{"id":36,"date":"2006-07-28T14:07:40","date_gmt":"2006-07-28T12:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreapancotti.com\/wordpress\/?p=36"},"modified":"2006-07-28T14:07:48","modified_gmt":"2006-07-28T12:07:48","slug":"indulto-complimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreapancotti.com\/wordpress\/indulto-complimenti\/","title":{"rendered":"Indulto? Complimenti!"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;indulto e&#8217; passato alla Camera con 460 s&igrave;, 94 no e 18 astenuti. Credo una vera schifezza, un colpo di spugna assolutamente necessario. I detenuti vivono male nelle carceri? da quello che si vede in tv, vivono molto meglio di quanto potrebbe fare un disoccupato.<br \/>\nQuesto governo dovrebbe rivedere un po&#8217; le priorita&#8217;, l&#8217;indulto non era sicuramente una di queste.<\/p>\n<p>&#8220;ROMA &#8211; La Camera ha dato il via libera al provvedimento di indulto che sabato mattina &#8211; come annunciato dal presidente Marini &#8211; passa all&#8217;esame del Senato. I s&igrave; sono stati 460, i no 94, gli astenuti 18. <b>Hanno votato contro l&#8217;Italia dei Valori<\/b> Lega e An. Il Pdci si &egrave; astenuto. Gli altri gruppi di maggioranza e opposizione si sono espressi a favore. L&#8217;approvazione del pdl lascia sul terreno una spaccatura nella maggioranza che avr&agrave; sicuramente degli strascichi.<br \/>\nAmaro e durissimo il primo commento di <b>Antonio Di Pietro<\/b>, grande protagonista del dissenso interno alla maggioranza: &#8220;<b>Questo indulto &egrave; stato un voto di scambio politico parlamentare con cui l&#8217;Unione ha svenduto la propria dignit&agrave; politica cedendo al ricatto della Cdl e, in particolare, di Fi<\/b>&#8220;. Quanto all&#8217;ipotesi di sue dimissioni &#8211; come chiesto dalla Cdl &#8211; Di Pietro taglia corto: &#8220;Pretenderle mi sembra un po&#8217; troppo&#8221;. Molto diversi i commenti di Bertinotti e Mastella. Per il presidente della Camera &#8220;oggi &egrave; una bella giornata&#8221; perch&eacute; &#8220;quando le istituzioni sono capaci di atti di clemenza che alleviano anche una pena supplementare a quella comminata dal giudice, visto il sovraffollamento delle carceri, &egrave; la dimostrazione che vince la natura dello stato di diritto&#8221;. Si consente un po&#8217; di fair play &#8211; dopo la giornata difficile &#8211; il ministro Clemente Mastella, sostentore del pdl secondo il quale &#8220;con Di Pietro non ci saranno strascichi&#8221;.<br \/>\nLa giornata &egrave; stata segnata da numerose polemiche. Quella pi&ugrave; dura tra Di Pietro e Bertinotti. Casus belli &egrave; la decisione annunciata dall&#8217;ex pm di pubblicare sul proprio sito internet i nomi dei parlamentari che hanno votato a favore dell&#8217;inclusione del <b>reato di voto di scambio nel provvedimento di clemenza<\/b>. Bertinotti bolla la scelta come &#8220;deplorevole&#8221;, ma il ministro non ci sta e accusa il presidente della Camera di &#8220;censura&#8221;. &#8220;Se Bertinotti non ritirer&agrave; le proprie parole si aprir&agrave; un caso politico&#8221;, spiega Di Pietro.<br \/>\nMastella, che ieri ha minacciato le dimissioni, ribadisce le proprie posizioni intervenendo in Aula: &#8220;Non c&#8217;&egrave; un&#8217;opinione del governo per la semplice ragione che questa &egrave; materia parlamentare&#8221;. Poi ha spiegato che non esistono divisioni nella maggioranza ma solo &#8220;opinioni diversificate&#8221;. Per&ograve; poi il ministro non ha negato una staffilata proprio al collega Di Pietro: &#8220;Non posso accettare il giudizio per cui chi &egrave; contro l&#8217;indulto &egrave; in regola moralmente e chi &egrave; favorevole ha invece qualche vicinanza col tratto dell&#8217;immoralit&agrave;&#8221;.<br \/>\nQuanto al leader dell&#8217;Idv, non ha smorzato i toni e ha parlato di &#8220;<b>patto scellerato<\/b>&#8221; sull&#8217;emendamento &#8211; poi bocciato &#8211; che riguarda l&#8217;esclusione del voto di scambio mafioso.