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  • Ed ora olio di ricino!

    Dopo la stampa, ora Silvio punta alla Televisione… Partito della Libertà? La sua libertà di andare a mignotte, e portarsi dietro tutto il paese.

    "Un editto soft, una goccia cinese che scava la roccia fino all'obiettivo finale: addomesticare la Gabanelli, Fazio, la Littizzetto, Bertolino, "Parla con me", ridimensionare, cancellare forse. Silvio Berlusconi l'ha anche detto: quei programmi di Raitre non mi piacciono.
    Senza i toni concitati di Sofia, ma l'ha detto. E da tempo il direttore generale Mauro Masi lavora per trovare un sostituto di chi Raitre la dirige con quei volti, con quegli artisti. Gioca di sponda, propone nomi su nomi, cerca professionisti dal curriculum impeccabile. Non spiega esattamente per quale motivo, ma va sostituito Paolo Ruffini, che gestisce la baracca da sette anni. Il resto, la normalizzazione dei programmi sgraditi, verrà da sé. "Dove lo vede Silvio tutto questo comunismo a Raitre, cosa c'è di anormale? Se il problema è che Fazio è un uomo e io una donna, ci operiamo. Così rientriamo nei loro canoni di normalità", scherza Luciana Littizzetto, appuntamento fisso del week-end di Che tempo che fa, pubblico trasversale, risate a sinistra e a destra. Magari questo dà fastidio.

    La Rai della nuova era Berlusconi non vuole mandare nessuno a Casablanca, ma qualcuno a casa sì. Il pressing sul Partito democratico per avvicendare i vertici di Tg3 e Raitre e incrinare un'identità non è solo un'indiscrezione. Comunque ci sono anche gli indizi, i dati di fatto: l'intenzione resa esplicita da Masi di togliere la tutela legale a un programma di inchiesta che giocoforza si porta dietro grane su grane come "Report". E un giallo finora rimasto sottotraccia su "Che tempo che fa". Il contratto tra Rai e Endemol, la produzione del programma, non è ancora stato firmato. Un ritardo che appare poco tecnico e molto politico a sole tre settimane dalla messa in onda (3 ottobre).

    Il senso di Raitre secondo Fazio è "mettere in luce la vera funzione del servizio pubblico: che è somma di voci, non sottrazione. È scambio di idee, pluralità, polifonia in una grande azienda culturale". L'idea di chiudere qualche bocca (e qualche programma) "mi sembra ancora prima che sbagliata anti-moderna. La televisione di tutti deve far parlare tutti anziché limitarsi a non dire niente".

    Semmai la critica rivolta a Fazio è quella di essere troppo moderato, poco cattivo, accomodante. "Ma capisco l'imbarazzo di alcuni. Da noi si respira un'aria di libertà, per altri invece è scontato che i programmi si costruiscano sentendo le segreterie dei partiti".

    Il paradosso dello scontro campale giocato sulla pelle di Raitre è che tutti i programmi sono ormai in rampa di lancio. "Parla con me" scatta il 29 settembre, "Report" cascasse il mondo, anche senza copertura legale, l'11 ottobre, Fazio la settimana prima. Ruffini gira come una trottola per le conferenze stampa della nuova stagione. Poi torna in trincea, nell'ufficio al primo piano di Viale Mazzini. Non pronuncia mai la parola censura, ma difende il carattere della rete che fu del maestro Guglielmi, il suo essere portabandiera del servizio pubblico. "Un'offerta multipla arricchisce la Rai, non la penalizza.

    Il pluralismo è patrimonio collettivo", dice Ruffini. E se la direzione generale la pensa diversamente, commette un errore. "Perché fare delle tre reti un indistinto omogeneizzato? Avremmo l'effetto McDonald, che ha gli stessi panini in tutte le parti del mondo".

    Dicono le malelingue che un ottimo uomo Rai come Giovanni Minoli sarebbe disposto a ridimensionare i volti noti e di successo della rete, sbarcando al posto di Ruffini. Dicono che non si preoccupi dell'opposizione dei consiglieri del Pd, pronto a incassare soltanto i voti della maggioranza. Ma dagli artisti, ai dirigenti e ai 100 lavoratori della terza rete, Ruffini continua a ottenere in queste ore sostegno e riconoscimenti che superano persino la prova del settimo anno di vita in comune.

