Nomadi, la Ue assolve l’Italia “Misure non discriminatorie”

BRUXELLES – Le misure adottate dall’Italia per fare fronte all’emergenza dei campi nomadi illegali non sono risultate discriminatorie e quindi sono in linea con il diritto comunitario. Questo in sintesi il giudizio espresso dalla Commissione Europea dopo l’analisi condotta sul rapporto sul censimento dei campi nomadi inviato da Roma a Bruxelles il 1 agosto scorso. La “buona cooperazione” tra le autorità italiane e Bruxelles, ha riconosciuto il portavoce del commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, Michele Cercone, ha consentito di verificare le linee dei provvedimenti presi e di “correggere tutte le misure che potevano dare luogo a contestazioni”. repubblica.it

Spero che nessuno pensi che gli zingari sono dei “romantici giramondo”, almeno non lo sono in italia, dove vivono di espedienti…

4 pensieri su “Nomadi, la Ue assolve l’Italia “Misure non discriminatorie”

  1. VidiVici

    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

    Bertold Brecht

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  2. Andrea Pancotti

    fose dovevo essere più preciso nel post. Penso che sia corretto raccogliere le impronte digitali dei nomadi, anche dei bambini, perche’ in quelle situazioni molti non sono neanche registrati in nessuna anagrafe e non hanno nessun documento. E questo lo ha recepito anche la UE.

    “Anche la raccolta delle impronte digitali “viene fatta solo al fine di identificare persone che non è possibile identificare in altro modo” ha aggiunto il portavoce di Barrot. Un sistema “valido in particolare per i minori nei confronti dei quali questi rilievi vengono effettuati solo nei casi strettamente necessari e come ultima possibilità di identificazione”.”

    Jacques Barrot è il portavoce del commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza.

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