<br \/>\nL&#8217;emendamento contestato, quello che puntava a escludere dall&#8217;indulto il voto di scambio, &egrave; stato bocciato dall&#8217;aula della Camera, con 408 no, 57 s&igrave; e 53 astensioni. L&#8217;Ulivo, Forza Italia e il Prc hanno votato contro, la Lega nord e l&#8217;Idv a favore, mentre An si &egrave; astenuta. In particolare hanno votato a favore tutti i deputati dell&#8217;IDV e della Lega, 12 deputati dei Comunisti italiani, 5 esponenti di An, tra cui Teodoro Buontempo. In pi&ugrave; &egrave; arrivato il s&igrave; di Enrico La Loggia (Forza Italia), Maurizio Zipponi (PRC) e di due deputati dell&#8217;Ulivo, Antonio Misiani e Antonio Rotondo. Luciano Violante, invece, ha preferito abbandonare l&#8217;aula. L&#8217;emendamento &egrave; stato bocciato con il no dell&#8217;Ulivo, di Forza Italia, di Rifondazione comunista e di 6 deputati di An.<br \/>\nNel generale clima di tensione si &egrave; aggiunta anche la decisione del gruppo Pdci di astenersi. Ad annunciarlo &egrave; stato il leader Oliviero Diliberto. &#8220;Noi siamo da sempre a favore dell&#8217;indulto &#8211; ha dichiarato &#8211; ma non possiamo condividere questo testo che prevede il beneficio anche per il voto di scambio&#8221;.<br \/>\nNell&#8217;Ulivo &egrave; cos&igrave; partita, sul filo di lana, la caccia al parlamentare. Mentre Fassino avvertiva che &#8220;cos&igrave; pu&ograve; saltare tutto&#8221;, il capogruppo Dario Franceschini e diversi esponenti di Ds e Margherita hanno &#8220;trascinato&#8221; in Aula tutti gli assenti. La chiamata alle armi ha funzionato, il provvedimento infatti &egrave; stato approvato con 40 voti in pi&ugrave; rispetto alla maggioranza dei due terzi richiesta. Sabato tocca al Senato dove la discussione, secondo quanto annunciato dal presidente Marini, inizier&agrave; al mattino per concludersi forse gi&agrave; la sera con il voto.&#8221; <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/07\/sezioni\/politica\/indulto-di-pietro\/mastella-camera\/mastella-camera.html\" target=\"_blank\">repubblica.it<\/a><\/p>\n<p>Grazie a queto provvedimento succederanno cose tipo:<\/p>\n<p>&#8220;Non ci sono soltanto i reati finanziari e quelli di Tangentopoli. Ci sono anche i caduti sul lavoro. E le malattie professionali. <b>E i morti da amianto: 3 mila soltanto per gli stabilimenti Eternit<\/b>. L&#8217;indulto, e ancor di pi&ugrave; l&#8217;amnistia prossima ventura, rischiano di mandare in fumo il maxiprocesso che si aprir&agrave; l&#8217;anno prossimo a Torino contro i big boss della multinazionale svizzera: fra questi, il &#8220;Berlusconi elvetico&#8221; Stephan Schmidheiny, il fratello Tomas (assistito da Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi) e il loro socio belga, barone Louis De Cartier de Marchienne.<br \/>\nInsieme a una decina di dirigenti e amministratori dei cinque stabilimenti italiani (Cavagnolo, Casale Monferrato, Reggio Emilia, Bagnoli e Siracusa), che dal 1906 fino a vent&#8217;anni fa hanno avvelenato la vita a migliaia di lavoratori e cittadini comuni, i tre magnati devono rispondere di disastro doloso e di un&#8217;infinit&agrave; di omicidi colposi. Grazie all&#8217;indulto, difficilmente finiranno mai in carcere (anche se condannati a 6 anni, scenderebbero a 3 e otterrebbero l&#8217;affidamento ai servizi sociali, cio&egrave; resterebbero a piede libero).<br \/>\n&#8221; <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/07\/sezioni\/politica\/indulto-di-pietro\/eternit\/eternit.html\" target=\"_blank\">repubblica.it<\/a><\/p>\n<p>&#8220;Se Alleanza nazionale, almeno nella sua maggioranza, si appresta a votare contro, Forza Italia far&agrave; confluire i suoi voti con quelli del centrosinistra. E&#8217; Gaetano Pecorella ad annunciare il s&igrave; degli azzurri, polemico contro chi &egrave; contrario perch&eacute;<b> il provvedimento di clemenza riguarderebbe anche Cesare Previti<\/b>: &#8220;Non si possono fare leggi in odio a persone particolari n&eacute; trasformare la pena in vendetta, altrimenti si torna alla legge del taglione. L&#8217;indulto non &egrave; un&#8217;invenzione di persone troppo buoniste, ma &egrave; un contrappeso previsto dalla Costituzione&#8221;.