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GIAPPONE: UN SMS AL 45500 PER DONARE 2 EURO – La Croce Rossa Italiana in sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami. Attivata raccolta fondi

A seguito del terribile terremoto che ha devastato il Giappone, la Croce Rossa Italiana ha avviato una raccolta fondi in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami.
Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Giappone” è possibile inviare un SMS da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali al numero 45500.

I contributi raccolti dalla CRI saranno impiegati per supportare le attività di assistenza della Croce Rossa Giapponese a favore delle persone colpite, in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Oltre all’invio di un SMS, le altre modalità per donare sono:

* Donazione online sul sito www.cri.it – causale “Pro emergenza Giappone”;

* Bonifico bancario – causale “Pro emergenza Giappone” – IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208

* Conto corrente postale n. 300004 intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” – causale “Pro emergenza Giappone”

in riferimento a:

“GIAPPONE: UN SMS AL 45500 PER DONARE 2 EURO – La Croce Rossa Italiana in sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami. Attivata raccolta fondi”
Croce Rossa Italiana – GIAPPONE: UN SMS AL 45500 PER DONARE 2 EURO – La Croce Rossa Italiana in sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami. Attivata raccolta fondi (visualizza su Google Sidewiki)

L’Italia fa la storia: 22-21. Francia k.o. nel Sei Nazioni.

Incredibile impresa degli azzurri al Flaminio: vittoria in rimonta con la meta di Masi e i calci di Bergamasco. E’ il primo successo contro i transalpini nella storia del Torneo, a quattordici anni di distanza dalla vittoria di Grenoble. Sbagliati i fischi sui calci di Parra

ROMA, 12 marzo 2011 – Eccola! Quattordici anni (meno dieci giorni) dopo il trionfo di Grenoble, la Francia cade nuovamente sotto i colpi di un’Italia come quel giorno commovente, indomita, feroce. Come nel 1997, quando in palio c’era la Coppa Europa e non l’odierno “Trofeo Garibaldi”, i nostri, capaci di un parziale di 16-3 negli ultimi 21 minuti (dopo la meta di Parra il punteggio era 6-18), hanno sfruttato al massimo la deconcentrazione dei fortissimi rivali. Se nel secolo scorso, i neo vincitori dell’allora Cinque Nazioni avevano avuto l’alibi dei festeggiamenti dopo il trionfo nel Championship, stavolta la festa azzurra, la prima nell’era Sei Nazioni contro i cugini, è iniziata forse nel momento in cui i transalpini hanno deciso di prepararsi per il match del Flaminio nel modo in cui si preparano le amichevoli, lasciando il ritiro per tornare a casa giorno dopo giorno. E la stampa francese con loro: “Vacanze romane” titolava stamani L’Equipe.

MAI SOTTOVALUTARE — Nel rugby non si fa così, la concentrazione, anche quando si è una corazzata e all’orizzonte appare l’Italia senza vittorie nel 2011, non si crea in 48 ore e da oggi Lievremont se lo ricorderà bene. Il c.t. avrà di che difendersi dai meritati attacchi di una stampa che, se dopo Twickenham l’aveva criticato, adesso pare pronta alla lapidazione sportiva. Masi “Man of the Match” (e autore dell’unica meta azzurra) completa il quadro di un trionfo che costringe i Galletti a bersi la cicuta, occasionalmente servita da un cucchiaio di legno che i nostri, finalmente, possono eliminare dai loro incubi in vista del match di Edimburgo.

UN SOLO SUSSULTO — Che la Francia fosse in versione a scartamento ridotto, si era capito subito, dal primo quarto d’ora di gara completamente nelle mani di Parisse e soci. La stessa meta di Clerc (che sull’out sinistro si è bevuto Canale, superato dal pallonetto), infatti, è figlia non di un’azione orchestrata dai fenomenali trequarti di Lievremont ma da un calcetto posticcio di Masi pescato facilmente da Medard. Errori banali come aperture al vento e in avanti gratuiti consentono però all’Italia di tenere egregiamente il campo, trascinata da Parisse e Masi, meno invece da Castrogiovanni e dalla mischia, in sofferenza (soprattutto Lo Cicero al cospetto di Mas) contro la tozza e per questo granitica prima linea francese. Trinh-Duc, nonostante l’intercetto su Garcia che aveva dato il “la” all’avanzamento Blues sfociato poi nella meta, è l’emblema della “Francina” con poca testa sulla partita, scesa a Roma per chiudere alla svelta la contesa e le ricche polemiche che in patria avevano caratterizzato il dopo-Twickenam. Non a caso, al primo, vero sussulto da grande Francia, il match pare teoricamente chiudersi.

ITALIA CUORE E GAMBE — Sulla meta di Parra, al 10’ delle ripresa, i Blues, conquistata la touche, sventagliano da sinistra a destra, quindi rientrano e lanciano Trinh-Duc, che si porta a spasso mezza difesa italiana e serve a Parra la palla che il mediano schiaccia sotto i pali). In un Italia-Francia normale, a questo punto, il pathos avrebbe lasciato spazio all’accademia transalpina; invece l’Italia getta tutto, cuore e gambe, nella metà campo avversaria. Bergamasco sbaglia due calci non difficili in pochi minuti, ma neanche questo frena l’impeto italiano, anche in questo caso favorito dall’abulia di un XV francese che in attacco non incide e in difesa regala molti falli (in tutto 11). E visto che per mezzora di touche non ce ne sono (alla fine ne perderemo 2 su 5 contro le 0 su 8 dei rivali), non può neanche approfittare dei nostri regali sulla rimessa laterale.

PER FRANCESCATO — A 21′ dalla fine, sulla meritata meta alla bandierina di Masi, buona parte del merito va al debuttante (da

in riferimento a: L’Italia fa la storia: 22-21, Francia k.o. nel Sei Nazioni – La Gazzetta dello Sport (visualizza su Google Sidewiki)

Nel mentre, nell’Occidente civilizzato…

Lo accusano di plagio della sua tesi di laurea, ed il Ministro della Difesa tedesco si dimette. Ma siamo in Germania o su Marte? Da noi manco se vanno a prostitute minorenni si dimettono!

“BERLINO – Bufera sul governo di Angela Merkel. Messo alle strette dallo scandalo della sua tesi di dottorato plagiata 1, il ministro della Difesa, barone Karl Theodor zu Guttenberg si è dimesso. Con lui il centrodestra (la coalizione formata dalla Cdu della cancelliera, dal partito-fratello bavarese Csu cui appartiene Guttenberg, e dai liberali del vicecancelliere Guido Westerwelle) perde un uomo-chiave, l’enfant prodige che fino a prima dell’esplosione dell’affaire era definito da tutti i sondaggi l’uomo politico più popolare del paese, anche più della stessa premier.