    Il direttore di Raitre sarà in piazza il 19 per la libertà di stampa. Anche Milena Gabanelli parteciperà. Con l'occhio sempre attento allo sviluppo della trattativa con la Rai per la tutela legale. "Report" punta allo scudo di Viale Mazzini perché se si crede in un prodotto lo si difende, altrimenti lo si cancella. E la filosofia della stakanovista Gabanelli è che delle due l'una: o si lavora pancia a terra a caccia di scoop o si perde la giornata a parlare con gli avvocati. "Ruffini – racconta Fazio – ha sempre garantito a me e alla mia squadra condivisione del progetto e assoluta autonomia. Sono elementi essenziali di qualsiasi lavoro, compreso il nostro".

    Eppoi gli ascolti di Raitre vanno bene, dunque la "prima domanda non è chi al posto di chi, ma perché. Perché bisogna cambiare?". Per creare un coro monocorde al servizio del pensiero unico berlusconiano? "Nel servizio pubblico devono esserci tante verità – dice Ruffini – . Questa è la sua missione, nel rispetto degli spettatori, dell'editore, delle persone. Si vuole invece una verità di Stato? Allora siamo in Unione sovietica".

    La Littizzetto, con la sua leggerezza, spiega bene cosa non va nell'assedio al fortino di Raitre. Per la comica c'entra la politica sì, ma anche "una grande confusione del Paese in cui nessuno si fida di nessuno e proliferano i più realisti del re". Gli ospiti di "Che tempo che fa" davvero importanti, davvero graditi dal pubblico non sono i Prodi, i Veltroni, gli esponenti della sinistra che secondo i falchi del Pdl occupano le poltrona bianca di fronte a Fazio senza contraddittorio e senza un bilanciamento di ospiti a destra. "Il nostro merito è di mettere in onda volti nuovi, assolutamente spiazzanti. Ceronetti non ha niente di televisivo, è un personaggio inconsueto, fuori dal coro e dal circuito. Eppure la sua presenza dà i brividi". L'"alto" dello scrittore torinese, il "basso" delle battute fulminanti della Littizzetto pochi minuti dopo. Anche questa è Raitre. "A Ruffini darei il Telegatto", esclama Luciana. Ma i vertici della Rai appoggeranno la candidatura?"

  • Ciao Mike!

    Mike Bongiorno è morto. Un infarto lo ha fermato a 85 anni, era a Montecarlo, dove stava trascorrendo alcuni giorni di riposo. Una notizia che coglie tutti di sorpresa. C’era da sempre, non aveva età. Se ne va un bel pezzo di storia della televisione italiana. Che lui ha contribuito in gran parte a inventare, rivoluzionare, arricchire, cambiare. Prima, importando dagli Stati Uniti il quiz televisivo. Poi, dando vita a format innovativi e a uno stile “diverso” di fare tv. “Uno straordinario esempio di laboriosità e capacità professionale”, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

  • Venti domande…

    Ecco le prime:

    1. Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte
    Bonzi l'intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2.
    Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre
    miliardi di lire. Questa somma, nel '68, quando lei aveva 32 anni e
    nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata.
    Oggi, tabella Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000
    lire. Dopo l'acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui
    costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni
    edificherà l'area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi
    gliel'ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le
    finanziarie di Lugano? Risponda.

    2. Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali
    Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire
    (4,8 miliardi di oggi. Fonte Istat). Il 22 luglio 1975 – un anno dopo
    – la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai
    suddetti seicento milioni a due miliardi (14 miliardi di oggi. Fonte
    Istat). Anche in questo caso, che è solo l'esempio di alcune delle
    tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor
    Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali
    ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega, signor
    Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia
    origine, denaro dall'orribile odore.

    3. Il 2 febbraio 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un'altra
    società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola
    impresa diventò una Spa, con un aumento di capitale a 500 milioni. In
    seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo
    da emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi.
    Nell'arco di nemmeno tre anni, una sua società forte di un capitale di
    20 milioni, appunto Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso,
    moltiplicando per 100 il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove
    prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signor Berlusconi,
    di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.

