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  • Chiude la Santa Lavanderia.

    Non credo che si potesse/possa parlare di “ingenuità”.
    in riferimento a:

    “CITTA’ DEL VATICANO – Si chiama legge 127. E’ stata promulgata questa mattina da Benedetto XVI. Con essa, da oggi, anche la Chiesa si adegua alle norme Ue contro il riciclaggio dei capitali. Per Padre Lombardi, direttore della sala stampa Vaticana, questa svolta consegna al passato l’epoca in cui si è peccato di ingenuità: “Da ora nessuno potrà più approfittarsi di noi”.”
    Vaticano, da oggi norme antiriciclaggio “Previste pene fino a 15 anni” – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

  • Warner: il P2P fa bene al cinema

    La divisione antipirateria di Warner Bros. ha illustrato i risultati di 18 mesi di tracciamento di client P2P e siti legati allo streaming. I pirati acquisterebbero più contenuti legali di quanto si possa pensare

    Roma – È il risultato finale di un’analisi durata un anno e mezzo, un corposo documento preparato da Warner Bros. per cercare di capire meglio le attitudini e i comportamenti di milioni di condivisori. Un lungo lavoro votato al certosino tracciamento dei vari client P2P oltre che dei principali siti dedicati allo streaming illecito dei contenuti. Ben Karakunnel, direttore della divisione antipirateria della major statunitense, ha così presentato i dati alla platea dell’ultimo Content Protection Summit di Los Angeles.

    Le osservazioni di Karakunnel sono state in realtà poche, tutte comunque cruciali per capire meglio l’eterna lotta tra grandi case cinematografiche e file sharer di tutto il globo web. Le analisi di Warner Bros. hanno in primis ammesso l’esistenza di un trend più volte evidenziato in ambito accademico: chi scarica in maniera illecita è anche un consumatore di contenuti legali, assiduo frequentatore delle sale, legittimo acquirente di DVD.

    Un assunto che spiegherebbe quelle che alcuni hanno visto come delle nuove strategie pubblicitarie da parte di Warner Bros. L’ultimo leak tra i marosi del torrentismo dei primi minuti di Harry Potter e i Doni della Morte sarebbe infatti stato provocato dalla stessa major di Hollywood, nel tentativo di attirare ancora più spettatori in sala. Come per incoraggiare i pirati – visti dunque come potenziali acquirenti al boxoffice – ad andare al cinema.
    Karakunnel è poi passato ad altre evidenze. Il 65 per cento del carico globale dei download di contenuti di proprietà di Warner Bros. sarebbe rappresentato da film, seguiti con il 35 per cento circa da spettacoli televisivi. Ad usufruire dei vari client P2P sarebbero generalmente maschi dell’età compresa tra 18 e 24 anni, mentre le donne sembrerebbero preferire di gran lunga le principali piattaforme legate allo streaming.

    Se Warner Bros. cerca di capire il file sharing per combatterlo meglio, i rappresentanti dell’industria del cinema e del disco si sono rivolti al Department of Commerce statunitense, sottolineando come l’arma legale costituisca una soluzione limitata al problema del P2P. Il caso citato da associazioni come MPAA e RIAA è quello di LimeWire, costretto alla chiusura delle attività dopo un estenuante contenzioso di quattro anni.

    Decisamente troppi, almeno secondo gli alfieri del copyright a stelle e strisce. Anni litigiosi che portano via risorse in termini di tempo e di denaro. Secondo i dati contenenti in uno studio della Princeton University, il 99 per cento di un campione di circa mille file BitTorrent violerebbe il copyright. Un problema che non riuscirebbe ad essere risolto con singole azioni legali. L’industria ha quindi chiesto al Department of Commerce di far calare il pugno duro, data una serie di pericolose scappatoie offerte dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

    Mauro Vecchio
    in riferimento a: PI: Warner: il P2P fa bene al cinema (visualizza su Google Sidewiki)

  • Messa in scena della polizia.