<br \/>\nE alla fine della discussione, Di Pietro si dice &#8220;disponibile&#8221; a un indulto che per&ograve; vada incontro &#8220;a chi sta in carcere e non a chi sta fuori e con l&#8217;indulto vuole evitarlo.<b> Il problema non &egrave; Previti, sono le altre persone per le quali non deve valere l&#8217;indulto, ad esempio i cosiddetti &#8216;furbetti del quartierino&#8217;<\/b>&#8220;. <b>Anche le Coop<\/b>? &#8220;Di tutto, di pi&ugrave; &#8211; risponde il ministro ai giornalisti in Transatlantico &#8211; perch&eacute; in materia di giustizia e ingiustizia non esiste un centrodestra cattivo e un centrosinistra buono, esiste una maggioranza trasversale che da 15-20 anni a questa parte si ritrova benissimo quando si tratta di assicurare l&#8217;impunit&agrave;&#8221;.&#8221; <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/07\/sezioni\/politica\/indulto-di-pietro\/indulto-dibattito-camera\/indulto-dibattito-camera.html\" target=\"_blank\">repubblica.it<\/a><\/p>\n<p>&#8220;Di Pietro: &#8220;Cosa c&#8217;entra inserire nell&#8217;indulto coloro che hanno commesso <b>reati di corruzione, concussione, bustarelle varie e hanno rubato i soldi allo Stato<\/b>?&#8221;, tuona il ministro. &#8220;Ritengo che sia immorale l&#8217;accordo scellerato che sta avvenendo con il centrodestra. Il centrosinistra, per raggiungere l&#8217;indulto, si vende la dignit&agrave; di una coalizione&#8221;.&#8221; <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/07\/sezioni\/politica\/indulto-di-pietro\/indulto-di-pietro\/indulto-di-pietro.html\" target=\"_blank\">repubblica.it<\/a><\/p>\n<p>&#8220;Ma dichiaro che condivido invece al cento per cento la posizione di Di Pietro sul provvedimento di indulto preparato dal ministro della Giustizia, sul quale la Camera discute oggi e probabilmente voter&agrave; domani. <b>Sono molto stupito che quel provvedimento abbia il sostegno di tutti i gruppi del centrosinistra<\/b>, compresa quella sinistra radicale che spacca il capello in quattro sulla necessit&agrave; che il governo sia &#8220;discontinuo&#8221; rispetto alla politica e alla legislazione ereditate da Berlusconi.<br \/>\n[..]<br \/>\nIn tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) <b>sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione<\/b>. Invece nel provvedimento Mastella &#8211; e per la prima volta nella nostra legislazione &#8211; questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento.<br \/>\n[..]<br \/>\nOra l&#8217;indulto che<b> il centrosinistra<\/b> propone oggi alla Camera, con l&#8217;accordo di Forza Italia,<b> realizzer&agrave; ci&ograve; che non era riuscito al governo Berlusconi.<\/b> Di pi&ugrave;: le persone responsabili di reati contro la pubblica amministrazione sono in tutto sessantasette; un numero esiguo che non contribuir&agrave; in nessun modo a quello sfoltimento della popolazione carceraria che &egrave; l&#8217;intento principale del provvedimento di clemenza.<br \/>\nC&#8217;&egrave; infine un&#8217;ultima ragione che ci spinge a criticare la posizione del governo e a concordare con quella di Di Pietro: gran parte dei parlamentari di An voteranno contro il provvedimento di Mastella. Per ragioni che non condividiamo, ma resta il fatto che <b>i colpevoli di reato contro lo Stato per corruzione e concussione avranno sconti di pena col voto del centrosinistra e di Forza Italia<\/b> e con il voto contrario di Alleanza nazionale. &Egrave; una posizione piuttosto scomoda, non vi pare?&#8221;Eugenio Scalfari <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/07\/sezioni\/politica\/indulto-di-pietro\/scalfari-indulto\/scalfari-indulto.html\" target=\"_blank\">repubblica.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;indulto e&#8217; passato alla Camera con 460 s&igrave;, 94 no e 18 astenuti. Credo una vera schifezza, un colpo di spugna assolutamente necessario. I detenuti vivono male nelle carceri? da quello che si vede in tv, vivono molto meglio di quanto potrebbe fare un disoccupato. 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