    4. Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor
    Berlusconi, cedette alla neo-costituita Milano2 Spa tutto il costruito
    di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno
    lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società
    acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi così
    proprio in quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre '74,
    rispondeva al nome Immobiliare San Martino Spa, «forte» di lire
    1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell'Utri, il suo
    «segretario». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione di salirà a
    500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un'altra volta: tutto questo
    denaro da dove arrivò?

    5. Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima
    Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975 a
    Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, venti milioni di capitale, che
    l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento
    della sede a Milano. L'8 giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la
    Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da
    Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei venti
    milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di
    oggi). Il 26 gennaio 1979 le due «Fininvest» si fonderanno. Ebbene,
    questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

    6. Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22
    holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da
    Umberto Previti per pagare meno tasse allo stato. Nessuno dubiterà mai
    più di queste sue affermazioni, quando lei spiegherà per quale ragione
    affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società
    Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo
    periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa
    Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo e
    Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e
    altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la
    Par.Ma.Fid.?

    7. E' universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come
    imprenditore è nato col «mattone» per poi approdare alla tivù. Ebbene,
    sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare
    l'Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si
    diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i
    fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro
    Retesicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto, neo-socio di
    Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso
    Buscetta, che nel 1979 non è un «pentito», è un boss di prima
    grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver
    sfiorato i vertici della mafia?

    8. E' certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell'Immobiliare
    Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel
    1974 la suddetta società, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo
    controllo amministrata da Marcello Dell'Utri. Fu proprio sui terreni
    posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure
    ricorderà, signor Berlusconi, che nel '76 quel piccolo capitale di 12
    milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei
    modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima
    «Cantieri Riuniti Milanesi Spa». Ancora una volta: da dove prese, chi
    le fornì i 988 milioni (5 miliardi d'oggi) per quest'ennesima
    iniezione di soldi?

    9. Lei signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977
    a Roma fondò l'Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa
    società che possiede beni immobiliari pregiatissimi in Sardegna,
    l'anno successivo – era il 1978 – aumentò il proprio capitale a 900
    milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli
    899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché
    lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di
    far intestare all'Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda – ville
    e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la
    verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

    10. Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato – vedi
    l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio – la
    finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in
    precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid., ha scelto una società
    fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente
    espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi,
    riciclatore di soldi sporchi dalla cosca dei Madonia, e Lottusi il 15
    novembre del 1991 verrà condannato per questo a 20 anni di reclusione.
    Ebbene, la transazione per l'acquisto di Lentini, tramite la Fimo,
    avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

    e le altre 10:

    1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi
    Letizia? Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha
    frequentato e frequenta altre minorenni?

    2. Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due
    mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi
    prima di fare due tardive ammissioni?

    3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua
    leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di
    responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?

    4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre
    2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della
    magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che
    fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che
    quegli incontri non l'abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile –
    come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara
    Montereale dimostrano?

    5. È capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo,
    abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

    6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso
    gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che
    nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che
    ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

    7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei
    oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che
    punisce il cliente di una prostituta?

    8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della
    Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione
    comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione
    di presidente del consiglio?

    9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può
    garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie
    contro testimoni, magistrati, giornalisti?

    10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono,
    signor presidente, le sue condizioni di salute?

    Quando risponde?

  • Solo quattro Vangeli?

    "Le diverse correnti gnostiche dei primi secoli del cristianesimo
    (II-IV) hanno prodotto diversi testi relativi alla vita e al ministero
    di Gesù. Nonostante la datazione antica e l'attribuzione autorevole,
    la Chiesa Cattolica anche antica non ha mai mostrato dubbi nel
    considerare i soli 4 vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca, Giovanni)
    come ispirati."

    "Ad insistere che i vangeli dovessero essere quattro fu Ireneo di
    Lione, un teologo del II secolo, il quale affermò che come vi erano
    quattro angoli della terra e quattro venti, così non potevano esserci
    più di quattro o meno di quattro vangeli;[3] ancora al II secolo è
    fatto risalire il Canone muratoriano, il quale elenca i quattro
    vangeli poi inseriti nel canone cristiano."

    Quindi, in passato, qualcuno ha deciso che solo 4 dei più di 30
    vangeli esistenti, dicessero la verità… gli altri vangeli raccontano
    di un gesù più umano, diverso da quello dei Vangeli Canonici. E se
    fossero quelli i vangeli più corretti?