    Surante gli scontri a roma si vede benissimo che e’ tutto finto, organizzato da polizia che impersona i manifestanti. Basta vedere il tipo con il guanto rosso, in borghese, volto coperto, manganello e manette in mano, sempre in atteggiamenti di colpire qualcuno, ma non colpisce, ne’ i poliziotti, ne’ i manifestanti, come se fossero tutti dei suoi compagni/colleghi.
    Guardate le foto al link qui sotto.
    in riferimento a:

    “rit”
    Foto Scontri, il giallo dell’uomo con la pala: infiltrato o dimostrante? – 1 di 23 – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

  • da che pulpito.

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  • Rai Fail

    L’ennesimo episodio di cattivo gusto.

    “”Lo spot che celebra i 150 anni dell’unità d’Italia demonizzando i dialetti è un’offesa alla cultura italiana e alla tradizione linguistica del nostro Paese” dice l’associazione ‘Forche Caudine’, lo storico circolo romano che raccoglie l’emigrazione molisana. Il filmato che ha scatenato la polemica, legato anche alla campagna per il rinnovo del canone di abbonamento, presenta una serie di personaggi contemporanei (da una vigilessa ad un calciatore durante un’intervista) che parlando in dialetto si rendendo incomprensibili agli interlocutori
    “I dialetti, per quanto meno usati, rappresentano un punto fermo del nostro patrimonio culturale immateriale. Demonizzarli equivale al ripudio della tradizione e quindi, paradossalmente, alla idea stessa di Italia come frutto dell’unità di identità diverse”, dicono dall’associazione.

    Poi c’è l’assessore veneto Roberto Ciambetti (Lega Nord) che rilancia l’obiezione al pagamento: “Penso che la Regione potrebbe intervenire perchè quelle pubblicità non vengano messe in onda – ha spiegato Ciambetti -: insultano i valori del regionalismo, di quel regionalismo in cui credevano gli stessi padri costituenti e che viene riaffermato come tratto ineludibile nel progetto federale, dove ciascun popolo, ciascuna cultura locale, ciascuna identità trovano legittimo ruolo”.”
    in riferimento a: Spot Rai per l’Unità d’Italia: ”Offendono i dialetti” – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

  • Io sto’ con Assange

    Credo che violenza sessuale o no (a dire il vero sembra una grandissima montatura), credo che tutti dovrebbero difendere un sito come Wikileaks, ultimo baluardo dell’informazione libera.

    “È uscito allo scoperto per difendere WikiLeaks, e promette di fare molto peggio. I raid paralizzanti contro PayPal, Visa e MasterCard denominati “operazione castigo” (una rappresaglia perché quelle società hanno bloccato i versamenti a WikiLeaks), sono solo un’avvisaglia di quel che verrà. La prossima tappa: se la polizia inglese accetta la richiesta di estradizione in Svezia di Julian Assange, minacciano, la vendetta dell’Internazionale libertaria sarà spaventosa. Eppure Assange ha preso le distanze da loro. Di certo non è lui il capo di questo movimento, molto più antico e ramificato di WikiLeaks. Assange è solo un loro eroe momentaneo, il martire che l’Internazionale degli hacker ha deciso di difendere contro una repressione dipinta come il preludio a un grande Stato di polizia.”
    in riferimento a: Gli hacker in guerra per difendere Assange – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

  • roissy charles de gaulle

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  • roissy charles de gaulle

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  • nuove direzioni

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  • comfort inn mouffetard

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  • campi elisi

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  • vicino al sacro cuore

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  • una mela nello stomaco del louvre

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  • d’accettazione

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  • attesa per parigi

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  • office

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  • music time

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  • there’s a cat

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  • Terry Pratchett – Mondo Disco

    Mi sono appassionato da poco ai romanzi della saga “Mondo Disco”:

    Il romanzo è ambientato nel Mondo Disco, un mondo immaginario a forma di disco, sorretto da quattro elefanti che poggiano su una gigantesca tartaruga. Il protagonista è il cinico mago incompetente Scuotivento, involontaria guida dell’ingenuo turista Duefiori e della sua valigia da viaggio magica, il Bagaglio. Fuggiti dalla città di Ankh-Morpork a causa di un incendio, i due viaggiano per il Disco, che gli dèi usano come tavolo da gioco. Continuando la loro fuga attraverso la montagna rovesciata di Wyrmberg, dimora dei draghi dell’immaginazione, Scuotivento e Duefiori giungono nel paese di Krull; da qui precipitano oltre il Bordo del Disco.
    da wikipedia.

    Se volete saperne di più non vi resta che comprarlo!

  • L’Italia vista dagli Stati Uniti d’America.

    Riporto l’articolo apparso sulla repubblica, dove viene illustrato come gli americani vedano il nostro paese. Ah, gli USA sono la patria del comunismo e delle toghe rosse….

    Newsweek, vergogna Berlusconi, “Disinteresse e cultura dell’harem”

    Il nuovo numero del settimanale americano dedica quattro pagine al presidente del Consiglio. “Escort, minorenni e ballerine che saltellano intorno a un 74enne”. Critiche pesanti per la discriminazione femminile, “ha inculcato negli italiani l’idea che la donna sia solo un oggetto sessuale”. Pompei, Bondi definito un “ministro senza vergogna né responsabilità”. E un’imbarazzante descrizione di “Striscia la notizia”.

    ROMA – “Berlusconi’s girl problem”, Berlusconi e il problema-donne. Ecco il titolo che campeggia sulla copertina del numero del 22 novembre del settimanale americano Newsweek. Illustrato da un paio di gambe femminili con scarpe dal tacco a spillo. Quattro pagine dedicate alle vicende italiane. E un ritratto impietoso dell’Italia berlusconiana, di quella che viene definita “la cultura dell’harem che sta minando l’economia italiana e il suo stesso governo”.

    Le donne, gli scandali, la televisione, l’incuria nei confronti dei beni culturali del Paese. Una serie di vergogne, quelle passate in rassegna dal settimanale americano. “Per berlusconi, l’eguaglianza di genere è una barzelletta”, titola l’articolo di Barbie Nadeau; “Silvio si fa buttare giù, ma l’ultimo scandalo sessuale è solo uno dei suoi problemi” è invece il pezzo firmato da Jacopo Barigazzi. In un articolo si ripercorrono le recenti vicende italiane, partendo dal crollo di Pompei. “Il ministro in carica (Bondi, ndr), quando gli hanno chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto che non era responsabile. E’ così che funziona il governo in italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un paese che si sbriciola”. E ancora: “Per quasi vent’anni l’Italia praticamente non è cresciuta e nessuno accetta la colpa”.

    Un altro articolo del Newsweek è invece dedicato al ruolo delle donne nel nostro Paese. Con una paginata fotografica di ragazze seminude in televisione e la descrizione – imbarazzante – di Striscia la notizia: “Due uomini di mezz’età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d’aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d’aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l’altro conduttore – si legge sul settimanale – le dice ‘dai, girati, fammi dare un’occhiata’, e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un’espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio”.

    E ancora, osserva l’articolo di Newsweek: “Proteste e lamentele sono rare, e se ci sono, pochi le ascoltano”. Una situazione che Berlusconi “potrebbe aver creato” grazie al fatto che “il 95% del mercato televisivo è sotto il suo controllo” e per questo “è difficile fare una stima di quanto gioco abbia la sua influenza nel modo in cui le donne sono viste e vedono loro stesse. E mentre altri Paesi europei promuovono attivamente l’uguaglianza di genere come un pilastro della prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, relegando le donne con la creazione di un modo di vederle solo come oggetti sessuali”. E conclude: “E’ chiaro che la caduta di Berlusconi, se avverrà, indebolirà la commistione negativa fra politica, media e discriminazione di genere. Ma perché ci siano reali progressi bisognerà riprogrammare il modo di pensare degli italiani, uomini e donne. E non basterà cambiare canale”.

