Sep 20 2007

Google ed il suo “pacco”.

Tag: Websites, TechAndrea @ 15:19Commento (1)


Google Pack e’ una collezione di software per il vostro pc/mac “Sempre gratis - nessuna versione di prova o spyware” per utilizzare al meglio il vostro pc.
I programmi che contiene sono:
Google Earth: un’iterfaccia incredibile per vedere le immagini dal satellite della Terra.
Norton Security Scan: antivirus gratuito!
Google Desktop: un utilissimo gadget per tenere tutti i documenti sotto controllo!
Mozilla Firefox con Google Toolbar: il migliore browser, batte Microsoft Internet Explorer 10 a 1!
Skype: programma per telefonare gratuitamente con i computer!
Spyware Doctor™ Starter Edition: verifica la presenza di software “maligno” sul vostro pc.
Picasa: gestisce ed ordina le vostre raccolte di foto!
Adobe Reader: permette di visualizzare i tanto diffusi file .pdf!
RealPlayer: permette di riprodurre qualsiasi formato multimediale!
e per finire
OpenOffice: come Microsoft Office, ma gratuito e con piu’ funzionalita’ (perche’ spendere 300 euro quando se ne possono spendere 0?).



Sep 20 2007

Delirio!!!

Tag: Attualita'Andrea @ 13:00Commento (1)

Preoccupato editoriale del giornalista: “Cosa accadrebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”. Il comico: “Stanno delirando, facciamo le cose per scherzo”
Il direttore del Tg2 attacca Grillo: “E se qualcuno prendesse la pistola?”
ASSISI - L’attacco è frontale e portato davanti alle telecamere. Il direttore del Tg2, Mauro Mazza, nel primo editoriale della stagione, nell’edizione delle 13 del notiziario, si scaglia contro i toni usati da Beppe Grillo con parole durissime: “Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?”.
Mazza stigmatizza gli “insulti personali”, le “accuse terribili”, le “male parole” usate dal comico, “neoqualunquismo hanno detto in tanti, forse anche per esorcizzare il pericolo. Ma cosa accaddrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Cosa succederebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”.
Un attacco a cui Grillo replica in serata dal palco di Vicenza. “Sono in preda al panico, stanno delirando - dice il comico - Mazza ha fatto segno con le dita tese come una pistola, come se fossimo dei terroristi. Vorrei tranquillizzarlo, abbiamo fatto una cosa quasi per scherzo”. Prima di lui si era fatto sentire il suo “popolo”, che aveva subissato il blog del comico con post in cui si chiedono le dimissioni del direttore del Tg2 (”venduto”, “servo del potere”), si annuncia un nuovo V-Day contro i giornalisti (”pupazzi mafiosi”, “marchette andate a male”). Qualcuno si spinge più avanti e propone di non pagare più il canone e boicottare i quotidiani. Laconica la reazione dello stesso Grillo: la scitta “No comment” con cui, sempre sul blog, accompagna il video e la trascrizione del testo dell’editoriale di Mazza. Poi, in serata, la replica dal palco.
Le reazioni. Difficile dare torto a Mazza secondo il deputato dell’Ulivo e vicepresidente della Vigilanza Rai Giorgio Merlo: “Sarei in difficoltà se dovessi contestare la tesi del direttore del Tg2 quando ricorda che la violenza verbale può sfociare, a volte inconsapevolmente, in violenza fisica. La cultura democratica - aggiunge - non può tollerare un confronto politico basato sugli insulti, sulla delegittimazione totale, politica e morale, dell’avversario”.
Dalla Cdl molte le voci in difesa del direttore del Tg2, considerato da Fabrizio Cicchitto (Fi) bersaglio di “attacchi trogloditi”. Ma Gianfranco Fini spariglia: “Toni eccessivi. Ora gli telefono per dirglielo. Se si alza in modo esasperato il tono, poi non c’è più limite. Per questo giudico eccessivo l’editoriale. Francamente non credo che ci sia il rischio che qualcuno possa prendere le pistole”.
La preoccupazione di Ciampi. Dopo l’allarme sul “clima pericoloso” lanciato dal capo dello Stato, e la caduta di stile di Beppe Grillo con l’ennesimo attacco al premier che ha definito “Prodi-Alzheimer”, anche Carlo Azeglio Ciampi ha contestato le affermazioni del comico genovese e la preoccupante deriva antipolitica. “Non voglio entrare nel merito della questione - commenta l’ex presidente della Repubblica e senatore a vita - dico solo che la politica si deve fare soprattutto nell’alveo delle istituzioni”.” (19 settembre 2007) repubblica.it