“Non ce la faccio più, ho raggiunto i limiti della sopportazione”, ha detto il barone zu Guttenberg stamane poco dopo le 11 annunciando la sua scelta di gettare la spugna. A soli 39 anni, egli sembra alla fine di quella che sembrava una promettente carriera politica da astro nascente. E sostituirlo per Angela Merkel non sarà facile nel complicato gioco di equilibrio tra poltrone e poteri nel suo partito e nella Csu.

Figlio d’una famiglia di antica nobiltà, dinamico, elegante ma anche appassionato di musica rock, sposato a una discendente del Cavour tedesco (il padre dell’unità nazionale, cancelliere Otto von Bismarck) Guttenberg è inciampato su un errore clamoroso. O meglio, una macchia nera del suo passato, finora sconosciuta, è stata scoperta dagli attivissimi investigative
reporters dei media tedeschi. E’stata la Sueddeutsche Zeitung, il prestigioso quotidiano liberal di Monaco di Baviera, a scoprire qualche settimana fa che il ministro aveva sistematicamente copiato e plagiato nella scrittura della sua tesi di dottorato. Senza citare le fonti.

E’ un caso che in Italia, a fronte degli scandali di casa, farebbe ridere. Ma in Germania certi peccati, come la truffa o l’inganno, sono presi molto sul serio. Specie se si sospetta che siano i politici d’alto rango a commetterli. All’inizio Guttenberg aveva minimizzato, parlando di errore in buona fede. Poi, messo sotto pressione dalle accuse dei media e delle opposizioni (Spd, Verdi, Linke) si era rassegnato a rinunciare al titolo di dottore. Troppo poco e troppo tardi per sottrarsi al crescente fuoco di fila delle critiche. Anche esponenti del centrodestra, tra cui la ministro Annett Schavan, avevano detto di vergognarsi per il caso Guttenberg. E nelle ultime ore centinaia di rettori, docenti universitari e accademici avevano scritto e pubblicato una lettera di protesta indirizzata alla cancelliera. Una simile leggerezza in un caso di plagio in una tesi, affermano, è inaccettabile, ne va del rispetto e della reputazione del mondo scientifico. E stamane appunto Guttenberg si è arreso. Né la sua popolarità, né l’appoggio aperto della Bild, il quotidiano più letto d’Europa, sono bastati a salvare la sua carriera.

Con Guttenberg Angela Merkel perde uno dei ministri più importanti del suo governo, e la Difesa si trova scoperta proprio mentre, tra la continua emergenza della missione in Afghanistan e la crisi in Libia, Berlino ha bisogno di capacità di decisioni veloci a fianco degli alleati Ue e Nato. Unica consolazione per la Cancelliera: con il barone ed ‘ex dottore’, come i media chiamano ironicamente il ministro copione, esce di scena il rivale più temibile nel centrodestra. Da tempo le ambizioni di Guttenberg di diventare un giorno capo dell’esecutivo erano palesi. Ancora una volta ‘Angie’ ha avuto la meglio sui suoi rivali maschi. Ma lo scandalo Guttenberg è un pesantissimo colpo d’immagine per il centrodestra tedesco, in questo 2011 in cui, dopo la disfatta elettorale di Amburgo due domeniche fa, si svolgeranno in altri 6 dei 16 Stati della Repubblica federale consultazioni politiche che si annunciano molto pericolose per la coalizione al potere.”

in riferimento a: Tesi di dottorato copiata Guttenberg si è dimesso – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Le priorità del governo italiano.

Semplice, inebetirle davanti alla televisione, e rallentare l’accesso alle informazioni su internet.

“Il Senato ha approvato un emendamento al milleproroghe che la dice lunga sulle priorità del governo. Sposta 30 milioni dai fondi banda larga, a favore delle attività che accompagano il passaggio al digitale terrestre.

Il ministro Paolo Romani allo Sviluppo Economico si è affrettato a spiegare che non sono soldi presi dai 100 milioni di fondi Fas appena stanziati contro il digital divide. E’ vero; ma comunque sono fondi sottratti alla lotta al digital divide. L’emendamento- che ora deve passare al vaglio della Camera, dove probabilmente sarà approvato- parla chiaro.

‘Sono prorogati per l’anno 2011 gli interventi di cui all’articolo 1, commi 927, 928 e 929 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per le finalità di cui al periodo precedente è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2011, da destinare al rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale di cui all’articolo 1, comma 927, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Ai relativi oneri, pari a 30 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede nell’ambito delle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, nell’importo complessivo deliberato dal CIPE in data 11 gennaio 2011’.

Già: non dai fondi Fas ma da quelli Cipe è stato fatto il travaso. Soldi promessi da circa due anni: all’origine si trattava di 800 milioni, poi ridotti a 400 da una delibera Cipe di due mesi fa. Ricordiamo infine che non sono stati ancora sbloccati e quindi al momento non sono utilizzabili per estendere le infrastrutture banda larga. Ma certo nei prossimi mesi si riveleranno necessari per eliminare davvero il digital divide (“entro il 2013″ secondo le ultime promesse di Romani).”

in riferimento a: Il governo toglie 30 milioni alla banda larga e li dà alla tv – Wired.it (visualizza su Google Sidewiki)

Rugby, in Spagna no al terzo tempo “Solo una scusa per ubriacarsi”

Incredibile a Barcellona: la tradizione del dopo partita della palla ovale è stata vietata con tanto di macchina della polizia municipale, lampeggianti e palette. “Ci accusano di fare bere anche i bambini, ma è assurdo, il motivo è che non conoscono il nostro sport”
di RAFFAELE R. RIVERSO

BARCELLONA – Quando ha visto la macchina della polizia municipale allo stadio, non poteva crederci. Jordi Homs, presidente del club di rugby CN PobleNou-Enginyers, sapeva che i vigili erano venuti a controllare “il normale svolgimento” del terzo tempo: “Ci accusano anche di ubriacare i bimbi, è assurdo”. Casualmente alla partita di terza divisione, che il club barcelonista giocava contro una squadra di Valencia, c’era in visita il presidente della federazione spagnola di rugby, Alfonso Mandado, che è rimasto impietrito quando ha visto lampeggianti e palette.

