consulentelegaleinformatico.it) – Ecco perché il Tribunale di Latina ha deciso che un SMS commerciale spedito senza il consenso del destinatario debba essere fatto pagare, e caro, a chi lo ha spedito

    Roma – Il Tribunale di Latina ha condannato una società di telecomunicazioni a risarcire il danno da “invio di SMS non desiderati” (il cosiddetto spamming). La valutazione equitativa del danno ha raggiunto la cifra considerevole di 1000 euro per ogni SMS (in totale la Società ne aveva inviati nove).

    Il Giudice di Latina nel condannare la Società al risarcimento del danno ex art. 15 D.Lgs 196/2003, ha chiarito che il suddetto risarcimento trae la propria ragion d’essere dal fatto che gli SMS possono costituire “interferenze nella sfera privata e violazione del diritto alla privacy (intesa come violazione del diritto di costruire liberamente e difendere la propria sfera privata, di scegliere il proprio stile di vita senza influenze ed intromissioni indesiderate da parte di terzi)”.

    Il fornitore del servizio (nel caso la società di telefonia mobile) può inviare SMS commerciali alla utenza del proprio cliente, a patto che quest’ultimo abbia conferito il consenso a tale tipologia di trattamento dei propri dati (dice, infatti, il giudice: “Il fornitore di telefonia mobile può utilizzare a scopo commerciale il numero dell’utenza (prepagata o “in abbonamento”) solo se l’utente abbia manifestato previamente il proprio consenso)”.

    La decisione del giudice è in sintonia con il dettato normativo. Infatti, dispone l’articolo 130, primo e secondo comma del D.Lgs 196/2003 che: “L’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso dell’interessato. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalità ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo”.

    Nel caso di specie, l’interessato aveva già manifestato la volontà di ritirare il consenso per l’invio di messaggi pubblicitari. Senza il consenso veniva meno la legittimazione della Società all’invio dei suddetti SMS. Resta comunque valido l’invio all’utente di comunicazioni di servizio (es: problemi alla rete, modifiche di trasmissione) che niente hanno a che vedere con le comunicazioni commerciali.

    Anche la procedura attivata dall’attore è apparsa idonea allo scopo: infatti prima ha inoltrato istanza di accesso ex art 7 e ss. D.Lgs 196/2003, poi ha proposto tentativo di conciliazione presso il Co.re.com della propria Regione, infine si è rivolto al Giudice per il ristoro dei danni subiti.

    Andrea D’Agostini – Punto Informatico

  • Povera Saluggia…

    A Saluggia ha vinto il “centro” destra. Ed alla notizia il nuovo sindaco Marco Pasteris ha allietato tutti con la canzone “We are the Champions” dei Queen, seguito da un corteo di macchine strombazzanti e festanti, e da fuochi d’artificio (tutto vero!!!).
    Un vero sfoggio di stile, complimenti al nuovo sindaco ed ai suoi sotenitori, cose che neanche quando l’italia ha vinto la coppa del mondo…
    Ed il giorno dopo, molti dei suoi sostenitori, di chiare origini del sud, esultavano con frasi tipo “ed ora tutti gli extracomunitari a casa!”.
    Complimenti.

  • Video della Bbc, Santoro spacca la Vigilanza: “Non c’è nulla che possa impedirmelo”.

    “Il giornalista in dirittura d’arrivo per l’acquisto del documentario sui preti pedofili, Landolfi: “Cappon lo fermi, la Rai non è un plotone d’esecuzione contro la Chiesa”, Rifondazione: “Censura preventiva, sono esortazioni inaccettabili”, Lainati (Fi): “Vendetta della sinistra estrema contro il Family Day”.

