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Frankie Hi-NRG MC, prima e dopo

io Frankie Hi-NRG MC l’ho sempre ammirato, prima e dopo.

Prima, all’inizio, quando l’hip-hop ha iniziato ad essere fatto in italiano, ricordo le serate attaccato a RadioDue ad ascoltare tramite il deejay Mixo questi gruppi come gli Isola Posse All Stars (Stop al Panico e’ del 1991).

Frankie, prima, c’era, era il 1992 e lui cantava “Fight da faida”, “brano contro le mafie in generale e la corruzione e che ha portato il rapper ad essere criticato da parte del mondo dei centri sociali, critiche alle quali ha risposto affermando che il ruolo del rapper è di insegnare a tutti e in tutti i luoghi.”

E Frankie c’era anche dopo.

Ed invece la gente tipo Neffa? “Dopo una prima esperienza come batterista in gruppi hardcore negli anni novanta, è considerato uno dei precursori dell’hip hop in Italia e uno dei massimi esponenti del rap italiano,[2] genere abbandonato gradualmente nel corso degli anni.”

Prima…

Dopo…

Fate voi.

Tutti quanti voglion fare Jazz

Uno degli aspetti più interessanti dello studio della Magia è che e’ una disciplina trasversale, abbraccia molti argomenti e molte modalità di pensiero, ed allena il cervello a ragionare in modo parallelo e su più livelli.

Per esempio, quando un prestigiatore deve organizzare e/o preparare uno spettacolo chiede sempre davanti a chi si esibirà ed in che condizioni, in un teatro? un salone? all’aperto? davanti a bambini o adulti? quante persone? donne, uomini? è un evento aziendale o la festa del paese? di giorno? di notte? …

Tutte queste variabili vengono poi elaborate dal performer e da chi organizza lo spettacolo per poter confezionare un intrattenimento adatto e funzionale al pubblico che assisterà all’esibizione.

Questo succede nella Magia, ma in altri campi? Per esempio nella musica?

Al mio paesello qualche giorno fa e’ stato organizzato un concerto Jazz, molto interessante, musicisti bravissimi e di fama, ma credo gli organizzatori non abbiano valutato bene la situazione.

L’ambiente era il cortile di un locale pubblico, concerto gratuito, alla sera, ingresso gratuito. Un bel pubblico variegato, non da jazz club fumoso (una volta!).

Ed i musicisti sono partiti con un bebop / hard bop che alle volte sembrava volesse sfociare nel free jazz. Io in po’ di musica me ne intendo abbastanza, non tantissimo di Jazz (vado pazzo per Art Pepper), ed ho fatto fatica a seguire. I bambini zero. La maggior parte della popolazione forse confuso.

Ripeto, il concerto molto bello, musica di qualità, ma la percezione e’ stata che i musicisti erano davvero molto bravi, ma alla fine che “il Jazz è noioso”. Forse chi ha pensato al concerto non ha valutato bene la situazione ed il contesto.

Se un concerto di musica Jazz viene fatto per un pubblico “profano”, allora devono essere scelti pezzi più orecchiabili e preferire l’armonia al virtuosismo.

Nella Magia la situazione è identica. Se si ha davanti un “collega” puo’ andare bene eseguire quella destrezza complicatissima o quella procedura sfiancante e ripetitiva. Un prestigiatore potrebbe apprezzare. Se ci si trova in pizzeria, a fare “table hopping” forse un “ding-dong” ci puo’ stare.

Fonte http://www.prestigiazione.it/wp/tutti-quanti-voglion-fare-jazz/

Cranberries paranoia.

Oggi ascoltando la radio in camera di nostro figlio abbiamo trovato una radio, qui in piemonte, tra gli 88mhz e i 92 mhz che trasmetteva Tomorrow dei Cranberries. E lo ha fatto per due ore di fila, giuro, dopo il primo quarto d’ ora pensavo di avere un’allucinazione acustica. Mia moglie puo’ confermarlo.

Frankie Hi NRG MC – Fight da Faida (Original)

Padre contro figlio
fratello su fratello
partoriti in un avello
come carne da macello
uomini con anime
sottili come lamine
taglienti come il crimine
rabbiosi oltre ogni limite
eroi senza una terra
che combattono una guerra
tra la mafia e la camorra
Sodoma e Gomorra
Napoli e Palermo
succursali dell’inferno
divorate dall’interno
in eterno
da un tessuto tumorale
di natura criminale
e mentre il mondo sta a guardare
muto senza intervenire
Basta alla guerra fra famiglie
fomentata dalle voglie
di una moglie colle doglie
che oggi dà la vita ai figli
e domani gliela toglie
rami spogli dalle foglie
che lei taglia come paglia
e nessuno se la piglia:
è la vigilia
di una rivoluzione
alla voce del Padrino
ma don Vito Corleone
oggi è molto più vicino:
sta seduto in Parlamento
E’il momento
di sferrare un’offensiva
terminale decisiva
radicale distruttiva
oggi uniti più di prima alle cosche
fosche attitudini losche
mantenute dalle tasse
alimentate dalle tasche:
basta una busta
nella tasca giusta
in quest’Italia così laida
you gotta fight da faida!