I problemi sono iniziati quando il comune di Barcellona ha deciso di attuare “senza eccezioni” la normativa che proibisce bere e mangiare all’interno di impianti sportivi fatto salvo il recinto del bar: “Quello che vogliono – inveisce Homs – è che andiamo a fare il terzo tempo al bar e non nel nostro clubhouse (sempre all’interno dello stadio) dove abbiamo i nostri trofei, le nostre fotografie, le magliette internazionali. L’ambiente perfetto per un terzo tempo. Non è una questione di soldi, bensì di principi”.

Ed è per questo motivo che i vigili erano lì: “Ci fanno mobbing. Controllano che nessuno di noi esca a prendere una boccata d’aria fuori dal clubhouse, con una birra o un panino, anche solo per pochi istanti”. Il perché di questo “sequestro” secondo Jordi sta nel fatto che al Comune “conoscono così poco il rugby che pensano che il terzo tempo sia un
momento per ubriacarsi. Il nostro è uno sport di aggressività regolata. Il terzo tempo è il ritorno all’ordine dopo il caos”. Naturale, come la quiete dopo la tempesta: “Si tratta di un momento di pace dove sfogare tutta l’adrenalina che si è accumulata durante gli 80 minuti. Perché nel rugby non ci sono nemici, ma solo avversari. Il fatto è che al Comune di Barcellona per quando riguarda il rugby regna l’ignoranza”. Il terzo tempo, infatti, è il trait d’union tra una partita del Sei nazioni e una di Terza divisione. È il momento in cui si annullano le differenze tecniche e tutti i rugbisti si sentono uguali.

Però il peggio è arrivato quando sono stati accusati di ubriacare i bambini: “Non sanno più cosa fare. Ci hanno addirittura accusato di dare della birra ai bambini, quando l’unica cosa che bevono è aranciata. E poi lasciano che la gente si ubriachi, questa volta per davvero, sulla Rambla”. Il divieto, inoltre, proibisce di fatto al club di “organizzare un barbecue, perché farlo all’interno del clubhouse vorrebbe dire intossicarci di fumo. Questo non ci permette di fare le cose come vorremmo. Il terzo tempo è il momento in cui si dimostra il proprio spirito di ospitalità nei confronti della squadra avversaria, che farà lo stesso quando noi andremo a visitarli”. Capire questo, per una società calcio-pensante, dove spesso il tuo avversario è anche il tuo nemico, non sempre è facile.

(17 febbraio 2011)

in riferimento a: Rugby, in Spagna no al terzo tempo “Solo una scusa per ubriacarsi” – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

L’ a Ventura della Papi-Fico sull’ Isola de Infamosi.

Da tenere a mente che su 8 edizioni de “L’Isola dei Famosi” 6 avevano delle papi-girl e che la Fico ha partecipato ai Bunga Bunga.

“Raffaella Fico se la giocherà come tutte le altre” (Simona Ventura)

“Raffaella Fico non ha mai dimenticato i valori fondamentali della vita” (Simona Ventura)

“Raffaella Fico divenne celebre quando mise all’asta la sua verginità per un milione di euro” (L’Isola dei Famosi)

in riferimento a:

“”Raffaella Fico non ha mai dimenticato i valori fondamentali della vita” (Simona Ventura)”
Morandi istituzione Luce e Paolo la vivacità – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Un motivo in più per boicottare Sanremo.

La prima domanda per le due bellissime versione bon ton, per la prima volta insieme, è sulla grande manifestazione di domenica che ha portato in piazza un milione di donne. Belen, camicetta di seta crema e gonna al ginocchio, e Elisabetta Canalis, in tubino nero, hanno l’aria di saperne pochissimo. Notizia non pervenuta. “Io non ci sarei andata – dice la Canalis – secondo me non c’era bisogno di farla. Credo che il significato della manifestazione, i valori della dignità e del rispetto, non vadano messi in luce o gridati il giorno del corteo. Dovrebbe esserci sempre”. “Possono fare tutte le manifestazioni che vogliono, ma le donne senza valori ci sono in Italia e da tutte le parti. E’ dalla base che bisogna correggere la situazione, conta l’educazione. Anche tanti uomini non hanno valori”, dice Belen. Gianni Morandi, invece, sarebbe stato in prima fila. “Ho sentito degli amici di Bologna, mi hanno detto che è stata una manifestazione bellissima. C’erano anche tanti uomini, la dignità è un valore importante”.

in riferimento a: Sanremo 2011 – 61° Festival della Canzone Italiana – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Abbasso l’Alto Adige!

Un motivo in più per non andare in Sud Tirol, grazie!

in riferimento a:

“BOLZANO. «In Alto Adige ci siamo sempre trovati bene, ma disapproviamo il fatto che la Provincia abbia deciso di non partecipare alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di Italia». Viaggia via mail la protesta dei turisti italiani dopo l’annuncio del governatore Luis Durnwalder che la sua giunta (guidata dalla Svp, ma anche con il Pd a rappresentare gli italiani) non parteciperà alle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia in quanto “non c’è nulla da festeggiare”.”
No dell’Alto Adige all’Unità d’Italia, proteste dei turisti via e-mail. Gli albergatori: “Temiamo disdette” | Alto Adige (visualizza su Google Sidewiki)

Nello stesso momento, nell’Occidente civilizzato…

“Scandalo alla velocità della luce al Congresso. Un deputato repubblicano dello Stato di New York si è dimesso tre ore dopo che un sito Internet aveva rivelato che l’uomo aveva inviato una sua foto a torso nudo ad una donna conosciuta online.”

Capirai, da noi neanche il Bunga-Bunga li ferma!

in riferimento a: Foto Foto a torso nudo ad una donna, il deputato Lee si dimette – 1 di 2 – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Carriera si fa con il cù!°

“Con l’approvazione di Masi”, alla fine Raffaella le ha fregate tutte. La figlia del fruttivendolo di Casalnuovo di Napoli, nata a Cercola 22 anni fa, è riuscita a comprarsi la casa e a ottenere il programma, come voleva. La partecipazione all’Isola dei famosi di Raffaella Fico, è uno dei tanti gialli all’italiana. Dopo il mini scandalo suscitato dal suo passaggio dal Bunga bunga alla prima serata della tv pubblica, tutti fanno finta di non sapere chi sia il responsabile. Eppure riguardo allo sponsor che le avrebbe permesso di diventare famosa, Nicole Minetti e Barbara Faggioli avevano le idee chiare in tempi non sospetti. Le due ragazze innamorate del premier e ancora di più del suo portafogli, anelavano a comprare un immobile da 800 mila euro con i soldi del Cav. A preoccupare le due immobiliariste di Arcore era però la concorrenza delle altre pretendenti. E così il 23 settembre del 2010 al telefono marcavano stretto le rivali. Barbara temeva proprio Raffaella Fico ma Nicole la rassicurava: a Raffa non interessavano le case, ma qualcosa di diverso.

