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Che schifo di governo, povera Eluana!

Il Consiglio dei Ministri ha varato, dopo una lunga discussione, il decreto legge sul caso Englaro malgrado il no alla decretazione d’urgenza espresso dal presidente della Repubblica.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per intervenire sul caso di Eluana Englaro, la donna in coma da 17 anni per la quale il padre chiede la sospensione della alimentazione artificiale.

Il provvedimento adottato dall’esecutivo impedisce la sospensione dell’idratazione della nutrizione artificiale di Eluana Englaro fino a che non verrà approvata una legge sul testamento biologico.

A quanto si apprende il dl, varato all’unanimità, ricalcherebbe la seconda bozza messa a punto
nella notte, quella cioè che riprendeva i rilievi del costituzionalista Onida prevedendo il divieto di sospendere alimentazione e idratazione artificiale solo fino a che non venga promulgata una legge sul testamento biologico.
Anche su questa seconda bozza il presidente Napolitano aveva già espresso le sue perplessità nella lettera inviata oggi al Consiglio Dei Ministri.

Ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione spetta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano emanare i decreti aventi valore di legge. Il decreto legge, approvato oggi in Cdm, deve, per entrare in vigore, essere controfirmato dal Capo dello Stato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il Parlamento dovrà poi convertirlo entro 60 giorni.

Di Pietro attacca Napolitano e la folla lo applaude.

A Roma una manifestazione “In difesa della legalità e per la Costituzione”. Il leader Idv: “Il presidente si comporta poco da arbitro”.

ROMA – In piazza contro la riforma della giustizia targata centrodestra e per difendere il procuratore di Salerno. Un migliaio di persone ha risposto all’appello dell’Associazione nazionale vittime di mafia, dell’Italia dei Valori e di una serie di organizzazioni e di personalità e sta partecipando al raduno in piazza Farnese a Roma “In difesa della legalità e per la Costituzione”. E dalla piazza sono partiti fischi contro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando è stato rimosso uno striscione sul quale era scritto “Napolitano dorme, l’Italia insorge”.

Dal palco, Antonio Di Pietro ha stigmatizzato la rimozione dello striscione e si è rivolto direttamente al capo dello Stato: “Lei dovrebbe essere l’arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi. Noi la rispettiamo – ha aggiunto il leader dell’Idv – ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il Lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?”.

“Il silenzio è mafioso, e per questo non voglio rimanere in silenzio”, ha detto ancora Di Pietro, che poi si è di nuovo rivolto a Napolitano: “Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal Parlamento e noi lo approveremo”.

Al centro della protesta la sospensione, decisa dal Csm, del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, un provvedimento che, secondo un volantino diffuso dai promotori, sarebbe segnale di “grave ingerenza del potere politico nei confronti dell’autonomia della magistratura”.

Tra i protagonisti della giornata, che si alternano sul palco allestito di fronte al palazzo dell’ambasciata francese, Salvatore Borsellino, Beppe Grillo, Marco Travaglio e Antonio Di Pietro. repubblica.it

Io sono d’accordo con Tonino. Un conto e’ essere garante della Costituzione, del governo, dell’Italia, un conto e’ calare le brache ai prepotenti e mafiosi. Ci siamo rotti che i furbetti vincano sempre.

Il Negazionismo Dell’ Olocausto

La definizione di negazionismo dell’Olocausto, o revisionismo dell’Olocausto, si applica ad un insieme di posizioni esprimenti dubbi circa la storia dell’Olocausto; secondo tali posizioni il genocidio degli ebrei da parte della Germania nazista non sarebbe mai avvenuto, mentre il “mito” dell’Olocausto non sarebbe altro che una gigantesca messinscena, funzionale alla demonizzazione della Germania nazista, alle politiche sotterraneamente perseguite dai circoli ebraici mondiali, alla creazione e alla difesa dello Stato d’Israele.

I sostenitori di queste teorie si descrivono in genere come persone che chiedono prove e come “storici revisionisti”, ossia che pretendono di revisionare gli studi attuali, che essi chiamano spregiativamente in vari e coloriti modi, quali “olocaustomania”, “menzogna olocaustica”, “sacra vulgata olocaustica”. L’uso del termine “revisionismo” viene contestato dalla comunità scientifica, che vi vede un tentativo di occultare dietro un termine dal legittimo uso accademico (revisionismo storiografico) un’operazione di minimizzazione e negazione di fatti acquisiti. Sono state quindi coniate delle espressioni che fanno invece leva sulla parola “negazione”, rilevando come lo scopo sia unicamente quello di “negare” la veridicità storica della Shoah: nei paesi di lingua francese si utilizza quindi la parola “Négationnisme”, nei paesi di lingua inglese “Holocaust denial” (dal verbo “to deny”, che significa “negare”), nei paesi di lingua tedesca “Holocaustleugnung” (dal verbo “leugnen”, che significa “negare”, ma anche “mentire”), nei paesi di lingua spagnola “Negacionismo del Holocausto”, nei paesi di lingua portoghese “Negação do Holocausto”. Wikipedia

Ed a proposito di negazionismo, oggi Gianfranco Fini, leader di AN, ha detto:

C’è il dovere di indignarsi e non minimizzare quando rieccheggiano teorie negazioniste sempre infami e ancor di più se arrivano da chi ha un incarico religioso”. Gianfranco Fini, nel suo discorso per il convegno a Montecitorio sulla Shoah, entra con nettezza nella polemica legata alle parole del vescovo lefebvriano Williamson. Quelle tesi negazioniste che hanno fatto infuriare la comunità ebraica, che aveva chiamato in causa il Vaticano che aveva incluso Williamson nella lista dei vescovi riabilitati da Benedetto XVI. repubblica.it

Il Presidente della Repubblica Italiana esorta:

Non abbassare la guardia contro il riprodursi del “virus dell’antisemitismo” e di “nuove speculazioni e aggressive campagne contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico”, proprio nel momento in cui “l’operato del governo di Israele può risultare controverso ed essere legittimamente discusso” dopo l’offensiva militare nella Striscia di Gaza. Durante le celebrazioni al Quirinale, il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è suonato come un monito, che è andato a unirsi alle parole pronunciate nel pomeriggio dal presidente della Camera. “Le teorie negazioniste sono sempre infami, ma lo sono ancor di più se sostenute da chi ha l’incarico religioso”, ha detto più tardi Gianfranco Fini, a proposito della revoca della scomunica per il vescovo Richard Williamson, che ha negato l’esistenza delle camere a gas. repubblica.it

E come al solito, chi fa la figura da pirla e’ il Vaticano.