Jan 31 2008

Quel comma della legge italiana che “libera” gli mp3 su internet…

Tag: Music, Attualita', TechAndrea @ 18:36Commenti (0)


E’ contenuto nelle norme che modificano il diritto d’autore. L’uso improprio dei termini tecnici ne sconvolge i paletti. “Non si sono resi conto che il termine ‘degradati’ comprende a pieno titolo anche questo tipo di file” di ALESSANDRO LONGO
ROMA - La nuova legge sul diritto d’autore autorizzerebbe gli utenti a pubblicare mp3 di musica protetta dal diritto d’autore. Ciò che finora è stato pirateria diventerebbe legale, quindi, a causa di una svista del legislatore. È quanto ha appreso Repubblica.it parlando con Andrea Monti, avvocato massimo esperto di diritto d’autore e internet, e che ha partecipato in prima persona allo studio della nuova legge. Ha fatto parte dei gruppi di lavoro, presso il Ministero dei Beni Culturali, per lo studio alle modifiche da apportare alla legge sul diritto d’autore. Il tutto è finito in un nuovo comma, che attende ora solo di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non è più modificabile, essendo stato approvato da Camera e Senato.

Nel nuovo comma si legge “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.
“Chi l’ha scritto non si è reso conto che il termine “degradate” è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo”, dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale. Dipende poi dal livello di compressione mp3 se questa degradazione è più o meno udibile dall’orecchio umano.

Di conseguenza, il comma permetterà “di pubblicare mp3 coperti da copyright, senza autorizzazione dai detentori di diritto d’autore: su siti web o anche su server peer to peer, il mezzo non conta. Lì si parla infatti solo di “pubblicazione su internet”. L’importante - dice il comma - è che lo scopo sia didattico o scientifico, quindi per esempio posso immaginare un sito che pubblichi la discografia di un autore a scopo di commento e recensione. Oppure una rete peer to peer dei conservatori che mettono la musica a disposizione degli allievi, per studiarla. Tutti usi permessi, se si interpreta in modo letterale la legge”.
Il comma è stato scritto dalla Commissione alla Cultura presso la Camera, il cui presidente (Pietro Folena) ha spesso ribadito di voler rendere più libera dai paletti del diritto d’autore la circolazione della musica. Però di fatto il nuovo comma si spinge troppo avanti con la liberalizzazione degli mp3 “e quindi - aggiunge Monti - credo sia una svista, dovuta al fatto che il legislatore non sa che anche gli mp3 rientrano nel concetto di musica degradata”.
Che succederà ora? Perché scattino gli effetti della legge, si attende un decreto del Ministero, che fissi i criteri delimitanti gli usi didattici e scientifici (si noti bene, non i criteri relativi al termine degradato, che quindi non è più discutibile). Il comma infatti dice “Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma”.
Dopo il decreto del Ministero, la nuova legge porterà caos nelle cause sul peer to peer, “sarà difficile per un magistrato dare seguito a una denuncia penale o a un sequestro contro chi è accusato di violare il diritto d’autore su internet, visto che il comma autorizza molti scenari”. È possibile però che si corra ai ripari, “che l’iter del decreto ministeriale sia rallentato e nel frattempo si affrettino di modificare la legge”.
Pare l’ennesimo caso di legge che si occupa di questioni tecnologiche sconvolgendo, senza volere, gli esistenti paletti, per l’uso improprio di termini tecnici. “C’è un precedente: quando nel 2000 una legge autorizzava, per un errore terminologico, le smart card pirata della tv satellitare. Poi è stata modificata, ma nel frattempo nei processi sono stati assolti i pirati del satellite”.
“La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti”, dice Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana). “E per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori”. “Impossibile limitare così - ribatte Monti - perché la costituzione italiana consente a tutti i cittadini di fare divulgazione didattica e scientifica”.
(31 gennaio 2008) repubblica.it

Ecco il risultato di lasciare fare le leggi a gente che non capisce nulla della materia in oggetto…



Jan 30 2008

Forza Berlusconi!