  • Benvenuti nel Ventennio

    Berlusconi e la Rai, l’opposizione insorge, Garimberti: “Le notizie vanno date tutte”
    ROMA – “Non è più sopportabile che la Rai, con i soldi pubblici, attacchi il governo”. Il monito lanciato da Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa sul bilancio del governo nei primi 14 mesi ad una giornalista del Tg3 non tarda a scatenare reazioni e polemiche. L’opposizione denuncia un “nuovo editto bulgaro” e il segretario del Pd Franceschini parla dell’ennesimo attacco alla stampa libera per annunciare che, se Berlusconi non la smetterà, a settembre ci sarà una grande mobilitazione. Il presidente dell’emittente pubblica, Paolo Garimberti replica: “Le notizie non hanno colore, vanno date tutte. E l’informazione pubblica deve raccontare i fatti”.

    Eh, i nostalgici saranno contenti, si imbavaglia chi la pensa diversamente, si fa rivalsa sui poveri e gli immigrati (possono rimanere solo le colf extracomunitarie!), si fanno condoni per favorire i propri interessi, … chi vi ricorda? Vergogna!
    E rilancio con il vantarsi di cose inventate…

    “Gli accordi tra Mosca e Ankara per far passare il gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero fino all’Europa erano “già stati conclusi – racconta la fonte alla Reuters – quando il governo turco ha ricevuto un’inaspettata richiesta dell’ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma” del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una “certa sorpresa” quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l’accordo come un suo successo personale.”

  • Ha da venì Baffone…

    Riporto da http://www.onemoreblog.it/archives/010000.html

    Gli anziani dalle mie parti usavano dire, ai loro tempi, “a da venì
    baffone” (mi scuso per la scrittura approssimata), che voleva dire: se
    ci invadono i Sovietici (baffone sarebbe Stanil), la smetti di
    lamentarti e rompere i coglioni. Ecco, bisognerebbe che qualcuno
    ricordasse a Berlusconi questa frase, di tanto in tanto. Tipo, chessò:
    Berlusca: “Emilio (Fede), che tempo fa oggi?”
    Fede: “Piove, cadono rane dal cielo, una tempesta di pernacchie ha
    spazzato via il ponte sullo stretto e tutti i suoi sostenitori…”
    Berlusca: ” Ma che tempo di merda!”
    Fede:”A da venì baffone…”
    Ecco, se i comunisti che lui teme tanto ci fossero per davvero,
    l’avrebbero già spedito in Siberia a spaccare pietre. Magari.

    ed anche da http://www.webalice.it/antoniomontanari1/arch.2004/arch4/spec/stalin.757.html

    I «rossi» non potevano non essere fedeli a Baffone. Nel linguaggio
    popolare, la frase: «Ha da venì Baffone» suonava come promessa di un
    rinnovamento, non soltanto come minaccia verso gli avversari politici.
    …
    La fine della guerra portò a tirare un sospiro di sollievo, si è
    soliti pensare. Ma il mondo è sempre più complesso di quello che si
    immagina o si ricorda. Dalla mattina alla sera, raccontavano i nostri
    vecchi, molti fascisti di quelli più accesi, fecero il salto del
    fosso. Cambiarono colore di camicia. Dalla nera alla rossa
    (rispolverando il povero Garibaldi nei manifesti elettorali).
    Scoprirono il comunismo, e vi si attaccarono con tutta la forza che
    avevano in corpo per sopravvivere.

  • Peter Lorre

    Questa sera fa cosi’ caldo che mi sono sentito come l’attore Peter Lorre, che in certi suoi film passa tutto il tempo a tergersi il sudore…

    Con il suo volto espressivo, anche se molle, come di persona malata, lo sguardo acquoso e sfuggente, Lorre fu il prototipo del paranoico, del criminale, del traditore, dell’essere squallido ed abbietto, nato con M – Il mostro di Dusseldorf (1931) di Fritz Lang. In quel film impersonava con straordinaria compenetrazione – non solo psicologica, ma anche fisica – l’allucinato delinquente sessuale che adescava le bambine per ucciderle. Peter era alto 1,60 cm circa e quell’espressione da bimbo folle divenne, col passare del tempo, una maschera grottesca che portava in sé i segni di una vita fatta di sofferenze, abusi, abbandoni. Lasciata la Germania dopo l’avvento di Adolf Hitler, Lorre lavorò dapprima in Francia, poi nel Regno Unito, dove partecipò a vari film diretti da Alfred Hitchcock, sempre mantenendosi fedele al suo personaggio.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Lorre