Minetti: “Della Raffa non mi preoccuperei per questa cosa qui perché lei chiede altro. Okay?
Faggioli: Tipo?
M: Cioè tipo programmi ste’ cose qua. Non è ancora nell’idea.
F: Ah si? E tipo cosa? Tipo quale?
M: Programmi, capito? Non lo so, in generale. Adesso sta facendo – mi aveva detto – l’inviata per candid camera di non so che cosa.

Effettivamente Raffaella Fico in quel periodo era la protagonista delle candid camera super sexy della trasmissione sportiva Controcampo. Su youtube gira ancora un pezzo cult in cui la ragazza del Cavaliere esce in mutandine e reggiseno da un camerino del Milan Store e si diverte a fare l’offesa quando i clienti strabuzzano gli occhi di fronte alle sue forme. Il tono della ragazza sembra quello di una suora, nonostante la mise. Un tono indignato quasi come quello usato dalla ragazza in un’altra comparsata celebre. Alla Vita in diretta nel marzo del 2009 Alba Parietti osò rinfacciarle le sue dichiarazioni provocatorie (“mi offro per un milione di euro”) e lei che era solo una ex partecipante del Grande Fratello 2008, minacciò di lasciare la trasmissione su due piedi. Mentre un Lamberto Sposini più imbarazzante del solito interveniva a difenderla, rimbrottava Alba Parietti e si piegava a chiedere scusa alla giovane offesa.

La strategia
Raffaella però non si accontentava di questo trattamento di riguardo nelle comparsate in Rai. Né le bastavano gli sguardi di ammirazione per le candid. Secondo Nicole Minetti, puntava a una trasmissione più importante. “Appena finirà le candid, sicuramente, gli chiederà (a Berlusconi, ndr) qualche programma del genere. Lei vuole diventare famosa. È ambiziosa in questo. No?”. E la Faggioli conveniva: “Sì sì, non gliene frega un cazzo del resto”.

A rileggerle oggi quelle parole suonano profetiche (cosa c’è di meglio dell’isola dei famosi per una che vuole diventare famosa?) ma anche incaute. Nicole era convinta di essere più furba di Raffaella. A differenza della Fico, infatti, la consigliera regionale del Pdl in Lombardia pensava di avere una strategia migliore per spremere Silvio. Se proprio doveva farsi raccomandare in tv, chiedeva ad altri. Mentre Raffaella no. Lei, come un martello pneumatico, si faceva sistemare sempre e soltanto da Lui.

M: Solo che non ha capito… cioé se io decido di fare altro.. allora mi metto in contatto io personalmente con Rossella (Carlo, presidente di Medusa Cinema) o qualcuno del genere stando fuori da lui! Facile, perché una volta che non c’è lui … a Mediaset la Raffa non ci mette più piede eh. Anche per quello io non ho fatto più chiedere nulla a lui a Mediaset. No? Se fai chiedere sempre a lui, Pier (il figlio Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, ndr) ti fa fuori eh.

Raffaella Fico, già nel 2009, dopo il Grande Fratello 2008, acquista un appartamentino a Reggio Emilia in un moderno stabile a due passi dal tribunale. Nel 2009 viveva lì, come aveva raccontato proprio a Sposini alla Vita in d

in riferimento a:

“Su L’espresso, Emiliano Fittipaldi nota però che è la sesta ragazza del Cavaliere su otto edizioni dell’Isola a essere convocata da Simona Ventura.”
Il senso di Berlusconi per la Fico | Marco Lillo | Il Fatto Quotidiano (visualizza su Google Sidewiki)

Io odio Recoverybios.com

A quanto pare hanno fregato un sacco di gente. Sento puzza di Class Action…

Da straevitare ho ordinato una modifica su una mia ps2-a fine marzo 2010 mi è arrivata la cosole modificata ma non funziona-il giorno dopo mi sono messo in contatto tramite e-mail e ho ricevuto la conferma di rspedire il tutto a loro-la console è arrivata il primo di aprile 2010-oggi al 11 di maggio non ricevo più notizie nonostante le mie ripetute lamentele
http://www.twenga.it/opinione-negozio/Recovery-Bios-49219-0-0

Sono ancora in attesa della restituzione della somma da me versata in data 08/10/2009 per € 247,80 ordine n. 11342/2009 con conferma di annullamento ordine da parte di recoverybios datata 13/11/2009 e ricordo all’azienda che i 30 giorni indicati sul sito siano solari o lavorativi sono già scaduti.
Ricordo che vi ho già precedentemente fornito i miei dati iban nonchè quelli paypal con i quali ho effettuato il pagamento in data 08/10/2009 e che non ho ricevuto più risposte nè a mail nè al telefono nè al fax da me inviato, ma sopratutto non ho ricevuto la restituzione della somma da me versata. Preciso inoltre che l’annullamento dell’ordine è avvenuto a seguito della mancata consegna del prodotto da me richiesto nonostante sul sito fosse indicata dispobilità ampia e consegna in 2 giorni
http://www.twenga.it/opinione-negozio/Recovery-Bios-49219-0-0

Ciao a tutti,
vorrei condividere con voi la mia esperienza con recoverybios.com, dalla quale sto attendendo un rimborso da Settembre 2009, senza alcun esito positivo.
In data 11/09/2009 ho effettuato un ordine dal sito in questione, riguardante una “Console Wii con modifica e balance board” (ordine n. 9976/2009). Ordine pagato immediatamente tramite carta di credito, la cifra era di 360€. Il sito avvisava che l’oggetto era disponibile in magazzino. In realtà dopo svariati giorni l’ordine non era stato evaso.
Avendone diritto da contratto, ho effettuato disdetta dell’ordine in data 22/09/2009 e ho ricevuto conferma della disdetta dell’ordine da parte della società in data 23/09/2009 e 02/10/2009. Mi hanno detto che era stata avviata la procedura di rimborso completo.
I soldi non sono mai stati rimborsati, pur dopo continue sollecitazioni. In data 14 Novembre 2009 il mio avvocato ha diffidato la società a provvedere al rimborso immediato dell’ordine.
Anche alla diffida la società non ha né risposto né provveduto a rimborsare alcunché.
Questa è la mia esperienza con questa società, che mi deve 360€.
Cosa mi consigliate di fare? Vorrei un vostro parere.
Grazie per l’attenzione.
Distinti saluti
http://dilatua.aduc.it/forum/attesa+rimborso+recoverybios+com+quasi+anno_12516.php

