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Io sto con Lele

Oramai da parecchio tempo mi sono imbarcato in una nuova avventura, partecipare ad una lista civica per le elezioni comunali del 2017 del paesello dove sono cresciuto, Saluggia.

Volevo fare il punto della situazione, anche perchè rileggermi mi aiuta spesso a capirmi. E premetto, doverosamente, che questo post e’ personalissimo, rispecchia me stesso e non altre persone.

Io sto con Lele (Emanuele Pedrazzini, il candidato sindaco della nostra lista Un’Altra Saluggia è Possibile) perchè di lui mi fido. E’ dinamico, competente, ed ha davvero tanta voglia di far crescere il nostro Comune. E non solo, sto con Lele (e con Un’Altra Saluggia è Possibile) perchè il programma che stiamo creando e’ davvero bellissimo.

Il nostro motto e’: “Sostenibilità ambientale. Sostenibilità sociale.”. E’ un po come dire 42.

La “Sostenibilità Ambientale” ci serve per ridurre l’impatto ambientale, riducendo consumi e le spese: favorire gli spostamenti con mezzi alternativi (pista ciclabile), ridurre il consumo di suolo, riqualificare e ridare vita a quegli spazi ora abbandonati (far sparire l’ecomostro, sistemare Area Quaglino, finire Casa Miglietta, migliorare il consumo energetico degli edifici comunali), consolidare la situazione patrimoniale esistente (ad esempio le strutture sportive), potenziare la raccolta differenziata per ridurre la tassa rifiuti.

Con le risorse che vengono così liberate creeremo una “Sostenibilità sociale”: servizi comunali più vicini al cittadino, una migliore attenzione delle fasce a rischio, maggiore supporto ai giovani ed agli anziani, creare lavoro “sociale” sul territorio, rinforzare il tessuto sociale, creato dalle associazioni, con un supporto più snello e mirato, lavorare con le imprese per mantenere ed aumentare i posti di lavoro, creare momenti di aggregazione e condivisione per la popolazione, aumentare l’offerta per il tempo libero (sport e cultura), etc…

Quindi inizio già a fare campagna per “Un’Altra Saluggia è Possibile” e non dimenticate di scrivere “PANCOTTI”!!! 😀

 

Saluggia, un paese scomodo

Faccio subito una premessa, questo articolo e’ una serie di riflessioni, e potrebbe non coincidere con il mio pensiero (Santo Cielo!).

Tutto parte da una domanda che mi sono fatto mille volte, quale e’ il motivo per cui vivo a Saluggia e per il quale consiglierei a qualcuno di venire a viverci? Per me Saluggia e’ “comodo”.

Io vivo a Saluggia perche’ mio padre e’ venuto a viverci, lavorava alla FIAT TTG (che poi ha cambiato mille nomi, il deposito nucleare) ed ha costruito la nostra casa qui, dove ho passato tutta la mia vita, e dove ho trovato il lavoro.

Poi pero’ ho conosciuto mia moglie e ci siamo spostati, e valutando la distanza dai nostri rispettivi posti di lavoro, necessità logistiche, etc… ci siamo spostati a Santhià. Poi mio padre mancò, la ditta dove lavorava mia moglie fallì e la soluzione più intelligente e comoda e’ stata quella di tornare a Saluggia.

Saluggia era “comoda”, con il lavoro a 10 km, la casa di proprietà, l’asilo e le scuole a due passi.

Ecco, penso che il motivo per il quale una persona decida di rimanere in una zona o spostarsi e scegliere un nuovo comune di residenza sia la comodità, la vicinanza al lavoro ed i servizi offerti, legati ai mezzi di trasporto che permettono di raggiungerli con “comodità”.