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!

Sud non ti fare castrare
dal potere criminale
che ti vuole fermare:
guastagli la festa
abbassagli la cresta
guarda la sua testa
rotolare nella cesta
Libera la mente da ogni assurdo pregiudizio:
è l’inizio della fine del supplizio
che da secoli ti domina
ti ingoia e ti rivomita
potere di quei demoni
che noi chiamiamo “uomini”
che uccidono altri uomini
che sfruttano noi giovani
che tagliano le ali
agli angeli più deboli
Potere che soggioga
potere della droga
potere di uno Stato
che di tutto se ne frega:
strage di Bologna Ustica Gladio
cumuli di scheletri ammassati in un armadio
Odio il tuo seme germoglia nella terra
fecondato dal sangue della guerra
e la camorra indomita ricca e strafottente
continua ad uccidere la gente
Tombe ecatombe
esplosioni di bombe
raffiche di mitra
falcidia di bande
Cosenza Potenza
carne morta in partenza
consacrata alla violenza
senza opporre resistenza
Alpi Salento
un solo movimento:
pugni sul sistema
pretendiamo un cambiamento;
ridateci la terra
basta con la guerra
Dalla strada l’intifada
you gotta fight da faida!

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!

Tri tri tri setti fimmini e un tarì
u’ tarì ch’è pocu pocu
setti fimmini e u’baccocu
u’ baccocu è duci duci
setti fimmini e la nuci
e la nuci è dura dura
setti fimmini e la mula
e la mula avi li denti
setti fimmini e u’ serpenti
e u’ serpenti è avvilinatu
setti fimmini e u’ granato
e u’ granato è a coccia
a coccia setti fimmini e la boccia
e la boccia è sciddicusa
setti fimmini e la busa
e la busa è fina fina
setti fimmini e l’antrina
e l’antrina ecca acqua
setti fimmini e la vacca
e la vacca avi li corna
setti fimmini e la donna
e la donna scinni i’ scali
setti fimmini e u’ rrinali
e u’ rrinali è tunnu tunnu
setti fimmini e lu munnu
e lu munnu è tri tri tri
setti fimmini e un tarì

you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight da faida!
you gotta fight…fight…fight…

you gotta fight
you gotta fight da faida!

Isola Posse All Stars – Stop al Panico!

Rit.:
Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…

Papa Ricky:
Apri la mente, scuotila per capire
non c’è ragione, non aspettare di morire,
scopri l’inganno, il piano per impaurire,
una città segnata dal dolore… Scegli!
il modo giusto per cancellare
questo panico che vogliono far crescere
cerca di capire bene cosa voglio di-di-di DIRE!
C’è qualcuno che ci vuol far morire
prima che nel corpo, nell’anima, nel cuore
e qualcun’altro che sa cosa fare
perché è il momento buono per approfittare
de-della paura costruita col fucile
pronti come avvoltoi per colpire
radere al suolo, chiudere sgomberare
centri sociali e case occupate… CHIARU!

Speaker Dee Mo:
Bologna anche questa volta Bologna
rossa di vergogna e sangue non sogna più
anni e anni di cazzate tipo “isola felice”
non han fatto che danni…
Bologna è solo il buco del culo del mondo,
c’è chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato e va fondo
c’è chi “vive” nove in una stanza, chi incassa,
chi vive da schiavo, chi intasca tangenti, chi spaccia:
questa è l’altra faccia della medaglia
e qui di nuovo i mandanti nascosti e la tensione,
la diffidenza, la divisione cade l’illusione, cade, cade in un agguato:
pioggia di piombo, sangue sul selciato, ma come per piazza Fontana,
sono io la bestia e non qui figli di puttana…

Rit.:
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…

Deda MC:
Stop al panico, la mia posizione:
è una mossa pura e semplice di controinformazione
non si parli, non si scriva di un Bronx rinato… Un episodio isolato?
Lì fuori non c’è una belva furiosa uscita nella notte
da una tana misteriosa:
il mistero è risolto, l’incomodo è tolto,
abbiamo foto e nomi dei mandanti senza volto.
Pagine e pagine di allarmismi letali,
di scuse, cordogli, ipotesi tutte uguali
a cui sfugge di nuovo la connessione sicura
la connessione c’è… è la paura!
Dura da tempo come il granito,
il momento di scalfirla non è ancora finito
non sciupare parole e falsi rimpianti
tre in una volta non son poi così tanti!

Gopher D:
Panico sei tu, che giudichi e scegli,
le tue vittime i tuoi facili bersagli
NO! È un prezzo che non posso pagare,
mettilo nel culo quel dito inquisitore.
Sono sempre in piedi, reagisco ai tuoi colpi,
l’ipocrisia colpisce quando ti volti
con sgomberi infami che non soffocano l’azione:
è il panico che crea giustificazione.
Panico, nelle strade tra la gente,
guardami in faccia, usa la tua mente,
per sciogliere le reti gettate su chi muore,
sull’ennesima casa che sarà da demolire.
Ascolta! Il vero assassino è chi manovra
i tuoi pensieri, le tue lacrime
non basta celebrare il dolore…
Guardati intorno è inutile sognare!!!