Il 24 Giugno acquistati il servizio di riparazione per la mia PS3 60gb; il 2 Luglio mi venne riconsegnata la console che, constatai mio malgrado, era ancora non-funzionante. Mi venne spiegato, in seguito ad una mia sollecitazione, che le lenti specifiche per il mio modello di console non erano più disponibili. Allo stesso tempo venni rassicurato che, tempo 30gg lavorativi, sarei stato pienamente rimborsato. (1)
Ciononostante il 18 Agosto non ero stato ancora rimborsato. In seguito ad un ulteriore sollecito venni contattato dal Dott. Francesco Campa, amministratore di PCBOX S.R.L., il quale, scusandosi di non poter effettuare il rimborso immediatamente causa ferie, ancora una volta mi rassicurò che sarei stato <> rimborsato. (2)
Il primo Settembre, giorno di ritorno dalle ferie, contattati il sito Recoverybios per la terza volta, sollecitando, ormai estenuato e profondamente deluso, il fatidico rimborso. Il giorno dopo ricevetti l’ennesima scarna lettera che mi rassicurava circa la tempistica del rimborso. (3)
Ancora oggi, nonostante gli ulteriori solleciti che sono seguiti nel tempo, e cui non ho più ricevuto risposta, io attendo il rimborso dell’assicurazione trasporto, supplemento riparazione express 24h, sostituzione lente laser per ps3 per un totale di 144.30€.
http://www.ps3-world.it/modchips-e-hardware-playstation-3-sony/19389-la-mia-pessima-esperienza-con-recoveryb

in riferimento a: Recoverybios.com – Leggi le opinioni (visualizza su Google Sidewiki)

Sei Nazioni 2011 – Fatta l’Italia per l’Irlanda

Andiamo a vedere la partita al Busi Pub!

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato oggi la formazione che affronterà l’Irlanda sabato 5 febbraio alle ore 15.30 allo Stadio Flaminio di Roma nella prima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011. L’incontro verrà trasmesso su Sky Sport 2 in diretta con collegamento a partire dalle 14.30 ed in differita in chiaro su La7 a partire dalle ore 16.30 non ché in live blogging qui, su Rugby 1823.

Per la prima giornata del Torneo, il suo quarto sulla panchina della Nazionale, Mallett – unico CT ad aver guidato l’Italrugby in così tante edizioni – conferma integralmente la linea dei trequarti che, nell’ultimo Cariparma Test Match di novembre, aveva superato le Fiji a Modena: Luke McLean ad estremo conquista il suo venticinquesimo cap e divide il triangolo allargato con le ali Andrea Masi e Mirco Bergamasco. Il minore dei fratelli Bergamasco, alla presenza azzurra numero settantasette, è il trequarti azzurro più presente di sempre ed il giocatore italiano con più apparizioni da titolare (trentacinque) nel Torneo.
Confermata anche la coppia di centri protagonista della vittoria di Modena composta da Alberto Sgarbi e Gonzalo Canale. Inedita e tutta targata Benetton Treviso la mediana azzurra, con Kristopher Burton che conquista la maglia numero dieci di apertura ed Edoardo Gori alla mischia: per entrambi si tratta dell’esordio nel 6 Nazioni. Burton e Gori, rispettivamente al quinto ed al terzo cap, tornano a dividere la cabina di regia dopo aver già fatto reparto nel Super 10 2009/2010 con la maglia dei Cavalieri Prato.
In terza linea Mallett punta su un trio di provata esperienza internazionale, con capitan Sergio Parisse numero otto affiancato dai flanker Alessandro Zanni e Josh Sole: in totale, i tre hanno accumulato centosessantacinque caps. In seconda linea Quintin Geldenhuys e Santiago Dellapè fanno coppia invece per la prima volta dal calcio d’inizio, mentre in prima linea Mallett schiera Martin Castrogiovanni a destra, il vice-capitano Leonardo Ghiraldini a tallonatore e Salvatore Perugini a sinistra. Perugini, insieme a Mirco Bergamasco, è il rugbista italiano con più presenze assolute – quarantadue – nel 6 Nazioni.
In panchina Ongaro, Lo Cicero, Del Fava e Bernabò sono gli avanti a disposizione di Mallett, che completa la lista dei ventidue con i mediani Canavosio ed Orquera ed il trequarti Garcia. Sabato al Flaminio l’Italia affronta l’Irlanda per la diciannovesima volta: tre le vittorie italiane, quindici quelle irlandesi. Negli undici scontri diretti nel 6 Nazioni il XV in verde ha sempre battuto gli Azzurri.

ITALIA
15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 24 caps)
14 Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 55 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 61 caps)
12 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 8 caps)
11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 76 caps)
10 Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 4 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 2 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 72 caps) – capitano
7 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 47 caps)
6 Josh SOLE (MPS Aironi, 46 caps)
5 Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 16 caps)
4 Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 60 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 71 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 32 caps)
1 Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 75 caps)
a disposizione
16 Fabio ONGARO (MPS Aironi, 74 caps)
17 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 81 caps)
18 Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 48 caps)
19 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)
20 Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 32 caps)
21 Luciano ORQUERA (Brive, 17 caps)
22 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 18 caps)

in riferimento a: Sei Nazioni 2011 – Fatta l’Italia per l’Irlanda – Rugby 1823 (visualizza su Google Sidewiki)

La Bella Italia…

Vi ricordate di Callisto Tanzi? Bene, non andrà mai in progione per quello che ha fatto.

“Lo scorso 9 dicembre è stato condannato a 18 anni dal tribunale di Parma per il crack del secolo”. Ha rovinato migliaia di persone questo maiale.

“L’ex imprenditore, nel maggio scorso, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano a dieci anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza oltre a 100 milioni di euro da rifondere ai risparmiatori truffati nella vicenda Parmalat.”

“Attualmente vive nella villa della moglie ad Alberi di Vigatto e non è sottoposto a misure restrittive. Avendo più di settant’anni, non dovrà scontare in carcere le condanne quando diventeranno definitive.”

in riferimento a: Cassazione, no all’arresto di Tanzi i giudici dispongono un nuovo esame – Parma – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Perché gli italiani lo perdonano ancora?