Lo scopo primario, quello di una amministrazione comunale, e’ quello quindi di rendere un paese “comodo”: opportunità di lavoro, facilità di insediamento di attività produttive e commerciali, facilità nello viabilità (e nel parcheggio!), facilità negli acquisti, facilità di accesso all’istruzione, facilità nell’utilizzo dei servizi comunali e servizi pensati a rendere “comoda” la residenza a Saluggia (occupare e gestire chi non e’ in età lavorativa), etc…

Pensando così e non solo alle grandi opere pubbliche, forse (il condizionale è d’obbligo!) a Saluggia si potrebbe iniziare a smettere di vedere cartelli di case in vendita, sempre meno gente in giro ed in qualche modo sperare in una rinascita del nostro Comune.

P.S.: cose che rendono Saluggia non comoda (e meno salubre)? Le scorie nucleari e lo smarino di Torrazza. Vero che prendiamo le compensazioni per il nucleare, ma rendono “comoda” la residenza?

Via Lusani, Animali Fantastici e Dove trovarli…

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Nella foto un camion in contromano messo sul marciapiede di Via Lusani.

Già ieri, giorno di mercato, si vedevano sul marciapiede di Via Lusani a Saluggia, i camion dei giardinieri parcheggiati, oggi questo.

Questa e’ la conferma che Via Lusani e’ l’ennesimo progetto progettato male dei progetti progettati e realizzati nel progetto che questa amministrazione aveva progettato di progettare.

Il rifacimento di Via Lusani era un’occasione unica ed importante, si doveva fare qualcosa, ma ci si doveva prendere un po’ di tempo per parlarne con i cittadini, decidere cosa fosse bene per la comunità ed il paese. Ora ci troviamo con un’opera bella a metà.

Ogni volta che qualcuno deve fare dei lavori, deve scaricare qualcosa, far scendere qualcuno il paese si ferma. Non biasimo gli operai che parcheggiano sul marciapiede, loro non hanno alternative. Mi spiace che nessuno abbia pensato a questi problemi, nessuno in fase di progettazione, nessuno in fase di studio, nessuno in fase di approvazione, nessuno in fase di realizzazione, etc…

Quindi il risultato e’: Via Lusani bellissima, gente che non si ferma più nei negozi, e casino disumano per trovare un parcheggio in piazza a Saluggia. Davvero un bel lavoro!

Parentesi giardinieri / vasi / arredo urbano: ma adesso ogni volta che ci si deve dare un lustro si pagherà una ditta per sostituire tutte le piantine? Mi sembra che abbiano messo delle decorazioni nei vasi, poi si deve ripagare qualcuno per rimuovere tutto e ripiantare altre cose? Ehm… il Comune non ha i soldi per la carta igienica nelle scuole e ri-mettiamo le violette (le hanno messe a settembre per San Grato e dopo tre mesi ci rimettono mano…)? Aiutatemi a capire…

Ora si aggiunge anche la fregola di fare su Area Quaglino, progettando di fare un progetto progettato male che vincolerà l’ Amministrazione successiva. Ma bravi.

Forse prendo le cose un po’ troppo poco sul serio, ma voglio per il mio paese Un’Altra Saluggia. #iovotono

Ma serve sapere adesso chi sarà candidato Sindaco?

Per me la risposta e’ semplice, no.

Da parecchi anni sono nell’embrione che ha generato negli ultimi mesi il Gruppo Un’Altra Saluggia e Possibile, e forse non e’ ancora ben chiaro quale sia lo scopo di questo sodalizio.

Io parlo solo dal mio punto di vista personale, ma sono idee che credo condivise e condivisibili, anche se a volte scado nel paradosso per cercare di rendere più espliciti e meno fumosi i concetti.

Parlo da informatico, prima devo capire quale sia il nocciolo del problema, poi risolverlo velocemente, e dopo si possono mettere tutti i controlli del caso.

La mia voglia di far parte di questo gruppo nasce da un semplice ragionamento: Saluggia ha le scorie nucleari e per questo percepisce ingenti compensazioni economiche. Ma a me, come saluggese, cosa ne viene in tasca? Ci abbiamo fatto il callo, vero, ma non vi spaventa avere sempre più scorie nucleari e pagare sempre più tasse, vedere i servizi tagliati ed il paese essere meno florido di realtà come Cigliano?