Rit.:
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…

Hai ascoltato i fatti, senza omissis Attenzione!
Il panico fa comodo a chi vuole tensione
pensaci cento, mille volte, pensaci bene bene,
mai ti senti sicuro, mai e questo che ti si chiede
hai l’indice puntato su chi? O sei indicato?
Segno che ci sei cascato!
Questo è lo scopo del gioco nascosto
non ci è dato sapere chi l’ha inventato
ma chi vince o chi perde è una questione di pelle
o di razza, cultura: è una fregatura!
Perché un vecchio gioco e nostalgia,
è il manganello della polizia… (speciale)
È una strategia, chi ha capito ha capito.
Usa la testa, mostragli il dito!
Violenza, violenza genera violenza
stop al panico-panico:
uniti è una potenza!!!

Rit.:
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…
Stop! Stop! Stop! Stop al panico…

Ciao Mino!

Beniamino “Mino” Reitano
(Fiumara, 7 dicembre 1944 – Agrate Brianza, 27 gennaio 2009)

E’ morto questa sera dopo una lunga malattia Mino Reitano. Il cantante, 64 anni, si è spento nella sua abitazione di Agrate Brianza, assistito dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena. Era malato da due anni, ed era stato sottoposto a un intervento chirurgico un anno e mezzo fa e, successivamente, nello scorso novembre. I funerali del cantante, che lascia anche un’altra figlia, Grazia Benedetta, si svolgeranno giovedì alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.

Reitano era nato a Fiumara, in provincia di Reggio Calabria, e si era trasferito giovanissimo in Germania. Proprio qui, in un locale di Amburgo, si era esibito sullo stesso palcoscenico insieme a un gruppo che all’epoca si chiamava Quarrymen e nel giro di pochi anni sarebbe famoso in tutto il mondo con il nome di Beatles. Nel 1966 il debutto al festival di Castrocaro, e l’anno successivo a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti, Non prego per me. Nel ’68 era arrivato al primo posto della hit parade italiana con una sua composizione, Avevo un cuore che ti amava tanto, seguito da un altro successo, Una chitarra cento illusioni. Nel 1971 aveva vinto un Disco per l’estate con Era il tempo delle more. Con quello che aveva guadagnato aveva comprato la tenuta in Brianza, dove ha vissuto fino alla fine assieme alle famiglie dei fratelli.

Per otto anni aveva partecipato a Canzonissima, la più importante manifestazione canora televisiva degli anni Settanta, arrivando sempre in finale e classificandosi ai primi posti. In quel periodo aveva scritto anche canzoni per Mina e Ornella Vanoni. Nel 1988 era tornato al Festival di Sanremo con la canzone Italia e aveva ottenuto il sesto posto. Sempre a Sanremo nel ’90, aveva presentato Vorrei. In seguito aveva partecipato ad altri spettacoli televisivi e, nel ’91, ancora a Sanremo con Ma ti sei chiesto mai. Dal ’93 in poi tournée negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in altri Paesi.

In un’intervista all’Unità del ’92 si era definito come “un ignorante che si è fatto da solo”. “Mia moglie che ha studiato mi ha dato una mano. Ma ho capito che per riuscire a sopravvivere dovevo studiare. Ho fatto anche un corso di dizione per non far pesare troppo le mie origini calabresi”, aveva aggiunto.

Pippo Baudo lo ricorda così: “Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico. Nonostante il finale tragico e la sofferenza che durava da parecchi anni, Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall’anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista”.

Parole molto affettuose per il cantante scomparso anche dal collega e amico Little Tony: “Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo, mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L’anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era già malato”.

Affetto anche nelle parole di Massimo Ranieri: “Avrei dovuto chiamarlo proprio oggi – racconta – per me era come un fratello maggiore. Eravamo tutti e due del Sud e per lui provavo grande stima e un affetto sincero. Era la purezza in persona e questo colpiva il pubblico, quella sua bontà e modestia. Era partito dalla Calabria ed era andato in Germania per cantare le nostre canzoni. Mi mancherà molto”. repubblica.it

Best of Bootie 2007

“Il mash-up è una tecnica musicale che consiste nella miscela di due o più canzoni (anche appartenenti a generi differenti) mediante l’uso di campionatori, anche in versione software, oppure di giradischi, sovrapponendo alla base (detta anche instrumental) il cantato (ovvero l’accappella) con l’aggiunta di vari effetti tipici della musica elettronica (ad es. scratch).

Al fenomeno del mash-up è stato dedicato anche un programma televisivo su MTV (MTV Mash), nel quale Vj miscelavano, anziché canzoni, video musicali.