Bella domanda, io non lo faccio. Ma anche di fronte all’evidenza i politici sono diventati così sfrontati ed irrispettosi che non se ne andranno mai. Dobbiamo passare alle mani.
Una volta c’era un po’ più di decenza, poi tangentopoli e mani pulite hanno toccato il nervo scoperto, dove era chiaro il rapporto tra politica, imprenditoria e mafia.
Quindi gli imprenditori sono entrati in politica per fermare i giudici, ed ahimeè, ci sono riusciti.
Ed ora non vogliono più andarsene…
Forza povera Italia…

in riferimento a:

“PERCHE’ gli italiani tollerano da così tanto tempo tutto quel che ruota intorno a Silvio Berlusconi? Se questo, e in che misura, rappresenti un punto critico per il nostro Paese se lo chiede il New York Times che al tema dedica un ampia discussione nelle pagine “Room for Debate” dell’edizione online.”
Il NYT e il dibattito su Berlusconi “Perché gli italiani lo perdonano ancora?” – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

IP-calisse, la fine di internet

Questo dovrebbe spaventarci davvero…

Internet, l’annuncio: “Siamo due miliardi”
Ma lo spazio rischia di finire il 2 febbraio
I dati diffusi dalla agenzia Onu per le telecomunicazioni: in dieci anni si è passati da 250 milioni a due miliardi. E il creatore della Rete rilancia l’allarme: “Mancano poche settimane alla fine degli indirizzi Ip”
di ALESSIO SGHERZA

SEMPRE più persone sono connesse a internet e la rete non può più sopportare questa crescita. Questa situazione è descritta da due dati distinti, ma il cui senso si sovrappone: gli utenti connessi a Internet, fa sapere l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Uit), sono oltre due miliardi; anche per questo, il numero di apparecchiature connesse a internet cresce troppo velocemente e lo spazio sta finendo. Tra poche settimane, o anche pochi giorni, gli indirizzi Ip – quella serie di numeri che identificano in maniera univoca un computer connesso alla Rete – saranno terminati.

A lanciare l’allarme è Vinton Cerf, l’uomo considerato il creatore di internet proprio per aver progettato l’infrastruttura tecnologica degli indirizzi Ip. Secondo Cerf rimangono “poche settimane” prima di quella che è stata soprannominata ‘Apocalisse degli Ip’, che in inglese suona meglio: Ipcalypse. Poche settimane che diventano pochi giorni secondo i calcoli dell’azienda Usa Hurricane Electric 1: sono meno di 30 milioni gli indirizzi disponibili e, al ritmo sostenuto con il quale vengono riempiti, la fine arriverà intorno alle 4 del mattino del 2 febbraio. Fra una settimana.

I dati. Nel 2000 il mondo della Rete era ancora una nicchia, a livello mondiale: solo 250 milioni di persone avevo l’accesso a internet. Oggi quei numeri sono lievitati e hanno superato i 2 miliardi di persone. Questa crescita impetuosa ha ripercussioni sul problema degli Ip, di cui il mondo è affamato.

Dagli anni ’80 la crescita è stata continua e tendenzialmente stabile. Ma negli ultimi anni c’è stata un’impennata: più persone, connessioni senza limite di tempo (e quindi indirizzi Ip praticamente fissi) e più apparecchiature – cellulari, smart grid e anche auto intelligenti – online 24 ore al giorno hanno richiesto una ‘spesa’ in termini di Ip sempre maggiore. Portando al limite del collasso denunciato da Cerf e da molti altri.

Il problema è tecnico, ma le conseguenze sono evidenti. La questione è lo standard IPv4, ideato nel 1977 da Vinton Cerf e nato effettivamente nei primi anni ’80. L’IPv4 stabilisce come ogni apparecchio collegato alla rete è identificato e lo fa attraverso una sequenza di numeri come 213.92.87.37: Ogni blocco di cifre ha un valore massimo di 255 che dà vita a 4,3 miliardi di combinazioni possibili.

“E’ tutta colpa mia – ha spiegato Vint Cerf in una recente intervista – quando abbiamo pensato al sistema degli indirizzi Ip pensavamo a un esperimento. E pensavamo che 4,3 miliardi di indirizzi per un esperimento bastassero”. Per fortuna Internet non è stato solo un esperimento, ma ora bisogna risolvere il problema: “Chi poteva immaginare – continua Cerf – di quanto spazio avremmo avuto bisogno?”.

Una soluzione già esiste, ed esiste da anni. Negli anni ’90, quando si è capito che Internet non sarebbe stata una bolla, è nata l’evoluzione dell’IPv4: l’IPv6 è una chiave a 128bit (contro i 32 dell’IPv4) e garantisce oltre un miliardo di quadriliardi di combinazioni (ovvero un numero di 38 cifre). Ma i provider di servizi internet e le grandi aziende non si sono ancora messe al passo con i tempi e non tutte sono pronte a implementare il nuovo standard.

Niente paura: al termine della disponibilità, Internet non si spegnerà. Ma si rallenterà il suo ampliamento, alcuni apparecchi potrebbero dover condividere lo stesso indirizzo Ip (e sarebbero indistinguibili dall’esterno) e le performance diminuiranno lentamente. “Gli utenti – spiega Axel Pawlik, managing director del Ripe Cnn, l’ente europeo che gestisce gli Ip – non noteranno effetti nel futuro prossimo”. Ma i due standard sono incompatibili quindi “prima o poi si avranno difficoltà a raggiungere siti in IPv6 se

in riferimento a: Internet, l’annuncio: “Siamo due miliardi” Ma lo spazio rischia di finire il 2 febbraio – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Bondi, la Camera respinge mozioni sfiducia

Sempre più difficile essere italiani, non si riesce neanche a mandare via chi stà distruggendo il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese.
Inutile girarci in tondo, la Cultura non e’ certo un valore capitalistico, repubblicano, o semplicemente di destra.