  • Eto’o: “Decido solo io”

    “Si complica il trasferimento di Zlatan Ibrahimovic al Barcellona. Tutto fatto tra le due società – all’Inter 50 milioni di euro più Samuel Eto’o e il bielorusso Alexander Hleb -, ma ancora devono essere trovati gli accordi con i giocatori. E se lo svedese nerazzurro non sembra creare eccessivi problemi, le grane giungono dal camerunense Eto’o, che tramite il suo manager ha fatto sapere di volere come condizione per il trasferimento a Milano un contratto da 10 milioni di euro annui, come ha riportato oggi dal giornale spagnolo As.”

    Vergognoso oltre ogni modo. Strapagati per mettersi le braghette corte e “giocare” a palla. Dovrebbero dirgli di abbassare la crest e non dargli una lira!

  • I miei MP3…

    Grazie al leggerissimo e veloce player Billy, segnalatomi da Fabio, che tra l’altro ha supporto nativo per last.fm, ho creato la lista dei miei MP3.
    Abbiate pazienza, ci mette un po’ a caricare…
    https://www.andreapancotti.com/dati/mp3/index_of_mp3.html

  • Contro il decreto Alfano

    Sciopero dei blog con un “rumoroso silenzio”. Inteso non solo come astensione dalla scrittura, ma anche come manifestazione di piazza, prevista per oggi a Roma, alle 19 a Piazza Navona. Contro cosa? Contro il decreto Alfano (o “intercettazioni”), anzi contro un suo articolo specifico, quello che prevede – recita il Manifesto di “Diritto alla Rete” che è il nome dell’iniziativa: “contro il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, e che se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet”.
    http://dirittoallarete.ning.com/

  • Grillo alle Primarie

    Il PD dice no a Beppe Grillo. Niente tessera e niente primarie. Il comico si è visto rifiutare l’iscrizione al circolo dei democratici di Arzachena. “Lo Statuto e il regolamento impediscono l’iscrizione, per questo è stata avviata la procedura di restituzione degli euro versati”, comunica la Commissione regionale di garanzia della Sardegna. Ma Grillo non si scoraggia: “Noi andiamo avanti. Il PD sardo ha respinto la richiesta? Vorrà dire che la ripresenterò in continente. Peraltro la tessera praticamente ce l’ho già, ho pure pagato ben 16 euro…

    Grillo ci tiene, comunque, a sottolineare che non tutto il PD ha chiuso la porta: “Ho visto che Adinolfi, Marino, hanno detto di essere favorevoli. Solo il ‘globulo’ è contrario, Fassino, quelli lì… Sono straordinari!”. L’obiezione del PD, viene fatto notare a Grillo, sarebbero i requisiti previsti dallo Statuto: “L’ho letto, non c’è niente che impedisca la mia iscrizione, dice solo che non si possono iscrivere quelli che hanno la tessera di un altro partito. Che c’entro io?”.

    Già nel pomeriggio una netta chiusura era arrivata dal responsabile organizzativo del PD, Maurizio Migliavacca, che giudicava “improbabile” il rilascio della tessera al comico genovese. Le reazioni tra i democratici non si sono fatte attendere, con alcuni ‘pezzi forti’ del partito schierati contro quello che sembra un uso di comodo del Pd e altri che, in qualche caso, hanno mostrato una discordanza di idee, aprendo la porta al comico-blogger. “.
    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-democratico-30/grillo-fassino/grillo-fassino.html

    Sinceramente, non capisco perchè negare a Grillo di partecipare alle Primarie, sembra che il Partito Democratico abbia paura che Grillo possa vincerle. L’ingresso di Beppe Grillo nella competizione farebbe solo del bene per svecchiare la sinistra italiana, potrebbe far prendere decisioni chiare all’attuale dirigenza, almeno per una volta. Il PD si riprenderebbe così i voti di quelli che non lo votano più, forse anche il mio. Ma se Grillo vincesse le primarie, battendo Franceschini, Bersani e Marino, quindi prendendo più voti di tutti, non sarebbe un bene? E se perdesse, la sinistra ne uscirebbe più compatta e motivata. Ma di cosa hanno paura i dirigenti del Partito Democratico, che gli freghino la poltrona?