Al mash-up è spesso associata l’idea di bootleg; questo perché i mash-up spesso vengono stampati su white label illegalmente, cioè senza l’autorizzazione del detentore dei diritti del brano, e vengono quindi definiti bootleg, o con termine dispregiativo “tarocchi”. Si trovano tuttavia molti mash-up legali, in quanto è una tecnica che sta diventando sempre più usata da molti dj anche al livello internazionale, ottenendo così anche l’interesse delle case discografiche. É il caso dei “2 MANY DJ’S”, DJs di fama mondiale, che hanno portato alla ribalta il fenomeno.

Il Mash-up è oggi asssai diffuso sul web e in Youtube ha trovato la propria vetrina ideale.” [wikipedia]

Oggi mi sono imbattuto in un sito di musica mash-up (chiamata anche bootleg recording o bastard pop), e ho trovato questa fantastica compilation, enjoy!

Best of Bootie 2007

1. Earworm – Bootie Intro

2. Party Ben – Galvanize The Empire (Chemical Brothers vs. John Williams) – San Francisco

3. A plus D – Pour Some Hot Sugar (Mims vs. Def Leppard) – San Francisco

4. Party Ben – Tender Umbrella (Rihanna vs. General Public) – San Francisco

5. Go Home Productions – Passenger Fever (Peggy Lee vs. Iggy Pop) – Watford, UK

6. DJ Moule – Sympathy For Teen Spirit (Rolling Stones vs. Queen vs. Nirvana) – Bordeaux, France

7. Copycat – Fade To Pretty Vacant (Visage vs. Sex Pistols vs. The Charlatans vs. Fun Lovin’ Criminals vs. Nouvelle Vague) – Sweden

8. Matt Hite – Me & Yoo & Yazoo (Cassie vs. Yazoo) – San Francisco

9. Earworm – Funky Goes To Hollywood (Wild Cherry vs. Frankie Goes To Hollywood) – San Francisco

10. A plus D – Standing In The Way Of Connection (The Gossip vs. Elastica) – San Francisco

11. The Illuminoids with Donita Sparks – Pretend We’re Alala (L7 vs. CSS) – Los Angeles

12. DJ Paul V. – Phantom On The Bottom (The Lady Tigra vs. Justice) – San Francisco

13. Earworm – Say It Right Away (Nelly Furtado vs. The Egg vs. Madonna) – San Francisco

14. team9 – Britney – Dead Or Alive? (Britney Spears vs. Dead Or Alive vs. Daft Punk) – Perth, Australia

15. King Of Pants – Detox (Amy Winehouse vs. Britney Spears) – Seattle

16. DJ Paul V. – Tequila Lip Gloss (Lil Mama vs. The Champs) – Los Angeles

17. Lobsterdust – Walkin’ Out Yo Girlfriend (Unk vs. Avril Lavigne vs. Toni Basil) – New York City

18. A plus D – Don’t Stop Believin’ In Planet Rock (Journey vs. Afrika Bambaataa) – San Francisco

19. DJ Topcat – More Than On Point (House of Pain vs. Boston) – Seattle

20. Divide & Kreate – Illiterate City (Jackson 5 vs. Guns N’ Roses) – Sweden

21. DJ Magnet – Love Comes Running Up That Hill Gently (Placebo vs. Pet Shop Boys vs. Kate Bush) – Denver

Scarica qui!

Judge Dread – Je T’Aime (Moi Non Plus)

Judge Dread era un cantante reggae e ska inglese che ebbe fama negli anni ’70, riuscendo a portare in classifica ben 11 brani. Il suo stile era particolare, molte canzoni con riferimenti vagamente sessuali, ma tutte con una vena spiccata di humor inglese, e mai volgari.
Divenne così famoso che suono in concerti con i The Wailers e Desmond Dekker.
Era anche un’ottimo scrittore di canzoni, tanto e’ che Elvis Presley avrebbe dovuto incidere un suo pezzo nel natale del 1977 (Elvis moriì nell’agosto del 1977).
Alexander Minto Hughes, questo il nome di Judge Dread, morì nel 13 marzo 1998, all’etaà di 52 anni, mentre scendeva dal palco dopo una sua esibizione.

Je T’Aime (Moi Non Plus)
[Woman]: “Hello, what’s your name?”
[Judge Dread]: “Dread”
[W]: “Not Judge Dread?”
[J.D.]: “Yes, that’s right”
[W]: “Oh, I’ve always wanted to meet you”
[J.D.]: “Oh really, why?”
[W]: “Oh, I’m a really big fan of yours”
[J.D.]: “That’s very nice of you to say that”
[W]: “Is It true?”
[J.D.]: “Is what true?”
[W]: “What they say about big nine”
[J.D.]: “Well, I think you’d better have a look for yourself”
[zipping noise]
[W]: “Oh, it’s true, it’s true! Come on Dread, get ‘em off”
[J.D.]: “No, what do you take me for!”
[W]: “Come on, don’t be shy”
[sighing]
[W]: “Now doesn’t that feel better?”
[J.D.]: “Oh yes, those bloody boots were killing me!”
[W]: “Here, look at this”
[J.D.]: “Oh my god, I don’t believe it!”
[W]: “Oh come on, touch it”
[J.D.]: “You must be bloody jokin’, you’re not even a proper woman! You’re a geezer dressed up! Youre one of those Trans… What do they call ‘em… Transvestites!”
[W, in a deep voice]: “Oh come on dear, this is 1975”
[J.D.]: “Oh I don’t know, every time I come out, every bloody time, it always ends up in sillys!”
[W, in a deep voice]: “Come home and give me love please”
[J.D.]: “I’ll tell you what, I’ll give you bloody love! I’ll give you the rough end of a pinapple! Go on, fuck off!”
[W, sobbing in a high voice]: “Nasty man you”
[J.D.]: “Away!”
[W]: “What?”
[J.D.]: “Take your soddy handbag with you!”
[W]: “And I’m not going to buy anymore of your records! Fuck off!”
Ascolta il brano.