Partendo da questo utilitaristico pensiero mi sono guardato intorno. Bella via Don Carra, ma aumentano l’IRPEF. Bella via Lusani, ma i negozi chiudono ed aumentano la tassa sui rifiuti e la retta dell’ asilo nido.

Sento quindi la necessità di far uscire dalla stanza dei bottoni gli alfieri del Re Mattone, e far entrare qualcuno che voglia dedicarsi di più alla qualità di vita (sociale, culturale, sportiva, comunitaria, etc..).

Come tutti, nel gruppo Un’Altra Saluggia, ci mettiamo a disposizione per questo progetto, stiamo gettando le basi, vogliamo prima “informare” la cittadinanza, vedere se le nostre idee siano condivise dai saluggesi, lo scopo non e’ una lista elettorale, come molti affermano, ma e’ un risveglio del senso di “Comunità”.

Per tornare alla domanda del titolo, tra di noi abbiamo qualche volta discussodi chi, in un eventuale lista, potrebbe/vorrebbe fare il candidato Sindaco, ma non è una cosa rilevante al momento.

Mi viene in mente il proverbio cinese “Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito”. Ora stiamo indicando la direzione in cui vorremmo camminare in un futuro, insieme a tutti i Saluggesi. Stiamo discutendo di quali traguardi vogliamo, assieme, raggiungere.

Non stiamo parlando di un “leader”, di un capo… il Gruppo e’ il leader, la Comunità e’ il capo, se si deciderà che siamo maturi e pronti per fare una lista civica per le prossime elezioni amministrative, nella mia/nostra visione un membro del Gruppo Un’Altra Saluggia vale quanto un altro.

Quindi votate Andrea Pancotti come Sindaco.

Saluggia e la Via Francigena

La Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma. Nel meridione d’Italia, in particolare in Puglia, è attestata inoltre una via Francesca, legata alla pratica dei pellegrinaggi, che taluni accostano alla via Francigena sostenendo esserne la prosecuzione a sud, verso Gerusalemme, benché non esistano prove storiche di tale affermazione.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Via_Francigena

Uno dei tratti passa da Saluggia, esattamente tra le tappe VA07 (Chivasso) e VA08 (Leri), vedi su http://www.visit.viefrancigene.org/it/map/wrap/?layer=statictrack&close=operations

Un buona cosa sarebbe valorizzare questo percorso, magari ravvivando la segnaletica comunale con riferimenti ed informazioni, fornendo un posto per dormire ai pellegrini, convenzioni con attività locali, etc… Interessante sarebbe anche la formazione di un comitato, che gestisca le richieste dei pellegrini e che li aiuti nel transito sul territorio comunale, o anche solo per incontrarli e chiacchierare sulla loro esperienza.

 

L’Enel, l’IRPEF e le Compensazioni del Nucleare

Per capire il senso di questo post vi consiglio prima di leggere l’articolo su http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_24/centrale-nucleare-jacopo-storni_2adb270c-860e-11e0-99e7-3448c5a7b9b0.shtml

Ne riporto alcuni passi.

“Quella che doveva essere una maledizione, è diventata la più ghiotta delle opportunità: in pochi anni, la centrale nucleare di Saint Vulbas ha catapultato il piccolo villaggio francese in una bolla di ricchezza.”

“Ma gli sgravi fiscali che l’amministrazione comunale offre ai suoi abitanti grazie alle royalties, sono un bell’incentivo a lasciar da parte timori e suggestioni. E allora, mormorano in paese, ben vengano le centrali nucleari. «Tutto sommato – dice Marguerite, proprietaria del principale bar del paese – dalla realizzazione dell’impianto abbiamo avuto più benefici che disagi: i nostri clienti sono aumentati e gli affari girano a mille».”

“Approfittando delle agevolazioni fiscali comunali, sono proliferate a ritmi vertiginosi industrie, attività commerciali e abitazioni. A pochi passi dal centro del villaggio, è sorto il grande parco industriale Plaine de l’ain, polo d’attrazione finanziario che ha calamitato 115 aziende per un totale di 4.500 lavoratori. E poi c’è il grande Centre International de Rencontres, parco sportivo e culturale ad accesso gratuito, un tripudio di margherite e campi da tennis, giardini e palestre.”