    ROMA – Di notizie ufficiali “in senso contrario” non ne ha ancora ricevute. Quindi, “essendo ogni cosa a posto dal punto di vista dell’iter burocratico aziendale, mi aspetto che domattina vada tutto a posto”. Michele Santoro fa il punto sulla sua richiesta di acquisto (“Per la quale non ho bisogno di autorizzazioni particolari”) dell’inchiesta Sex Crimes and the Vatican, intorno al quale vuole costruire una puntata del suo Annozero. Ovvero il documentario mandato in onda nel 2006 dalla Bbc e diffuso su internet nelle settimane scorse, tanto da diventare un vero fenomeno della Rete, grazie anche alla traduzione con sottotitoli in italiano. Un film (che la Cei ha già bollato come “infame calunnia”) che racconta alcuni casi di pedofilia che coinvolgono ecclesiastici negli Stati Uniti, in Irlanda e in Brasile, e soprattutto mostra il ruolo avuto, nell’insabbiare gli scandali, dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.

    La questione agita la Rai. Il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi (An), appreso che “la direzione generale si accingerebbe a esaminare la proposta d’acquisto” del documentario, auspica che il direttore generale dell’azienda, Claudio Cappon, “non aderisca alla richiesta” del giornalista: lasci pure a Santoro “la palma del martirio – dice Landolfi – ma eviti di trasformare il servizio pubblico radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa”.
    Un’esortazione “inaccettabile”, replicano Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore, capigruppo di Rifondazione in Parlamento e membri della stessa Vigilanza, che definiscono quella di Landolfi “censura preventiva” e osservano che “se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno, sarebbe davvero gravissimo”. Il consigliere Sandro Curzi non dà giudizi sul documentario “perché non l’ho visto ma della Bbc mi fido molto: siamo un Paese strano, si loda sempre la Bbc e se ne fa un esempio per la Rai poi, appena si dice che Santoro vorrebbe usare questa inchiesta, le polemiche scoppiano in anticipo”.

    Addirittura parla di “vendetta per il Family Day” il capogruppo di Fi in Vigilanza, Giorgio Lainati, che lancia l’allarme sul “livello di strumentalizzazione” della vicenda e sul fatto che “la sinistra comunista ha da tempo scatenato, sui media, in particolare nei programmi dei loro fiancheggiatori nella Rai, un’offensiva anticlericale su più fronti. Evidentemente – deduce Lainati – l’enorme successo del Family Day ha scatenato la sete di vendetta degli ambienti della sinistra più estrema”.
    Intanto, Santoro ribadisce: “Gli ok di prammatica per questo tipo di acquisto ci sono tutti e, dal mio punto di vista, non c’è nulla che possa impedirlo”. Di fatto il giornalista, che ha il grado di direttore (ad personam) ed è responsabile editoriale della trasmissione, in onda il giovedì su RaiDue, può procedere a simili acquisti – si parla di una cifra di 20 mila euro – in forma autonoma, solo espletando una procedura burocratica.

    Si è parlato di un nulla osta da parte di Antonio Di Bella, direttore del Tg3, che ha la vigilanza su Annozero ma solo relativamente all’applicazione della par condicio in questo periodo pre-elettorale (visto il rifiuto di Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di Rete). Il nulla osta, quindi, può riguardare solo il fatto che il documentario della Bbc non influisce sugli equilibri della par condicio, ma non può avere relazioni con i suoi contenuti o, tanto meno, sulla valutazione se trasmetterlo o no. Valutazione editoriale che solo il direttore generale può assumersi.(20 maggio 2007)” repubblica.it

    Non ce la vengano a contare. La gente ha diritto di sapere, il Vaticano ha sempre nascosto i suoi pedofili, ci sono prove, non h mai fatto dichiarazioni nette sulla pedofilia, ne’ ha mai scomunicato i preti pedofili, ne’ ha mai consegnato i colpevoli alla giustizia, anzi. Vergogna. E poi parlano di “Family Day”, che schifo!

  • Papa Ratzinger difende i religiosi pedofili!!!