“Weird Al” Yankovic – White & Nerdy


They see me mowin’ my front lawn
I know they’re all thinkin’ I’m so
White and nerdy

Think I’m just too white and nerdy
Think I’m just too white and nerdy
Can’t you see I’m white and nerdy
Look at me I’m white and nerdy

I wanna roll with the gangstas
But so far they all think I’m too
White and nerdy

Think I’m just too white and nerdy
Think I’m just too white and nerdy
I’m just too white and nerdy
Really, really white and nerdy

First in my class here at MIT
Got skills, I’m a champion at D&D
M.C. Escher, that’s my favorite M.C.
Keep you’re 40, I’ll just have an Earl Grey tea
My rims never spin, to the contrary
You’ll find that they’re quite stationary
All of my action figures are cherry
Stephen Hawking’s in my library

My MySpace page is all totally pimped out
Got people beggin’ for my top eight spaces
Yo, I know pi to a thousand places
Ain’t got no grills but I still wear braces
I order all of my sandwiches with mayonnaise
I’m a wiz at Minesweeper, I could play for days
Once you’ve see my sweet moves, you’re gonna stay amazed
My fingers movin’ so fast I’ll set the place ablaze

There’s no killer app I haven’t run (run)
At Pascal, well I’m number one (one)
Do vector calculus just for fun
I ain’t got a gat, but I got a soldering gun (what?)
Happy Days is my favorite theme song
I could sure kick your butt in a game of ping pong
I’ll ace any trivia quiz you bring on
I’m fluent in JavaScript as well as Klingon(in part)

They see me roll on my Segway
I know in my heart they think I’m
White and nerdy

Think I’m just too white and nerdy
Think I’m just too white and nerdy
Can’t you see I’m white and nerdy
Look at me I’m white and nerdy
[White & Nerdy lyrics on http://www.metrolyrics.com]

I’d like to roll with the gangstas
Although it’s apparent I’m too
White and nerdy

Think I’m just too white and nerdy
Think I’m just too white and nerdy
I’m just too white and nerdy
How’d I get so white and nerdy

I been browsin’, inspectin’ X-Men comics
You know I collect ‘em
The pens in my pocket, I must protect them
My ergonomic keyboard never leaves me bored
Shoppin’ online for deals on some writable media
I edit Wikipedia
I memorized Holy Grail really well
I can recite it right now and have you R-O-T-F-L-O-L

I got a business doing websites (websites)
When my friends need a code, who do they call?
I do HTML for ‘em all
Even made a homepage for my dog (yo)
I got myself a fanny pack
They were havin’ a sale down at The Gap
Spend my nights with a role of bubble wrap
Pop, pop – hope no one sees me get freaky

I’m nerdy in the extreme
Im Whiter than sour cream
I was in A/V club and glee club
And even the chess team
Only question I ever thought was hard was
“Do I like Kirk or do I like Picard?”
Spend every weekend at the Renaissance Fair
Got my name on my underwear

They see me strollin’, they laughin’
And rollin’ their eyes cause I’m so
White and nerdy

Just because I’m white and nerdy
Just because I’m white and nerdy
All because I’m white and nerdy
Holy cow, I’m white and nerdy

I wanna bowl with the gangstas
But oh well, it’s obvious I’m
White and nerdy

Think I’m just too white and nerdy
Think I’m just too white and nerdy
I’m just too white and nerdy
Look at me I’m white and nerdy

Radiohead: major, ciucciateci il calzino!