    (16 novembre 2010)
    in riferimento a: Newsweek, vergogna Berlusconi “Disinteresse e cultura dell’harem” – Repubblica.it

  • Abbasso Google?

    Dopo anni di lodi per google ed i suoi servizi, mi trovo ad un bivio, dopo che mi e’ stato bloccato l’account di youtube a vita per aver caricato due video sul quale violavo il copyright. Uno puo’ anche essere vero, era un video delle iene del 2008 (quello che ha fatto traboccare il vaso), poi c’era un video girato da me si una meta degli Stati Uniti per la coppa del mondo di rugby del 2007, ed il terzo un video che mi faceva ridere scaricato proprio da youtube per prova.

    Ecco, se non mi riattivano l’account diventero’ nemico di google, e mollero’ Android, Google Docs, Google Analytics, Blogger, Google Apps, Adsense, Google Maps, etc….
    Morte a Google?
  • Auto: Parigi contro gruppo Usa Molex

    Fantastica notizia, e c’e’ di più, il titolo si stà schiantando in borsa!

    “(ANSA) – PARIGI, 27 OTT – Durissima posizione del governo francese contro la Molex, fabbrica Usa di componenti auto, che ha rifiutato di ristrutturare la sua filiale francese, che ha chiuso nel 2009, ed ha pubblicato oggi profitti ‘record’ nel terzo trimestre, tanto da aumentare del 14,8% il dividendo versato agli azionisti. Il ministro dell’Industria Christian Estrosi ha chiesto a Renault e PSA (Peugeot/Citroen), le principali fabbriche auto francesi, di non avere piu’ ‘il minimo scambio commerciale’ con la Molex.”

    in riferimento a: Auto: Parigi contro gruppo Usa Molex – Economia – ANSA.it (visualizza su Google Sidewiki)

  • Italia più corrotta del Ghana

    Come ogni anno la società ONG indipendente Transparency International stila una classifica dei paesi meno corrotti al mondo. I primi cinque paesi al mondo meno corrotti sono Danimarca, Nuova Zelanda, Singapore, Finlandia e Svezia.
    L’Italia si attesta al 67° posto, peggio dello scorso anno.

    La notizia viene riportata anche dal sito ANSA:
    “BERLINO – L’Italia scende ancora nella classifica di Transparency International (Ti) sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione, che quest’anno la vede al 67/mo posto a livello mondiale con 3,9 punti, dopo il Ruanda (66/mo posto, 4 punti) e solo un gradino sopra la Georgia (68/mo posto, 3,8 punti).
    Rispetto al 2009, quando era al 63/mo posto con 4,3 punti, l’Italia perde così quattro posizioni. In testa alla graduatoria, presentata oggi a Berlino, ci sono – a pari merito – Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, tutte con 9,3 punti, seguite da Finlandia e Svezia (9,2 punti ciascuna) e dal Canada (8,9 punti).
    L’indice di Ti misura la ‘percezione della corruzione’ che manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici si fanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media. La Somalia, con 1,1 punti, è in coda alla classifica di 178 paesi esaminati, preceduta da Afghanistan e Myammar (1,4 punti). Il punteggio dell’Italia “non sorprende più di tanto – ha commentato in un comunicato la sezione italiana di Transparency International -, in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti politici di ogni schieramento”.”

    Sembra che ai media controllati da Mediaset questa notizia non interessi.
    Su “Il Giornale” si parla solo di una campagna diffamatoria ai danni del Primo Ministro Italiano orchestrata da una sedicente organizzazione comunista tedesca.

    in riferimento a: Transparency International – the global coalition against corruption (visualizza su Google Sidewiki)