    Durata del video circa 38 minuti, si puo’ scaricare da Bispensiero.it.
    “Solleva scandalo il webvideo più visto di Google Video, pesante l’accusa a Papa Ratzinger per la gestione degli scandali sulle violenze sessuali ai danni di minori. Il video, ora sottotitolato in italiano, è online. Era stato prodotto dalla BBC lo scorso ottobre
    Roma – Il più visto video del momento su Google Video almeno per quanto riguarda l’utenza italiana è un documento scabroso, dai contenuti durissimi, dal titolo Sex Crimes and the Vatican, che viene presentato da chi lo ha postato in questi termini:
    “il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia. si richiama il “Crimen Sollicitationis”, un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. In Italia non è mai andato in onda, nè i giornali nè gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno”.
    Sul sito Bispensiero.it si legge:
    “Questo video è stato trasmesso in Inghilterra il 1 ottobre 2006. In Italia non è mai andato in onda, nè i giornali nè gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno. Il paziente lavoro di traduzione e di sottotitolatura che abbiamo fatto, è per sopperire a questa vergognosa lacuna. Ed è dedicato a Maria Di Benedetto. Ovunque sia”.
    La conferma che si tratta effettivamente di un video dell’autorevole emittente inglese BBC lo fornisce la stessa azienda britannica, che in un vecchio articolo lo descrive dettagliatamente. Visti i suoi contenuti, e grazie alla traduzione di Belpensiero.it, il video sta anche facendo rapidamente il giro nei blog italiani.
    Il video è disponibile a questo indirizzo” punto-informatico.it

  • La Cdl in pressione sui Dico: “Gli italiani hanno detto di no”

    “Roberto Calderoli mette a confronto le due piazze: “Adamo e Eva battono Adamo e Giuseppe 6-0“. L’arcigay: “il Senato metta subito in discussione le necessarie dimissioni del leghista”. Fini: “Sono ormai affossati”. Emma Bonino: “Per San Giovanni si sono mosse 26mila parrocchie”
    ROMA – Family Day il giorno dopo. La polemica politica non accenna a placarsi. L’opposizione, dopo la grande partecipazione alla manifestazione di piazza San Giovanni organizzata dal Forum delle associazioni con il supporto della Chiesa, va in pressione sul disegno di legge sulle unioni di fatto. “In piazza San Giovanni c’erano tanti cattolici, certamente, ma anche molti laici, non credo comunque che questo possa cambiare qualcosa per i Dico: ormai sono affossati”. Queste le parole pronunciate oggi dal presidente di An, Gianfranco Fini, arrivando per la fine della sfilata nazionale degli alpini a Cuneo. Fini ha anche parlato delle due piazze. “Ieri – ha detto – si sono viste due Italie diverse: in piazza San Giovanni quella di uomini, donne, bambini che difendono l’istituzione della famiglia, in piazza Navona chi accusa i primi di essere ottusi reazionari, servi del Vaticano”.
    Sulla stessa linea il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi. “I Dico non passeranno, la maggioranza li ha già affossati”. Bondi lo ha detto ospite della trasmissione ‘In mezz’ora” su Rai Tre. Il senatore dell’Udc Francesco Pionati ha detto che “la strada dei Dico è sbarrata”, mentre per Isabella Bertorlini di Forza Italia “ieri gli italiani hanno detto di no a Prodi e ai suoi Dico”.
    Commentando il Family Day, Emma Bonino, anche lei ospite del programma Rai “In mezz’ora”, ha detto che per la manifestazione di San Giovanni “si sono mosse 26 mila parrocchie”. Il ministro per le Politiche europee ha poi sottolineato come “Italia ci sia un ruolo spropositato e invadente delle gerarchie ecclesiastiche, un’ingerenza così spietata non si vede in nessun altro paese europeo”. Un’invadenza che arriva anche ad occupare uno spazio eccessivo nei media pubblici. “Il Santo Padre è il leader che ha più spazio in assoluto nei telegiornali”. La Bonino ha espresso anche le sue perpellità sulle reali intenzioni dell’Unione sui Dico: “parti della maggioranza consistenti, quelli che ‘se non fossi ministro, andrei al Family day’ per intenderci, li ha affossati”.
    Il leghista Roberto Calderoli ha utilizzato una metafora di cattivo gusto per paragonare le due piazze di ieri. Il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie leghiste ha detto che “ieri Adamo ed Eva hanno battuto Adamo e Giuseppe con un netto e indiscutibile 6-0. Fassino e il Palazzo non hanno capito che di piazza ieri pomeriggio ce ne è stata una sola, perché per fortuna i normali sono la stragrande maggioranza nel Paese mentre i diversi un’esigua minoranza.”
    Immediata la risposta dell’Arcigay alle parole di Calderoli. L’associazione chiede che il Senato “metta in discussione le necessarie dimissioni di Roberto Calderoli”. Il nuovo presidente Aurelio Mancuso ha detto che è “vergognoso che una persona che ricopre un incarico istituzionale di così alto livello insulti una parte importante del Paese.”(13 maggio 2007)” repubblica.it