Roma – Uscirà ufficialmente il 10 ottobre il nuovo album dei Radiohead, intitolato In Rainbows, ma su Internet è già disponibile per la prevendita. L’anticonformista gruppo britannico, che viaggia senza contratto sin dalla pubblicazione del disco precedente, ha deciso di scavalcare la tradizionale catena di distribuzione e di mettere in vendita direttamente online il proprio lavoro.
Sono due i formati scelti da Yorke, Greenwood e compagni per la loro settima fatica. Il primo, destinato ai fan più affezionati, è un discbox contenente 18 nuove tracce sia su CD che su due vinili da 12″ vecchio stile, oltre a foto, video e artwork vari. Il secondo è il download: non si conoscono ancora tutti i dettagli, visto anche il sonoro e deciso NO rifilato ad Apple e al suo iTunes Store, ma è soprattutto il prezzo a lasciare a bocca aperta.
Nel carrello dell’e-shop realizzato per l’occasione, la voce relativa appare vuota, seguita da un punto interrogativo che rimanda ad un’altra pagina: “it’s up to you” si legge, spetta a chi acquista decidere il prezzo. E per chi restasse perplesso, un nuovo punto interrogativo rimanda ad una terza pagina che ribadisce il concetto: “no really, it’s up to you” (“no, guarda, tocca proprio a te”). In Rainbows è insomma in vendita a offerta libera: può bastare anche solo qualche centesimo per portarsi a casa i dieci nuovi brani originali. Non solo: se non si paga nulla e se l’album piace si può sempre tornare sul sito e lasciarci qualche soldo.
Al download potranno accedere anche gli acquirenti del discbox – disponibile solo a partire da dicembre – e il cui prezzo invece resta fissato a 40 sterline (circa 57 euro, spese di spedizione comprese). Anche in questo caso, tuttavia, il meccanismo di distribuzione sarà molto originale: invece di rivolgersi agli usuali canali commerciali, sarà l’abituale concessionaria del merchandising della band a gestire la vendita e la consegna.
La scelta dei Radiohead suona come una sveglia alle grandi sorelle della musica. Non si tratta in assoluto di una novità, visto che già da tempo Magnatune e Jamendo battono questa pista: ma si tratta del primo caso in cui una band di primissimo piano, ritenuta anzi un punto di riferimento da molti giovani e dagli stessi musicisti, si spinge verso un certo tipo di modello distributivo. Se questo modello avrà successo si può già ora star sicuri che la mossa dei Radiohead sarà seguita a breve giro di disco anche da altre band e nomi di richiamo.
Come ricorda Bob Lefsetz sulle pagine del suo blog, in passato c’erano stati altri artisti del calibro di Bruce Springsteen o dei Pearl Jam che avevano scelto di lavorare senza un contratto discografico: ma tutti, senza eccezione, avevano poi stretto un accordo con le major per la distribuzione della propria musica. Tutti, ad eccezione dei Radiohead: “Non è che vivano in un altro mondo – dice Bob – ma è che giocano con regole diverse”.
Questa mossa, spiega, dimostra che è possibile agire al di fuori della prassi consolidata: “Ai Radiohead non interessa se la musica è gratis. Perché non credono lo sarà”. I fan saranno probabilmente sempre disposti a pagare per quanto ascoltano, e coloro i quali invece si sarebbero rivolti ad un circuito P2P per ottenere la musica gratuitamente, sborseranno invece una piccola cifra simbolica per averla. Meglio di niente.
Le major hanno di che preoccuparsi? Probabilmente sì, visto anche quello che si legge sulle pagine di Time: “Se il miglior gruppo in circolazione non ci vuole tra i piedi – dice un anonimo dirigente di una grande etichetta europea – allora non sono sicuro che ci sia rimasto molto di questo business”. E aggiunge un produttore statunitense, anche lui senza nome: “Se puoi pagare quanto ti pare per la musica della migliore band del mondo, perché dovresti pagare 10 euro o 99 cent per quella di qualcuno meno dotato?”. E quei 99 cent sono un prurito girato ad Apple. Luca Annunziata PI

L’ho appena scaricato, e’ davvero bello. E l’ho pagato 0 Euri. ora pero’ ripasso, e qualcosa gliela lascio, se lo meritano!

Drink To Me – Organic E.P.


Riporto l’articolo del socio ed artista del popolo kel666, che le parole le sa usare meglio del sottoscritto:

“no, non è la scritta che alla sfigatella di Alice capitava sempre e lei come una cogliona eseguiva a dovere… (e poi cagava anche il cazzo), è il nome di una indie rock band di Ivrea che mi ha suggerito un losco figuro di quelle parti (http://www.andreapancotti.com/) e che conosce uno dei musicisti… e mi dice: “oh scaricati l’EP dei miei amichetti…”; detto fatto… parte Interstellaroverclock, dal pinkfloydiano titolo, che già mi fa pensare “porca pupazza ma chi cazzo sono questi?”… 1 minuto e mezzo di energia in un pezzo di fottuto rock con intarsi elettronici… con l’attacco di batteria parte Froze George e capisco che questi non scherzano… mi spiego, non parlo di stravolgimenti del mondo della musica o cazzate, ma di brani che ti fanno fare su e giù con la testa, come ai bei tempi (?!).
Because because è un brano più riflessivo, mentre Insane chiude il mini-viaggio… o meglio… il suo attacco sembra la partenza di uno shuttle… la batteria e la chitarra martellano, un buon pezzo per andare “in trance”.
Dal loro sito http://www.stuprobrucio.com/drinktome/ (dove potete scaricare l’EP di cui vi parlo) vedo anche che sono stati anch’essi all’Ipsygrock in Sicilia… dove erano stati anche gli Architecture in Helsinki… insomma sono stato proprio un deficiente che me lo sono perso.
Cmq gente… scaricatevi sto EP e diffondente… io aspetto il 13 dicembre per sentirli a Pavia allo http://www.spaziomusicapavia.it/”

Link diretto all’ E.P.
Mirror su questo sito con i tag mp3 corretti.