  • Eh! Chi è causa del suo Silvio pianga se stesso…

    “Un summit che sta “discendendo nel caos”, su cui è meglio avere “basse aspettative” e che potrebbe addirittura produrre, oltre al rischio di nuove “gaffe di Berlusconi” e controversie sulla sua vita privata, proposte per “espellere l’Italia dal G8” e sostituirla con la Spagna. Sono le indiscrezioni raccolte dalla stampa estera tra le delegazioni degli altri paesi invitati al vertice che si apre domani all’Aquila e i commenti e le previsioni che alcuni dei più autorevoli giornali del mondo, dal Financial Times al Wall Street Journal, fanno sull’appuntamento internazionale che richiama i grandi della terra, e le luci dei riflettori, sul nostro paese.” “Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo“, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti“, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione“. [link]

    Eh già, perche’ sono tutti comunisti e ci invidiano il Cavaliere! Tutti! Cattivi!
    La vignetta in alto è dedicata alla gaffe di Silvio Berlusconi che ha salutato l’elezione di Barack Obama, presidente “giovane, bello e abbronzato“; Berlusconi si è giustificato dicendo che si trattava di un complimento, nella vignetta di Kichka, disegnatore belga di nascita ora stabilitosi in Israele, abbiamo un Obama che replica a Silvio: “allora anche vecchio idiota“. [link]

  • Rider by Brooklyn

    Riporto dal sito della Perfetti Van Melle:

    “Il nuovo chewing gum firmato Brooklyn! Rider è un prezioso alleato ogni volta che hai bisogno di una carica in più. Grazie a una formula esclusiva, sapientemente calibrata con caffeina, guaranà e the verde, ingredienti noti per le loro proprietà stimolanti, Rider by Brooklyn “ricarica i riflessi”: per essere attivi al lavoro, attenti alla guida, dinamici nello sport o nel tempo libero, concentrati nello studio. Rider by Brooklyn è un inconfondibile confetto nero sulla cui superficie spiccano cristalli rossi con un ripieno liquido che sprigiona un’inebriante combinazione di aromi fruttati e freschi allo stesso tempo. Stimola i tuoi riflessi con Rider by Brooklyn, the new charge gum.“

    La realtà è che questa gomma da masticare fa solo schifo. Ma non schifo tipo “non mi piace il gusto lampone salmonato!“, una cosa più “ma cosa mi sono messo in bocca? una tavoletta di antitarme?“. Ma il marketing, il settore ricerca e sviluppo, i capi della Perfetti lo hanno assaggiato? Non so loro, ma io ho questo gustaccio in bocca da più di un’ora…

  • Richiesta per Google…

    Per favore Google, indicizza queste pagine…

  • Il treno per il Darjeeling

    Da Wikipedia

    Il treno per il Darjeeling è un film del 2007 diretto da Wes Anderson, scritto dallo stesso Anderson insieme a Roman Coppola e all’attore Jason Schwartzman.
    La pellicola è una commedia dalle sfumature drammatiche, ambientata in India nel distretto di Darjeeling, con protagonisti principali i tre fratelli Whitman, Francis (Owen Wilson), Peter (Adrien Brody) e Jack (Jason Schwartzman).