    Qui dico che si deve fare un po’ di chiarezza, cosa che la sinistra, grazie a personaggi idioti come Rutelli non fa.
    Innanzitutto, in piazza c’era anche la destra xenofoba, omofoba e reazionaria, non suona strano che vadano cosi’ d’accordo con il Vaticano?
    I DICO o PACS, come si vogliono chiamare, non sono basati sulle preferenze sessuali della coppia. i DICO servono per tutelare anche persone che decidono di vivere assieme senza che ci sia amore o sesso. Per esempio, due fratelli che rimangono vedovi e decidono di vivere assieme perche’ con la pensione non ce la fanno piu’, per fare un’esempio. Ma se poi, due omosessuali vogliono regolarizzare la loro unione, per poter anche loro usufruire della possibilita’ di avere ferie per assistere il “coniuge” malato, etc… perche’ dobbiamo noi decidere per loro? Perche’ solo le unioni cattoliche sono accettabili? Perche’ se non si e’ cattolici, si e’ cittadini di serie b?
    E’ questa democrazia o teocrazia?

  • I CD e il Compagno Kalashnikov

    “di Lorenzo Campani – Cosa succede in Florida quando si vuole vendere un compact disc usato in un negozio specializzato? E cosa accade quando invece in un altro negozio si vuole comprare un AK-47?
    …
    Al professore bastò prendere la residenza in un motel e con questa andare a farsi rilasciare una patente di guida. Con la patente di guida si infilò nel primo negozio di armi e comprò la sua pistola automatica. Tutto in pochi giorni.
    In verità avrebbe potuto comprare un arsenale intero, perché a Miami e dintorni non esiste la modica quantità e puoi entrare in un negozio e uscirne (dopo i tre giorni canonici per controllare che tu non sia un pazzo assassino) con quanti AK-47 preferisci. Per chi non avesse dimestichezza con il settore, l’AK-47 è il progetto meglio riuscito del compagno Mikhail Kalashnikov.
    Oggi, dieci anni dopo, in Florida le cose filano lisce come prima, almeno per chi vuole comprare e vendere armi. La polizia deve distruggere dopo 48 ore ogni registrazione e alle fiere di settore puoi venderne e comprarne liberamente, così come tra privati.
    Se invece ti sei ficcato in testa l’idea malsana di vendere o comprare compact disc usati in un negozio dello stato che fu di Jeb Bush, allora puoi metterti l’animo in pace: sarai trattato come il peggiore dei criminali o quasi.
    Nel quasi ci sta che, prima di comprare il tuo cd, il negoziante ti dovrà chiedere un documento d’identità, prendere le tue impronte digitali, registrare l’acquisto con tutti i dati che individuano te e l’oggetto e tenerne copia per qualche anno. Alla fine ti potrà pagare, ma non più con soldi veri: solo con buoni acquisto. Il negozio poi per rivendere il tuo cd dovrà aspettare almeno un mese.
    …” http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1981102&r=PI

  • Biagi, Santoro, Luttazzi: a volte tornano ma è flop.