La band che sparge CD dove capita…


“Toronto – Le grandi etichette tentano di salvare il mercato discografico dalla pirateria e dal file sharing, intente a blindare la musica digitale perché possa essere fruita esclusivamente alle loro condizioni? Nel frattempo c’è chi sirivolge al mercato senza mediazioni, distribuendo gratuitamente CD, invitando ad ascoltarli, copiarli, remixarli.

Questa l’iniziativa di una band indipendente canadese, The Craft Economy, che nei giorni scorsi ha tappezzato i centri nevralgici di Toronto di manifesti e CD, invitando i passanti ad attingere con la massima libertà. Cento i CD masterizzati artigianalmente dai membri della band: contengono le tracce mp3 del nuovo album, All On C Ep, e un documento con il link al sito del gruppo.

Kim, a spasso per la città, si è imbattuta in un cd appiccicato ad un palo della luce, se ne è appropriata, ha apprezzato la musica dei The Craft Economy e ha deciso di approfondire. Sul sito della band ha appreso che le sei tracce del CD sono distribuite sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0: è possibile distribuire, copiare, trasmettere liberamente la musica del gruppo; è possibile remixarla e reinventarla, con la sola condizione di citare gli autori dell’opera originale, e di applicare in maniera virale la stessa licenza alle opere derivate. Una scelta che favorisce la diffusione di una cultura musicale più libera e collettiva, riservando solamente alcuni diritti, una scelta in cui crede un gruppo sempre più folto di artisti italiani ed internazionali.

La distribuzione gratuita dei CD non è quindi un semplice episodio di magnanimità a fini promozionali: sul sito e sulla propria pagina MySpace, la band offre la possibilità di scaricare liberamente le sei tracce del primo CD. Un chiaro invito rivolto a Kim: senza il bisogno di investire tempo e denaro in supporti vuoti e in un’opera di masterizzazione, potrà far conoscere la band agli amici, che a loro volta potranno decidere di condividere i file, rilanciando l’opera del gruppo sulle reti P2P.

Ma lo schema distributivo e promozionale messo in atto dai The Craft Economy non esclude la possibilità di racimolare qualche spicciolo. Come spiegava recentemente a Punto Informatico Juan Carlos De Martin, responsabile italiano di Creative Commons, è possibile far gravitare attorno all’opera di un artista tutta una serie di iniziative collaterali, nella fattispecie merchandising ed esibizioni dal vivo, per mezzo delle quali l’artista può essere ricompensato per l’impegno e il denaro profuso per il suo sforzo creativo. Un business che paga: in The Future of Music si spiegava infatti che eventi e prodotti collaterali rendono all’industria della musica più del doppio rispetto a quanto frutta la vendita di CD. È così che i The Craft Economy offrono al loro pubblico frequenti esibizioni dal vivo nonché la possibilità di acquistare il prodotto-CD, facendo leva su un prezzo più che equo, cinque dollari, e sulle manie dei collezionisti, solleticandoli con copertine rigorosamente artigianali e numerate.

La band è consapevole delle potenzialità delle strategie di viral marketing che ha intrapreso sparpagliando CD masterizzati per tutta Toronto, rivolgendosi direttamente al mercato: “Speriamo che rendere disponibile il disco in questa maniera contribuisca a spargere la voce molto più velocemente e permetta alla gente di ascoltarci con più facilità”. Kim ha deciso di partecipare al passaparola in cui hanno investito i The Craft Economy: la sua segnalazione campeggia ora su un numero crescente di siti e blog. Ed ora anche su PI.” (punto-informatico.it)

Ma cosa fanno realmente i Daft Punk dentro quella piramide?




“Tom writes to direct us towards the Erol Alkan forum for the first pictures I’ve seen of the inside of Daft Punk’s pyramid. I’d always assumed they were using two laptops running Ableton and/or Google Mail and/or Linerider, but their setup is wonderfully (and predictably) cool and eccentric: It looks like: 4 x Moog Voyager racks, 2 x Behringer BCR2000 controllers, and possibly 2 x Lemur controllers in the middle (DP endorse the Lemur). Presumably there’s also some computers somewhere, but there don’t seem to be any keyboards involved at all. ” musicthing

E se poi volete comprarvi un casco come quello dei daft punk, beh, lo trovate su ledeffects.com alla modica cifra di 65 mila dollari americani.

Traffic, Lcd Soundsystem e Daft Punk

Ammetto che siamo arrivati tardi, giusto in tempo per gli lcd soundsystem e di esserci persi i whomadewho che pure avrei voluto vedere.

Mentre sull’album in studio si potrebbe pensare ad una sovrincisione dei suoni ed uno massiccio di campionatori, la musica degli lcd soundsystem e’ semplicemente fantastica dal vivo, con ben 6 persone sul palco, ed impressiona il batterista che tiene un ritmo travolgente e picchia come un fabbro. Grandiosi.