A Saint Vulbas c’e’ una centrale nucleare attiva, con annessi rischi e preoccupazioni, la situazione di Saluggia sarebbe diversa, ma e’ ora di affrontare la situazione, di prendere il toro per le corna e decidere noi.

E’ poi di dominio pubblico che in zone dove ci sia attività legata alla produzione di energia nucleare gli abitanti abbiano vantaggi come per esempio non pagare la bolletta elettrica.

A Saluggia ci devono essere dei vantaggi oggettivi per gli abitanti, vantaggi veri sulle bollette elettriche, sulla rimozione dell’ IRPEF, su sgravi fiscali reali per le imprese. Non e’ possibile dite voi? Se ci fosse una Amministrazione capace e decisa, forse lo potrebbe diventare.

Le cinture di sicurezza sullo scuolabus

“Sebastiano, ti metti la cintura sulla scuolabus quando andate in piscina con il centro estivo?”, “No, non ci sono le cinture, le maestre ci dicono di tenerci con due mani così”.

E subito mi si drizzano i capelli. Ma come, non ci sono le cinture di sicurezza sugli scuolabus? Per legge sui modelli vecchi non ci sono, ma un bel “chisenefrega”? La sicurezza dei bambini, e di chi dovesse usare lo scuolabus viene prima di tutto, prima di via Lusani, prima di via Don Carra. Ma quali sono le priorità della attuale Amministrazione Comunale? Solo quella di costruire, costruire, e se avanza qualcosa costruire?

L’uso delle compensazioni per il nucleare, che dovrebbero rendere Saluggia un posto meraviglioso, dovrebbero essere usate per il bene della comunità, non solo per farsi vedere!

Ma che bravi!

L’olanda e le trivelle, #VOTASI

Nel mentre, nella civile olanda…

Olanda verso divieto vendita auto benzina e gasolio dal 2025

ROMA – Il Governo olandese ha iniziato il cammino legislativo per arrivare a vietare, dal 2025, la vendita di automobili con alimentazione a benzina o a gasolio. Il provvedimento è sostenuto dal partito Laburista PvdA, che ha ottenuto – nonostante la forte opposizione della Destra VVD – una prima approvazione in Parlamento. A sostenere l’iniziativa del PvdA, si sono affiancati anche i deputati dei Liberal Democratic D66, dei verdi GroenLinks e del partito ChristenUnie. Già nel 2013 il Governo olandese aveva siglato un ‘accordo sull’energia’ con una quarantina di organizzazioni indipendenti, al fine di promuovere iniziative ‘verdi’ nell’ambito dell’energia, dell’isolamento termico degli edifici e della riduzione della CO2. Nello scorso dicembre l’Olanda, assieme ad altre quattro nazioni e otto Stati del Nordamerica avevano formato la Zero-Emission Vehicle Alliance per arrivare entro al 2050 alla esclusiva vendita di automobili eco-compatibili.
Fonte https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/eco_mobilita/2016/04/07/olanda-verso-divieto-vendita-auto-benzina-e-gasolio-dal-2025_6bc9354e-41bf-40bd-9ee7-b48f7dd76497.html

E noi invece abbiamo un premier che dice di non andare a votare un referendum e dichiara la dipendenza conclamata dai combustibili fossili. Bell’idiota.

Cosa ottiene l’Olanda con questa decisione? Se ci riuscisse tanto, imparerebbe come implementare le stazioni di ricarica, fare una rete adeguata, gestirne l’infrastruttura, etc… Avrebbe in mano il famoso “Know-How”, che potrebbe rivendere a caro prezzo alle altre nazioni che vorranno intraprendere lo stesso percorso. Percorso che, attenzione, non e’ facoltativo.

A quel punto gli Stati come il nostro arrancherebbero, e dovrebbero comprare tecnologie e Know-How dagli olandesi.