    “Come a primavera le rondini tornano – ohimè sempre in minor numero – al nido lasciato a fine estate, così in questa primavera prodiana tornano in Rai gli esclusi o gli esiliati a vario titolo. Invocatissimo il ritorno dei martiri colpiti dal cosiddetto editto bulgaro che lasciarono un incolmabile vuoto nei palinsesti della tv di Stato. Biagi, Santoro e Luttazzi.
    Il primo oberato tuttavia dai miliardi della liquidazione perché in futuro si sentisse a suo agio nel predicare a favore dei poveri, ha in verità potuto ugualmente emettere sulla stampa le sue sentenze infarcite di citazioni come chi ha poco da dire del suo. Variatissimi i temi trattati: monotona, sempre, la conclusione di ogni predica: Berlusconi delendus est. Santoro è andato a far danno come si suol dire a Bruxelles, col relativo appannaggio. Luttazzi francamente non so, perché non mi occupo di coprofilia.
    Il primo a tornare è stato Santoro; sembrava che avrebbe sfondato il tetto degli ascolti. La sue rentrée è stata segnalata invece dentro limiti poco più che modesti tali che nei numeri seguenti egli è ricorso perfino al lenocinio del gay pride. Il ritorno di Biagi non ha affatto esaltato gli ascolti, nonostante la piaggeria degli amici. Di Luttazzi è ancora presto per azzardare giudizi.
    Intendiamoci, anche un altro esiliato a diverso titolo, Gianfranco Funari, invocato per la verità maggiormente da se stesso, è tornato dopo 11 anni, risarcito con un programma nella prima serata del sabato. Il risultato può definirsi disastroso a causa del 17% e poco più di share su Raiuno e della presunzione di predicatore stravagante ma ovvio.
    E allora? Martiri e proscritti esaltati come eroi ingiustamente perseguitati non erano tali? Oppure: la loro assenza dal video li ha danneggiati fino ad appannarne il carisma? Francamente se fossero rimasti a casa il pubblico televisivo non ne avrebbe sofferto più di tanto, mentre la loro fama sarebbe rimasta incontaminata grazie al silenzio. Ora che si sono messi però a parlare, devono fare i conti con la legge della selezione naturale; non hanno ormai alibi da invocare.
    Gli esordi non sono stati brillanti; Santoro continua a rotolarsi nel fango come ha fatto sempre, Biagi si affida ai suoi oracoli sibillini trascurando che la retorica non è solo ridondanza ma si insinua anche nelle più stringate sentenze.” ilgiornale.it

    Ma questo e’ un’articolo di un giornalista? Ma i giornalisti non dovrebbero riportare le notizie, senza arricchirle di commenti discutibili? Non si riuscira’ mai ad avere in italia un giornalismo che almeno sembri imparziale? Complimentoni al “giornalista” Turi Vasile!
    Per la cronaca, non si metteva in discussione la qualita’ o meno dei programmi, quanto la vergognosa censura fatta dallo psiconano.
    Enzo Biagi ha fatto la storia del giornalismo in Italia, ed il dottor Turi Vasile?
    Nello studio della Freedom House a riguardo della liberta’ della stampa, noi ci troviamo al 61-esimo posto, dopo il Ghana.

  • Concertone, il Vaticano all’attacco: L’Osservatore: “E’ terrorismo”.