“Idv: “Ministro meriterebbe metaforico calcio nel sedere”. Il ministro Bondi meriterebbe ”un metaforico calcio nel sedere”, ha detto nel suo intervento il deputato dell’Italia dei Valori Pierfelice Zazzera, scatenando la reazione dei parlamentari della maggioranza. Urla, fischi e parole poco gentili all’indirizzo del dipietrista che in aula ha attaccato il ministro definendolo tra l’altro ”giullare di corte”. “Lei è il peggior ministro della Cultura – ha detto Zazzera -, e disonora il Paese”. Il deputato Idv ha poi letto in Aula alcuni stralci di intercettazioni che riguardano i lavori di restauro degli Uffizi. Ha citato testualmente alcuni passaggi, riportando anche una parolaccia, per la quale è stato immediatamente richiamato da Fini.”

in riferimento a:

“ROMA – Con 314 no contro 292 sì (due gli astenuti) sono state bocciate alla Camera le mozioni di sfiducia, presentate dall’opposizione, nei confronti del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. I presenti al voto erano 608, i votanti 606, la maggioranza richiesta 304.”
Bondi, la Camera respinge mozioni sfiducia Il ministro: “La cultura? Uccisa dalla sinistra” – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Da antisemitismo a zyklon il vocabolario dell’orrore

IO NON DIMENTICO!

Le parole da conoscere sulla folle piano nazista per eliminare ebrei, disabili, Rom e omosessuali in quanto considerate persone ‘non adatte’ a far parte del disegno di creare uno stato razzialmente puro

ANTISEMITISMO – Movimento ideologico, politico, religioso di ostilità nei confronti degli ebrei, fondato su una serie di pregiudizi. Il termine “antisemitismo”, inventato nel 1879 da Wilhelm Marr, un pubblicista tedesco, si è sempre riferito ai soli ebrei, e non ad esempio anche agli arabi, a rigore anche loro appartenenti al ceppo semitico.

ARIANI – “Signori dello spirito”, popolo originario dell’altopiano del Tibet. Secondo le teorie razziali naziste, era ritenuto geneticamente puro e immune da contaminazioni con altri popoli. In Europa i tedeschi ne sarebbero stati in qualche modo i discendenti.

AUSCHWITZ – Complesso di campi nella Polonia occupata dai tedeschi, costituito da un campo di concentramento (Auschwitz 1), un campo di lavoro (Buna-Monowitz o Auschwitz 3) ed il più grande campo di sterminio nazista (Auschwitz 2 o Auschwitz-Birkenau). Ad Auschwitz furono uccise tra 1,1 e 1,3 milioni di persone, delle quali il 90% erano ebrei.

BERGEN-BELSEN – Campo nazista nella Germania centrale, ricordato anche per le crude immagini riprese al momento della liberazione da parte degli Alleati angloamericani. Le condizioni di vita del campo erano durissime, tanto che nelle prime settimane dopo la liberazione del campo morirono più di 13.000 persone.

BUCHENWALD – Campo di concentramento nazista in Germania, istituito nel 1937, fu uno dei principali centri di lavoro forzato.

CAMPI DI CONCENTRAMENTO – Luoghi in cui le persone venivano confinate a causa della loro identità, comportamento o convinzioni. La maggior parte dei campi di concentramento nazisti fu utilizzata per lo sterminio di massa delle popolazioni civili, in particolare per gli ebrei e come centro per il lavoro forzato.

CAMPI DI STERMINIO – Luoghi in cui uccidevano i deportati, spesso tra atroci sofferenze, per la fame e le atrocità a cui erano sottoposti. I corpi delle persone morte venivano bruciati o sepolti in fosse comuni; i campi di sterminio furono istituiti per lo sterminio razziale, in particolare ebraico. (segue)

DACHAU – Il primo dei campi di concentramento nazista, istituito nel marzo 1933, fu tra gli ultimi ad essere liberato il 28 e 29 aprile 1945.

DISABILI – Il genocidio delle persone disabili iniziò con l’eliminazione di alcuni pazienti (peraltro di nazionalità tedesca) e culminato con una scientifica pianificazione denominata Aktion T4 – che ha provocato l’uccisione di 70.000 persone – è proseguito poi con un programma di eutanasia selvaggia utilizzato da quei medici che accolsero completamente la logica nazista e la attuarono all’interno delle strutture ospedaliere in cui operarono, provocando altre migliaia di vittime. Dall’autunno del 1939 e fino all’agosto del 1941 il programma di sterminio delle persone disabili si attuò in sei centri di uccisione appositamente istituiti (Hartheim, Sonnestein, Grafeneck, Hadamar, Brandeburgo, Bernburg) per poi proseguire, fino all’aprile del 1945, all’interno degli Istituti di cura e nei campi di concentramento e di sterminio.

EBREO – Chi professa la religione ebraica o chi appartiene al popolo ebraico. Il termine risale ad Abramo, il nome del primo patriarca.

ESPERIMENTI – Nel contesto della Shoah , i medici tedeschi eseguirono prove di tipo pseudoscientifico utilizzando come cavie migliaia di deportati nei campi. Molto spesso queste pratiche portavano alla morte dei deportati dopo atroci sofferenze e mutilazioni fisiche.

EUTANASIA – Il “Programma Eutanasia” fu lanciato dal regime nazista al termine di una ossessionante campagna propagandistica: handicappati fisici e mentali dovevano essere ‘liberati’ dalle loro sofferenze. Decine di migliaia di persone, ‘colpevoli’ di offuscare l’immagine del superuomo nazista, furono eliminate, in gran parte nel castello di Harteim, a pochi chilometri da Mauthausen.

GESTAPO – Acronimo di “Geheime Staatspolizei”, “Polizia segreta di Sta

in riferimento a: Da antisemitismo a zyklon il vocabolario dell’orrore – Roma – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Sei Nazioni 2011, il calendario

La grande novità è la partenza. Il primo match del prossimo RBS Six Nations, infatti, si disputerà il venerdì sera e vedrà di fronte Galles e Inghilterra. Questa la piccola rivoluzione ovale che ci aspetta tra un anno. Per noi italiani, invece esordio classico in casa con l’Irlanda in 5 febbraio, poi trasferta in Inghilterra il 12, di nuovo a Roma il 26 contro il Galles. In marzo, invece, a Roma arriva la Francia il 12 e gran finale a Edimburgo sabato 19 marzo.