Perchè, quindi, non siamo stati noi a prendere una decisione del genere? Siamo già all’avanguardia nel settore delle energie rinnovabili, perchè non ne diveniamo leader e le regole le facciamo noi? Invece il nostro Governo preferisce fare spallucce e svendersi ideologicamente ed economicamente ai petrolieri.

Ma non era stato proprio Renzi ad usare l’hashtag #svegliaitalia ? Qui invece dormiamo profondamente.

ZZZzzz…

Vota Marco Bruzzesi

L’articolo sulle future Elezioni Amministrative saluggesi del 2017 che e’ sulla La Nuova Periferia di oggi e’ decisamente sballato…

Dal canto invece del centro sinistra si fa invece sempre più insistente la voce che il candidato di questo schieramento possa essere Claudio Relino, ex amministratore nell’amministrazione guidata da Marco Pasteris.

Se non ricordo male il Claudio Relino non era con Franco Barbero?

A quanto pare Relino sta già lavorando per una sua lista dove potrebbero trovare collocazione anche Paola Olivero (ex consigliere di minoranza) che nella scorsa campagna elettorale si era candidata alla carica di sindaco e Franco Pozzi, ex primo cittadino di Saluggia.

Pare a chi? Mi sembrano affermazioni senza conoscere cosa stia succedendo, fatte solo per gettare zizzania e confusione.

Intanto anche nella frazione di Sant’Antonino si fa campagna elettorale e Marco Bruzzesi viene visto alla guida di una terza coalizione.

Cioe’, e Marco non me lo ha detto?! Che bell’amico!

Insomma, l’autore dell’articolo che si firma con CRK ha creato un articolo con voci di corridoio, non era meglio prima sentire le persone coinvolte? Ne vedremo comunque delle belle!

Un motivo in più per non fidarsi di quello che si scrive sui giornali locali!

Senza Fili Senza Confini a Saluggia

Finalmente qualcosa si muove dal punto di vista della connettività, finalmente a Saluggia arrivano le antenne di “Senza Fili Senza Confini” (SFSC).

SFSC nasce nel 2010, come sistema di sperimentazione per portare connettività internet a banda larga in zone non coperte dai normali provider. Dopo la sperimentazione la cosa si evolve e diventa un’associazione senza fine di lucro, cosa decisamente interessante per un progetto di questo tipo. Per maggiori informazioni http://www.senzafilisenzaconfini.it/

Il costo del servizio e’ interessante 80 euro l’anno (si aggiungono 100€ il primo anno per l’apparato di connessione), contro i poco meno di 500€ di Telecom, come dice il mio amico Walter, con la differenza ci pago l’assicurazione della macchina.

Ieri il servizio e’ stato presentato dalla mente dietro questo progetto, Daniele Trinchero, e le premesse sono ottime, un servizio superiore dal punto di vista tecnologico, una dimensione più “umana” del servizio, e la curiosità di entrare in un progetto che stà crescendo esponenzialmente.

Avrei aderito a questo progetto in ogni caso, ma sicuramente molti lo fanno per scappare dalle grinfie della Telecom (o le altre compagnie telefoniche). La Telecom ha portato a Saluggia il servizio ADSL dopo numerose richieste ed una petizione (vedi http://www.andreapancotti.com/dati/images/041119_sesia.jpg era il 2004!!!), e dopo di questo non ha più aggiornato la rete, aumentando solo i costi e peggiorando il servizio (tipo call center a Timbuctu). 10 anni sono un’era geologica nella tecnologia, e la telecom da noi ancora eroga un servizio di 10 anni fa… Sembra che stiano iniziando a cablare in fibra ottica, forse SFSC gli stia spaventando?

Comunque, prepariamoci a questo salto tecnologico in avanti di 10 anni, che deve essere il primo di una serie. Non e’ possibile che in un Comune dove ci sono sedi Sorin, Sogin, Livanova ed ENEA non si sia all’avanguardia nei servizi tecnologici ai cittadini. Diamoci una mossa!

E prepariamoci ad un lungo ed estenuante braccio di ferro con la Telecom per staccare la loro linea…

Chissà se qualcuno si ricorda di questo… quanta fatica a lottare con la Telecom, ma quanta soddisfazione alla fine! Era il 19 Novembre 2004, articolo uscito sulla Sesia.