Atterra l’astronave, ed dalla sala comandi fanno capolino i daft punk. Uno show grandioso, giochi di luci spettacolari, mix travolgenti che spaziano dal piu’ “funkettoso” al piu’ “robotico”.
Solo una serie di dubbi… Saranno davvero loro? Che fanno dietro le console? Tutte quelle luci sui caschi, non danno fastidio? Come fanno a suonare con i guanti da robot? Non e’ che e’ una registrazione fatta in precedenza? Mah?!

Tre cose sono sicure, gli Lcd Soundsystem vincono la serata, il traffic festival si conferma un grande evento, e che in occasioni di concerti-evento come questo, con una folla smisurata, abusivi che vendono birra del discount a 4 euro con carrellini con generatori elettrici che intossicano non ci andro’ piu’, sono troppo vecchio.

Google Blog Search


Google ha creato un motore che cerca solo nei blog ed e’ veramente simpatico.
Cercavo l’album di John 5 – the devils knows my name, tanto per farmi un’idea prima di un’eventuale acquisto, dato che sicuramente non e’ il genere che mi piace, e grazie a Blog Search l’ho trovato in 5 minuti.
Volete provare? cerca John 5 – the devils knows my name.

Nine Inch Nails, tra pirateria e album a 4 dollari.


Amo questo uomo!

Il leader della celebre band inveisce contro le politiche commerciali dell’industria musicale, e anticipa il futuro della distribuzione dei suoi album: saranno scaricabili dal sito web del gruppo e costeranno il giusto

Roma – Gli utenti del P2P? Considerando il comportamento delle etichette discografiche, non è un fatto strano che rubino musica scaricandola a scrocco. “Lo faccio anch’io”, confessa franco Trent Reznor, fondatore, frontman e unico membro ufficiale dei Nine Inch Nails, che mostra il dente avvelenato verso “gli uomini del business” in una intervista all’Herald Sun australiano.

L’astio di Reznor, che ha aderito ad un messaggio dell’anno scorso in difesa della neutralità della Rete, si è inasprito di recente dopo la spiacevole scoperta fatta dall’artista durante un soggiorno in Australia. Visitando un negozio di dischi, Reznor si è stupito nello scoprire che il suo ultimo album, “Year Zero”, era stato messo in vendita al prezzo di 29 dollari. Nel corso della suddetta intervista, rilasciata alcuno giorni dopo, tra le altre cose egli ammette candidamente di scaricare brani musicali illegali dal P2P.

Reznor si dice contrariato da chi si procura la sua musica protetta dal diritto d’autore in maniera gratuita, ma non se la prende con gli utenti bensì con le etichette musicali. “Stanno facendo tutto quello che possono per far incazzare le persone e fregarle”, sostiene Reznor, che riporta un colloquio avuto con uno dei responsabili delle vendite delle sue produzioni. Alla richiesta di giustificare un prezzo più alto di 6, 7 o persino 8 dollari dei suoi CD/DVD rispetto ai prodotti concorrenti, l’artista si è sentito dire che il sovrapprezzo era provocato da una confezione più costosa.

“So bene quanto costi il package” dice ancora Reznor “ma questo costo ce lo rimetto io, non loro, mi costa 83 centesimi di dollaro in più avere un CD con i colori cangianti. Sono io a subire il taglio, non loro”. Il sovrapprezzo sarebbe inoltre giustificato dal fatto che, avendo i NIN un gran numero di fan fedeli, che acquistano qualunque cosa venga messa in vendita del gruppo, “possiamo far pagare loro di più”.

“È la cosa più offensiva che abbia mai sentito” confessa di aver risposto Reznor. “Ho radunato una audience fedele che voi credete sia giusto fregare? Ma andate aff****”. Per comportamenti del genere, sostiene, non si può che addossare la responsabilità del tracollo del mercato musicale all’industria stessa.

Industria che, per quanto riguarda Reznor, può benissimo estinguersi con l’album “Year Zero”: i piani futuri dei Nine Inch Nails prevedono la distribuzione del prossimo album attraverso il sito web della band. “Potrete scaricarlo dal mio sito al bit-rate che preferite – anticipa Reznor – pagando 4 dollari attraverso PayPal. Venite a vedere lo show e comprate una t-shirt se vi piace. Distribuirò una merce ben confezionata se poi volete possedere qualcosa di fisico. E il disco sarà disponibile il giorno stesso in cui la registrazione sarà completata, senza le attese artificiose decise dalle etichette”.

Reznor si confessa dunque pronto ad intraprendere la via solitaria e autarchica della produzione in proprio, di cui ha parlato anche David Byrne un paio di mesi or sono. Per un artista di fama mondiale non dovrebbe essere una strada impossibile da seguire, e di certo rappresenterebbe un precedente storico di notevole importanza. Le major della musica, ad ogni modo, sono avvisate: Reznor ha intravisto un futuro in cui potrebbero benissimo non esistere più, al contrario della musica e di coloro che la scrivono senza limitarsi a venderla.

Alfonso Maruccia” http://punto-informatico.it/p.aspx?id=2001207&r=PI