Tag: VarieAndrea @ 13:26Commento (1)


Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato.
Processo Sme, Berlusconi assolto, “Il falso in bilancio non è più reato”
MILANO - “Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato”. Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio nell’ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all’ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anni Ottanta.
All’inizio dell’udienza, durata meno di un quarto d’ora, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest’ultima, che è stata accolta dai giudici.
I fatti contestati all’ex premier risalivano al periodo che va dal 1986 al 1989, e, quindi, sarebbe comunque state coperti dalla prescrizione. I giudici, come detto, hanno però deciso di prosciogliere Berlusconi perché il fatto non è più previsto come reato, invece che dichiarare la prescrizione, come richiesto dal pm Ilda Boccassini. Il procedimento in cui Berlusconi era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, in quanto i giudici avevano investito la Corte europea affinché valutasse la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie.
La Corte europea aveva deciso però di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli Paesi. “Dopo sei anni è stata pronunciata una sentenza che il Tribunale e la Procura avevano cercato in ogni modo di evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di Giustizia europea”, ha commentato l’avvocato Nicolò Ghedini, difensore insieme al collega Gaetano Pecorella di Silvio Berlusconi.
La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli. “Le fattispecie di minore gravità del falso in bilancio - spiegava il Guardasigilli - sono state depenalizzate e saranno punite con sanzioni amministrative in linea con l’attuale tendenza a limitare ai casi realmente gravi l’intervento penale”.
Lo scorso ottobre la Cassazione aveva chiuso definitivamente un altro troncone del procedimento Sme a carico di Silvio Berlusconi assolvendolo dalle accuse di corruzione nell’intricata vicenda della vendita del comparto agro-alimentare dell’Iri alla Cir, la finanziaria di Carlo De Benedetti. La posizione del leader di Forza Italia era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato. (30 gennaio 2008) repubblica.it

Ah! dannati giudici comunisti!



Jan 28 2008

Napoli.

Tag: Attualita'Andrea @ 9:38Commento (1)

Anche la chiesa si attiva nelle parrocchie durante le celebrazioni domenicali, come a Quarto, dove i parroci hanno invitato i cittadini a impegnarsi a fare la raccolta differenziata”. ansa.it

In Campania ci sono “150 piccoli e medi comuni” dove viene praticata con successo la raccolta differenziata dei rifiuti. A Napoli, invece, non vogliono le discariche, ma non fanno la raccolta differenziata… sarebbe come dire “avete voluto a’munnezz? tenetevela.”.



Jan 28 2008

Gspace!

Tag: TechAndrea @ 9:34Commenti (0)

In attesa di GDrive, lo spazio web per immagazzinare i dati e i file degli utenti nei datacenter gestiti da Mountain View, vi consiglio GSpace, un’extension che per il browser Firefox che permette di usare lo spazio offerto da Gmail (l’email diGoogle) di ben 6GB, come un’ hard disk esterno, accessibile da dovunque.
Ho trovato anche “GMail Drive shell extension” che permette di accedere a tale spazio tramite gestione risorse!



Jan 23 2008

Font manager gratuito! (FontExplorer™ X)

Tag: TechAndrea @ 11:34Commenti (0)


Per chi ogni tanto ha bisogno di utilizzare caratteri diversi da quelli presenti sui sistemi windows, oggi sono incappato in questo:
“Per quelli che col computer fanno DTP (desktop publishing) sarà un piacere sapere che esiste un bel gestore di font alternativo a Suitcase, che in più è anche gratuito: si tratta di Linotype FontExplorer X.
FontExplorerX si installa e configura velocemente; permette di organizzare i font come i tuoi file, usando cartelle, librerie, tags e anche gli “smart set”. Vuoi vedere tutti i font italic? …o quelli di un determinato produttore? Quelli attivi? Quelli che sono in una determinata cartella del disco? FontExplorer ti permette di farlo.
Puoi settare il programma in modo da lasciare le font che vengono aggiunge al posto dove sono, senza copiarle o duplicarle in altri posti; con un semplice clic del mouse si possono poi attivare o disattivare secondo l’uso (ad esempio, cosa ce ne facciamo di tutti quei font cinesi e giapponesi?)
Oppure puoi impostare il software in modo che copi nella sua libreria tutte le font che aggiungi, in modo che potrai fare drag’n’drop delle font direttamente dal CD/DVD con cui il cliente ti ha portato il lavoro, seenza prima preoccuparti di copiartele sul disco fisso!
Sempre per chi lavora (e non ha problemi a comprare i font) il programma include un sistema di ricerca ed acquisto sul negozio online, che permette anche il preview del font prima di comprarlo.
Una delle cose migliori e l’autoattivazione! FontExplorer si integra con programmi come InDesign cs1/2, Illustrator cs1/2 e Quark Xpress 6.5 (per ora), andando ad attivare un font quando questo viene richiesto da un documento che viene aperto; inoltre può farlo - in maniera minore - con quasi tutti gli altri software!
Infine, per la cronaca, è disponbiile oltre che per OsX anche per Windows.” fonte: dozarte.com



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