“Le Scienze” n°571, marzo 2016: “Scorie maledette”

Un deposito per i rifiuti radioattivi
di Giovanni Zagni e Davide Maria De Luca

Tutto è pronto per la scelta di un sito definitivo in cui immagazzinare le scorie radioattive prodotte in Italia. A quasi trent’anni dall’uscita dell’Italia dal nucleare, ci sono ancora migliaia di tonnellate di scorie radioattive nel nostro paese e altre rientreranno dall’estero dopo essere state opportunamente trattate. Ma l’Italia ancora non ha un deposito unico nazionale per questi rifiuti, che per ora sono stoccati in diversi depositi temporanei

Visita il sito http://www.lescienze.it/edicola/2016/03/02/news/le_scienze_n_571-2989142/

Leggi l’articolo “Le Scienze” n°571, marzo 2016: “Scorie maledette”

le scienze marzo 2016 Scorie Maledette deposito nazionale nucleare

 

Decrescita, Città di Transizione, Permacultura, Resilienza ed EMAS

Lungi da me dall’essere un hippie! Voglio pero’ indicarvi due correnti di pensiero che potrebbero essere interessanti da valutare, magari non di adattarle completamente, ma trarne ispirazione per decisioni future.

La decrescita (degrowth in inglese, décroissance in francese, decrecimiento in spagnolo) è una corrente di pensiero politico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata, selettiva e volontaria della produzione economica e dei consumi, con l’obiettivo di stabilire relazioni di equilibrio ecologico fra l’uomo e la natura, nonché di equità fra gli esseri umani stessi. https://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita

Saluggia e’ un paesino, ma perchè non iniziare a pensare di ridurre gli sprechi, anche edilizi, infrastrutturali, sociali, e promuovere un’idea di equilibrio ecologico? Abbiamo le compensazioni nucleari, potrebbe essere una base economicamente importante per creare benessere in questa ottica.

Le città di transizione (Transition Towns in inglese) rappresentano un movimento fondato in Irlanda a Kinsale e in Inghilterra a Totnes dall’ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L’obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Il movimento è attualmente in rapida crescita e conta centinaia di comunità affiliate in diversi paesi. https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_transizione

Ancora petrolio. Addirittura dobbiamo fare un referendum per impedire le trivellazioni (mi raccomando firmate si!) per cercare petrolio. Siamo nel 2016, ed ancora dipendiamo da combustibili fossili. Non vi pare ridicolo? Iniziamo a pensare al contrario, meno comodità, più salute, e basta con “tanto gli altri lo fanno”, se non si inizia a cambiare nessuno lo farà.

Aggiornamento 04/03/2016

Leggendo qualcosa di più, si scoprono tante informazioni e tante possibilità per creare nuove attività, anche lavorative.

La permacultura è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e al contempo presentino la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali.
Il metodo della permacultura è stato sviluppato a partire dagli anni settanta da Bill Mollison e David Holmgren attingendo da varie aree quali architettura, biologia, selvicoltura, agricoltura e zootecnia. https://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura

Anche questo argomento e’ molto interessante, ma cosa e’ la Resilienza in biologia?

La resilienza (dal latino resiliens -entis, part. pres. di resilire «rimbalzare») in ecologia e biologia è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato. https://it.wikipedia.org/wiki/Resilienza_(biologia)

Sarà difficile mandare in pasto questo ad una grande fetta della popolazione, ma potrebbe essere il futuro, o per lo meno portare Saluggia un passo avanti in termini di sostenibilità.