    Trama

    Tre fratelli che non si parlano da un anno pianificano un viaggio in treno in India, con lo scopo di ritrovare se stessi e il legame reciproco che avevano un tempo.
    Circa un anno dopo la morte del loro padre e dopo che, apparentemente, hanno deciso di non comunicare più tra loro, Francis, il maggiore, riunisce i diversi fratelli dopo un incidente motociclistico quasi mortale, che lo ha lasciato avvolto da una maschera di bende. Sostenendo che i suoi fratelli sono stati la prima cosa a cui ha pensato quando è tornato cosciente dopo l’incidente, Francis ha organizzato un itinerario accurato e pianificato rigidamente, a bordo di un treno speciale, il Darjeeling Limited, ideato appositamente per provocare nei fratelli una rinascita spirituale che li unisse o che almeno li avvicinasse.
    Ovviamente le cose non vanno esattamente come Francis ha programmato nel suo itinerario, anzi quasi per niente. Le principali resistenze a Francis vengono da Peter, il figlio di mezzo della famiglia Whitman, che a prima vista sembra essere il più stabile dei tre fratelli, con una moglie ed un figlio in arrivo, ma anche lui è a un punto di svolta e non ne vuole parlare.
    Infine, c’è il più giovane e forse anche quello che ha ottenuto i maggiori risultati tra i fratelli Whitman, Jack, lo scrittore che basa i suoi personaggi “inventati” su tutto quello che gli capita realmente e che è ancora ossessionato dalla sua ex fidanzata che ha lasciato a Parigi, tanto che nemmeno in India può smettere di ascoltare di nascosto la sua segreteria telefonica, di cui ha ancora il codice segreto.
    L’obiettivo di Francis è portare i fratelli al convento dove si è ritirata a vivere la loro madre Patricia (Anjelica Huston), che dopo aver cercato di evitare i contatti con i figli, acconsente ad ospitarli per qualche giorno nel convento.

    Dato che tutti fanno i critici di cinema, ho deciso di farlo anche io, iniziando da questo film. Molti lo criticano e lo stroncano con recensioni davvero pessime e poco interessanti ed originali. A me, invece, il film è piaciuto, sarà che adoro Owen Wildon ed Adrien Brody, sarà che adoro film come Napoleon Dymanite e Strange Brew (uscito in Italia con vari nomi: La strana voglia, Obiettivo birra, etc…), ma questa storia on the road, sbilenca, colorata ed assurda, mi è davvero piaciuta.

  • Madoff condannato a 150 anni

    “Una sentenza esemplare, per una truffa che i giudici hanno definito «diabolica». L’ex re di Wall Street, Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere. La lettura del verdetto, in un’affollatissima aula di tribunale a New York, è stata accolta con un applauso.

    «Nessun altro caso di frode è paragonabile a questo» ha spiegato il giudice distrettuale Denny Chin, precisando che «il simbolismo della sentenza è importante perché con questa si manderà un messaggio». Il finanziere, 71 anni, si era dichiarato colpevole di tutte le 11 imputazioni emerse da uno dei più grossi scandali della storia di Wall Street: in circa vent’anni ha truffato celebrità e piccoli risparmiatori per circa 65 miliardi di dollari (intorno ai 46 miliardi di euro). Nell’udienza di oggi si è anche scusato, assicurando che avrebbe portato avanti il suo «dolore e tormento per il resto della vita».” lastampa.it

    Secondo me è ancora poco. Questo essere ha rubato soldi a tutti, piccoli e grandi risparmiatori, vivendo con sua moglie Ruth in un lusso sopra ogni immaginazione, semplicemente con un sistema a catena / piramidale (gli americani lo chiamano Ponzi Scheme), utilizzando la sua influenza come ex presidente del Nasdaq.

    “Dal 1995 Madoff, che era stato anche presidente del Nasdaq, aveva iniziato la sua attività privata promettendo tassi di interessi alti e sicuri (circa il 10%). Li pagava puntualmente, ma non perché il denaro venisse proficuamente investito, bensì grazie ai soldi freschi che arrivavano da nuovi clienti. Così Madoff diventava sempre più ricco: se l’ammontare delle somme truffate è stimato in circa 65 miliardi di dollari, le cifre legate al suo impero economico ammontano a 171 miliardi di dollari. «Il messaggio che vogliamo dare – ha spiegato Chin – è che i crimini commessi dal signor Madoff erano straordinariamente diabolici e che questo genere di manipolazione del sistema non è soltanto un reato senza spargimento di sangue commesso su carta, quanto un crimine con un bilancio (di vittime e danni, ndr) stupefacente».”

    Ora si spera che i suoi 150 anni se li faccia tutti, e senza sconti, spero gli bastino per soddisfare al ingordigia. Ma il processo comunque andrà avanti, perchè chi aveva segnalato il suo caso 20 anni fa non è stato preso sul serio, o come mai chi proponeva investimenti nell’impero di Madoff (ed avrebbe dovuto indagare) non si sia accorto della truffa.