RBS Six Nations Fixture Schedule 2011
tutti gli orari sono italiani

Venerdì 4 febbraio – Galles v Inghilterra – 20.45
Sabato 5 febbraio – Italia v Irlanda – 15.30
Sabato 5 febbraio – Francia v Scozia – 18.00

Sabato 12 febbraio – Inghilterra v Italia – 15.30
Sabato 12 febbraio – Scozia v Galles – 18.00
Domenica 13 febbraio – Irlanda v Francia – 16.00

Sabato 26 febbraio – Italia v Galles – 15.30
Sabato 26 febbraio – Inghilterra v Francia 18.00
Domenica 27 febbraio – Scozia v Irlanda 16.00

Sabato 12 marzo – Italia v Francia – 15.30
Sabato 12 marzo – Galles v Irlanda – 18.00
Domenica 13 marzo – Inghilterra v Scozia – 16.00

Sabato 19 marzo – Scozia v Italia – 15.30
Sabato 19 marzo – Irlanda v Inghilterra – 18.00
Sabato 19 marzo – Francia v Galles – 20.45

in riferimento a: Sei Nazioni 2011 – Ecco il calendario delle partite! – Rugby 1823 (visualizza su Google Sidewiki)

No al Nucleare, si all’Acqua Pubblica!

Pronti a votare!!!

“A passare il vaglio di costituzionalità sono stati il quesito proposto per cancellare le norme in materia di “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito” (a proporlo è stato il Comitato ‘Siacquapubblica’ 2 che raccoglie giuristi quali Stefano Rodotà e Gaetano Azzariti) e quello per cancellare le norme sulle procedure di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici locali di rilevanza economica fissate dal decreto Ronchi-Fitto.”

“Ammesso, come detto, anche il quesito promosso dall’Italia dei valori per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali nucleari.”

in riferimento a:

“Ammesso, come detto, anche il quesito promosso dall’Italia dei valori per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali nucleari.”
Acqua ai privati e nucleare dalla Consulta ok a tre quesiti – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

O Roma O Marte!

Curzio Maltese ci da’ dentro di brutto, ma come dargli torto?

“Del resto, come potrebbe Gianni Alemanno darla vinta a Tremonti, che ha sempre cordialmente detestato, e mollare i suoi fedelissimi? Camerati che sbagliano, certo. Ma pur sempre camerati. E torniamo a quel giorno di primavera, alle braccia levate nel saluto. In piazza a festeggiare c’era lo stato maggiore di Alemanno, il manipolo schierato come nella formazione classica a testuggine, con in capo gli ardimentosi luogotenenti, il deputato Fabio Rampelli e il senatore Andrea Augello. Rampelli, ex responsabile del servizio d’ordine del Fronte della Gioventù, campione di nuoto e ora di risse parlamentari, capo della setta evoliana dei Gabbiani, pare ancora attiva dalle parti di Colle Oppio, dove si riuniva per inscenare riti esoterici che avrebbe fatto la gioia del Corrado Guzzanti di “Fascisti su Marte”. E’ laureato in architettura ed è un po’ l’Albert Speer di Alemanno, quello che suggerisce le sparate marinettiane tipo abbattere con la dinamite Tor Bella Monaca e il Corviale. Odia i lavori di Meyer e Renzo Piano. Non ha mai digerito la restituzione della stele di Axum agli etiopi e la sconfitta di El Alamein, che commemora ogni anno come vi avesse preso parte. “

in riferimento a:

“Come dimostra la “parentopoli”, gli ex fascisti si sono adeguati alla peggiore politica”
In bancarotta e con l’incubo Tremonti fallisce il sogno dei “bravi camerati” – Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)

Italia più corrotta del Ghana

Come ogni anno la società ONG indipendente Transparency International stila una classifica dei paesi meno corrotti al mondo. I primi cinque paesi al mondo meno corrotti sono Danimarca, Nuova Zelanda, Singapore, Finlandia e Svezia.
L’Italia si attesta al 67° posto, peggio dello scorso anno.

La notizia viene riportata anche dal sito ANSA:
“BERLINO – L’Italia scende ancora nella classifica di Transparency International (Ti) sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione, che quest’anno la vede al 67/mo posto a livello mondiale con 3,9 punti, dopo il Ruanda (66/mo posto, 4 punti) e solo un gradino sopra la Georgia (68/mo posto, 3,8 punti).
Rispetto al 2009, quando era al 63/mo posto con 4,3 punti, l’Italia perde così quattro posizioni. In testa alla graduatoria, presentata oggi a Berlino, ci sono – a pari merito – Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, tutte con 9,3 punti, seguite da Finlandia e Svezia (9,2 punti ciascuna) e dal Canada (8,9 punti).
L’indice di Ti misura la ‘percezione della corruzione’ che manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici si fanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media. La Somalia, con 1,1 punti, è in coda alla classifica di 178 paesi esaminati, preceduta da Afghanistan e Myammar (1,4 punti). Il punteggio dell’Italia “non sorprende più di tanto – ha commentato in un comunicato la sezione italiana di Transparency International -, in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti politici di ogni schieramento”.”

Sembra che ai media controllati da Mediaset questa notizia non interessi.
Su “Il Giornale” si parla solo di una campagna diffamatoria ai danni del Primo Ministro Italiano orchestrata da una sedicente organizzazione comunista tedesca.

in riferimento a: Transparency International – the global coalition against corruption (visualizza su Google Sidewiki)

I giornalisti e The Internets.

Un giornalista della Repubblica.it scrive:

“Un senza tetto ripreso per caso nella metropolitana di New York diventa il nuovo idolo della Rete: l’uomo si siede alla sua batteria immaginaria, sistema con cura i piatti e i tamburi inesistenti e poi si lancia in una straordinaria performance silenziosa come se fosse sul palco del vicino Madison Square Garden. L’azzeccata colonna sonora – il brano Dirty Cartoons della rock band indie Menomena – è stato aggiunto e sincronizzato dall’autore del video
A cura di Pier Luigi Pisa “

Eppure basta una piccola ricerca su internet per scoprire che quello e’ un piccolo estratto del video completo originale dei Mnomena:

“What appears to be a thorough examination of a homeless man in the subway, turns into an air-drumming jam session that ends almost the second it gets started.
There is beauty in the rough collection of voices from Brent Knopf, Justin Harris, and Danny Seim. All band members share signing duties and play in the unorthodox style of swamping instruments from time to time. Although this is a significantly shorter version of the original 4 minutes and 53 seconds, it’s a video worth seeing. If you haven’t heard the full version of the song make sure you take the time to enjoy it.
The song is off of their latest album Mines from Barsuk Records, and the video was posted on Pitchfork earlier this week.”
http://beatcrave.com/2010-08-13/best-new-music-video-of-the-week-menomena/

Se non sai usare The Internets, allora non scriverci sopra.

in riferimento a: New York, l’esibizione alla batteria immaginaria – Video – RepubblicaTv – la Repubblica.it (visualizza su Google Sidewiki)