Abbiamo nel nostro territorio l’ENEA, che tra l’altro e’ ente certificatore EMAS:

Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) è uno strumento volontario creato dalla Comunità europea al quale possono aderire volontariamente le organizzazioni (aziende, enti pubblici, ecc.) per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale. Esso rientra tra gli strumenti volontari attivati nell’ambito del V Programma d’azione a favore dell’ambiente. Scopo prioritario dell’EMAS è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo economico sostenibile, ponendo in rilievo il ruolo e le responsabilità delle imprese. https://it.wikipedia.org/wiki/EMAS

Sono contro gli estremismi di ogni genere, si deve sempre mediare (la verità e’ nel mezzo per lo Zen), ma strizzare l’occhio ad un nuovo modo di vivere potrebbe essere la salvezza del nostro Paese e paese. Vedo tante opportunità di lavoro, sostentamento, innovazione. Le vogliamo valutare assieme?

Se volete parlare di queste attività sul suolo Saluggese, contattatemi!

Brainstorming:

  • Sono anni che ho l’auto a metano, un bel distributore in paese? Prendere solo più mezzi per il comune a metano?
  • Incentivi per pannelli solari? Sostituizione caldaie? Infissi? Risparmio energetico?
  • Perche’ ora che differenziamo i rifiuti paghiamo più tasse? Serve una “tariffa puntuale” o dei premi a chi differenzia (sconti? riduzione tributi? buoni d’acquisto?).
  • Non far costruire più nuove abitazioni ma ristrutturare quello che già c’e’.

L’alternativa, Saluggia

Da qualche periodo sono finito in un interessante progetto per la creazione di una lista civica per le elezioni amministrative di mi sembra maggio 2017.

E’ un progetto particolare, si parte dal presupposto che in un paese di 4200 anime non abbia senso avere più di due liste alle elezioni. L’ideale sarebbe avere una lista unica, fa tanto Bulgaria, pero’ ci sarebbero tanti problemi con una lista sola, per esempio “chi controlla il controllore”?

Quindi si deve fare una lista trasversale dove gli stendardi dei partiti non abbiano posto, dove lo scopo sia lavorare insieme per un programma condiviso e discusso assieme, raccogliendo idee tra i saluggesi, elaborandole e facendole diventare parte di un programma partecipato.

La “democrazia partecipativa” consiste negli strumenti utili a raccogliere pareri e opinioni che forniscono informazioni stimolando la collaborazione tra cittadini e rappresentanti, ma di per sé questa forma di democrazia non contempla strumenti per attribuire potere legislativo ai cittadini. (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_diretta)

Soprattutto ora, che Saluggia si trova nella possibilità di fare un balzo in avanti. Faccio alcuni esempi. Bene ripensare a Via Lusani, ma decidere “tout court” che non ci siano più parcheggi e’ un’idea bislacca e malsana. Bisogna prima parlare con i commercianti ed i cittadini, raccogliere le idee, e poi valutarle e metterle in pratica. Parlando con i “congiuranti” (mi piace chiamarci così!) si pensava banalmente ad un parcheggio a metà di Via Lusani (ci sono case abbandonate che possano essere acquistate?).

Che dire poi della famosa Area Quaglino? E’ un progetto che cambia l’assetto del paese per qualche decina di anni. Chi deve decidere se non la popolazione? Una raccolta di idee? Una valutazione pubblica? Un concorso con elementi di sostenibilità? O decide solo l’attuale giunta? Che paura…

Per ogni decisione importante dovrebbe esserci un incontro pubblico, con i cittadini, dove presentare le idee ed elaborarle assieme, non dico per tutte, ma per almeno quelle che hanno un budget rilevante, e che comunque interessino i cittadini, (cambiare le lampadine dell’illuminazione stradale e convertirle a LED non e’ da discuterne con tutti, ripensare l’arredo urbano si).

E’ poi e’ davvero necessario abbassare i toni, smettere di dire cose da bambini come “lui e’ cattivo, ha fatto questo questo e quest’altro”. Smettere di essere cattivi ed iniziare a collaborare, e chi e’ andato ad un Consiglio Comunale durante l’amministrazione Barberis / Farinelli sa benissimo di cosa io stia parlando. Si deve tornare ad essere positivi e propositivi, trovare le soluzioni ai problemi e non additare sempre chi sbaglia. Non e’ ora di crescere e stare uniti?

Ah, se la cosa vi interessa e volete partecipare al gruppo di lavoro, contattatemi e ne parliamo.