    “ROMA – L’Osservatore romano giudica “vili attacchi” quelli pronunciati dal palco durante il Concertone di ieri a Roma e paragona le parole di Andrea Rivera, uno dei conduttori, ad un gesto di “terrorismo”.
    Andrea Rivera, aveva detto: “Il Papa non crede nell’evoluzionismo. La chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana”.” 2 maggio 2007 repubblica.it

    Sacrosanto.
    E l’osservatore romano sta’ battendo i coperchi. Terrorismo? E’ solo lo verita’. Forse e’ solo gelosia per il concerto del 1° maggio???
    Non si potrebbe smettere di perdere tempo dietro queste stupidaggini e pensare alle cose serie?

  • Incendiato il campo rom che ospitava l’autore della strage di Appignano

    “Il rogo divampato intorno alle 20, ma l’area era stata già sgombrata la notte dell’incidente. Nel pomeriggio, ai funerali delle vittime, il vescovo ha invocato il perdono.
    IIl ventiduenne che ha travolto e ucciso i quattro ragazzi ha dato in escandescenze nella cella in cui è rinchiuso. Domani sarà interrogato dal magistrato.

    ASCOLI PICENO – Il campo nomadi che ospitava anche Marco Ahmetovic, il ventiduenne che – completamente ubriaco – ha travolto e ucciso con il suo furgone quattro ragazzi in provincia di Ascoli Piceno, è stato dato alle fiamme. La sorveglianza dei carabinieri, che presidiavano l’accampamento proprio per evitare ritorsioni, era stata allentata da questo pomeriggio, in concomitanza con i funerali delle vittime. E mentre i vigili del fuoco tentavano di spegnere le fiamme, un centinaio di persone accorse sul posto, ancora infuriate per la strage sulla strada, gridavano frasi come “c’è la crisi idrica, non sprecate acqua!”.
    L’incendio. Secondo i pompieri, che sono intervenuti con quattro autobotti, il rogo – divampato intorno alle 20 – ha coinvolto quasi tutto l’accampamento, dove i Rom avevano abbandonato roulotte e suppellettili prima della precipitosa fuga la notte dell’incidente. C’erano anche casupole in legno, che hanno alimentato le fiamme. L’ipotesi più probabile è che gli autori della ritorsione abbiano seguito gli spostamenti dei carabinieri, che pattugliavano la zona e nello stesso tempo erano impegnati in paese con i funerali. Nell’area c’è anche un immobile, di proprietà del Comune di Ascoli Piceno, e assegnato ai nomadi. Il sindaco Piero Celani ha preferito non commentare: “Questa storia mi ha distrutto”, ha detto.
    I funerali. Le esequie si sono svolte nella chiesa di Appignano del Tronto. Nel corso della funzione, il vescovo Silvano Montevecchi ha ricordato che “anche in questi momenti bisogna avere la capacità del perdono”: “La buona convivenza – ha detto – esige l’osservazione della legge, l’accettazione leale delle leggi del territorio dove si va a vivere, perché ogni negligenza può essere supporto di qualche sofferenza”.
    La tragedia. I ragazzi sono stati travolti da un furgone guidato da Marco Ahmetovic, 22 anni, di origine Rom, lunedì notte, lungo la strada provinciale di Appignano: erano Eleonora Allevi, 18 anni, Davide Corradetti, 15 anni, Danilo Traini, 16 anni, e Alex Luciani, 15. Quanto all’unico scampato alla carneficina – Leonardo Allevi, 16 anni- oggi ha ripreso conoscenza, all’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno in cui è stato ricoverato: i medici ritengono che non sia in pericolo di vita.
    L’autore della strage. Ahmetovic, anche lui ferito leggermente durante lo scontro, dopo qualche ora nell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, è da ieri pomeriggio nel carcere di Marino del Tronto. Dove, questa mattina, ha dato in escandescenze: per questo non ha incontrato, come da programma, il suo legale, visto che era ancora sotto l’effetto di sedativi (somministrati nel corso della sua crisi nervosa). Domani potrebbe essere ascoltato dal magistrato.(25 aprile 2007)”

    Mancato!