  • Viareggio, treno esplode in stazione

    “Tredici morti tra cui un bambino carbonizzato, 50 feriti di cui 35 feriti ustionati in modo grave (alcuni nel 90% del corpo), altre decine di persone contuse, sotto schock, disperse, un migliaio di abitanti evacuati. E poi due palazzine distrutte e altre tre evacuate, alcune centinaia di sfollati. Lutti e devastazione in un paradiso delle vacanze al mare, Viareggio, a causa di un treno merci carico di Gpl (Gas propano liquido) che a mezzanotte deraglia in stazione e innesca l’apocalisse nel centro della città: una serie di esplosioni e l’incendio.”

    “Apocalisse nella stazione di Viareggio, situata in centro città. Intorno alla mezzanotte un treno proveniente dalla Spezia e diretto a Pisa è deragliato causando l’esplosione del gas gpl contenuto in due vagoni. Il primo bilancio della strage parla di almeno 13 morti e 50 persone gravemente ustionate, alcune nel 90% del corpo, un’altra ventina ferite. Tre bambini e un uomo estratti vivi dalle macerie e due palazzine crollate per la violenta esplosione. In una delle 2 palazzina crollate c’erano 18 persone, nell’altra ancora non si sa.”

    Dopo una tragedia assurda e tremenda come questa è difficile non cadere nel banale, ma da anni oramai si parla del pessimo stato delle ferrovie italiane, basta prendere un treno qualunque, anche uno di quelli nuovi, per rendersi conto dell’ incuria dei vagoni e delle stazioni; la prova è l’aumento di incidenti nell’ultimo anno, ed intanto il costo dei biglietti aumenta (Milano Roma in treno 75 euro andata a persona quando in macchian costa meno di 50€).

  • La Peta regala a Obama l’acchiappamosche “buono”

    E infine arrivò la risposta della Peta, l’organizzazione internazionale non-profit a sostegno dei diritti degli animali che ha diffuso un comunicato in seguito alla messa in onda del video che mostra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama mentre uccide a mani nude una mostra durante un’intervista. “La prossima volta che il presidente vedrà volare una mosca – hanno spiegato dalla Peta – ci auguriamo le riservi un trattamento più umano”. Insieme al comunicato gli attivisti hanno fatto recapitare alla Casa Bianca uno speciale acchiappamosche che permette di catturare l’insetto e di liberarlo vivo nell’aria aperta. In questa foto il Katcha Bug Humane Bug Catcher, l’acchiappamosche “buono” che la Peta ha inviato a Barack Obama.

    Non è che forse forse quelli della PETA stiano esagerando un pochino? Dannati Hippies!

  • No, non è la Bbc

    Poltrone capovolte: mi ritrovo io a essere intervistato, dalla Bbc, qui a Londra, sul caso Berlusconi. Racconto alla conduttrice del telegiornale quello che è stato scritto perlomeno da alcuni giornali italiani: cioè che il presidente della Rai ha convocato il direttore del Tg1, chiedendogli di spiegare perchè il suo tg non ha riportato notizie sullo scandalo che divampa attorno al presidente del Consiglio, e aggiungo che poichè il premier possiede o controlla cinque delle sei principali stazioni tv nazionali, una simile operazione di offuscamento dello scandalo ha privato la maggioranza degli italiani della conoscenza effettiva di quanto sta accadendo. La giornalista della Bbc mi ha guardato incredula. Davvero? E nessuno protesta a questa, come chiamarla, censura? Ho risposto che sì, qualcuno protesta. Ma l’aria sbalordita della collega inglese mi ha fatto capire quanto il nostro paese sia caduto in basso. Queste cose uno se le aspetta in Cina e in Iran, nella Russia di Putin, non in un civile paese europeo, non in una democrazia occidentale. Mi è venuto in mente il modo in cui la Bbc, diretta totalmente da laburisti, indagò e contestò la decisione del governo laburista di Tony Blair di entrare in guerra al fianco degli Usa in Iraq. No, non è la Bbc, questa è la Rai, la Rai-tv, diceva una vecchia canzonetta. E questa è l’Italia di Silvio Berlusconi.
    http://franceschini.blogautore.repubblica.it/2009/06/24/no-non-e-la-bbc/