I giornalisti sono in un vero clima di panico! Non so chi abbia scritto questo articolo, ma forse e’ meglio ricordargli che Ciampi non e’ piu’ presidente, ora e’ Napolitano! ghghghgh!
Qui i media stanno travisando completamente, si stanno inventando delle cose incredibili. Rileggete qui i punti del v-day.
A parte il fatto che Mazza ha detto un sacco di m… azzate, ma non si rende conto che sono proprio i giornalisti ad instaurare questo clima “violento” con le loro affermazioni fuori posto, ed i loro inutili commenti? Perche’ i giornalisti non si limitano a riportare le notizie, senza tutte le sante volte aggiungere qualche commento personale o pesantamemente volto a creare sensazionalismo?
La violenza verbale chi la sta’ facendo? Chi istiga ora alla violenza? Grillo che dice “Vaffanculo ai politici condannati in via definitiva” oppure il direttore del tg2 mazza (minuscolo!) che fa il segno della pistola con la mano e dice “cosa accaddrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Cosa succederebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?”. Voi come la vedete?
La cosa che destra e sinistra siano d’accordo nel condannare Grillo, non vi fa’ sentire odore di marcio…? Se fossimo effettivamente governati da partiti che rappresentano voci diverse, non dovrebbero far fronte comune, questa è la riprova che sono tutti uguali, fanno solo finta di essere schieramenti contrapposti.
Dove sta la democrazia? 300000 persone firmano una proposta di legge e loro lo ignorano parlando solo del turpe linguaggio di Grillo, a Vicenza nessuno vuole la base e loro la costtuiscono, Speravamo nel ritiro dall’iraq e loro mandano i soldati da altre parti, etc… , non è solo per Grillo è per tutto quello che l’attuale sistema politico ed i politici rappresentano. Negano la reltà, si difendono dicendo solo non è vero e abbassando i toni del dialogo, cambiandone il senso, sviando… “sabbia”, come diceva Loche, parlano di “antipolitica”, dove invece la gente vuole politica, ma una politica sana, onesta, che risponda alle richieste dei cittadini, ed a cui faccia piacere partecipare, con iniziative che partono dal basso, dalla base.
Ma questo uno se lo può anche aspettare, non ne rispondono più, non provano nemmeno a inventare scuse credibili, dicono solo “non è vero”, come i bambini.
Ed è disarmante come non affrontino i problemi del popolo, ma badino solo al loro tornaconto, ed i giornalisti, servi, fanno il loro gioco, alla faccia di gente.
Gli esempi si vedono a su trasmissioni come Report, si espone un problema, un disagio, ed il politico, amministrare, presidente di turno garantisce che in poco tempo si risolvera’ tutto. Quelli di Report ritornano a verificare e nulla e’ cambiato, che sia amministrazione comunale, goveno, societa’, etc… L’italia e’ il paese dei furbetti!



Sep 18 2007

La band che sparge CD dove capita…

Tag: MusicaAndrea @ 8:39Commenti (0)


“Toronto - Le grandi etichette tentano di salvare il mercato discografico dalla pirateria e dal file sharing, intente a blindare la musica digitale perché possa essere fruita esclusivamente alle loro condizioni? Nel frattempo c’è chi sirivolge al mercato senza mediazioni, distribuendo gratuitamente CD, invitando ad ascoltarli, copiarli, remixarli.

Questa l’iniziativa di una band indipendente canadese, The Craft Economy, che nei giorni scorsi ha tappezzato i centri nevralgici di Toronto di manifesti e CD, invitando i passanti ad attingere con la massima libertà. Cento i CD masterizzati artigianalmente dai membri della band: contengono le tracce mp3 del nuovo album, All On C Ep, e un documento con il link al sito del gruppo.

Kim, a spasso per la città, si è imbattuta in un cd appiccicato ad un palo della luce, se ne è appropriata, ha apprezzato la musica dei The Craft Economy e ha deciso di approfondire. Sul sito della band ha appreso che le sei tracce del CD sono distribuite sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0: è possibile distribuire, copiare, trasmettere liberamente la musica del gruppo; è possibile remixarla e reinventarla, con la sola condizione di citare gli autori dell’opera originale, e di applicare in maniera virale la stessa licenza alle opere derivate. Una scelta che favorisce la diffusione di una cultura musicale più libera e collettiva, riservando solamente alcuni diritti, una scelta in cui crede un gruppo sempre più folto di artisti italiani ed internazionali.

La distribuzione gratuita dei CD non è quindi un semplice episodio di magnanimità a fini promozionali: sul sito e sulla propria pagina MySpace, la band offre la possibilità di scaricare liberamente le sei tracce del primo CD. Un chiaro invito rivolto a Kim: senza il bisogno di investire tempo e denaro in supporti vuoti e in un’opera di masterizzazione, potrà far conoscere la band agli amici, che a loro volta potranno decidere di condividere i file, rilanciando l’opera del gruppo sulle reti P2P.

Ma lo schema distributivo e promozionale messo in atto dai The Craft Economy non esclude la possibilità di racimolare qualche spicciolo. Come spiegava recentemente a Punto Informatico Juan Carlos De Martin, responsabile italiano di Creative Commons, è possibile far gravitare attorno all’opera di un artista tutta una serie di iniziative collaterali, nella fattispecie merchandising ed esibizioni dal vivo, per mezzo delle quali l’artista può essere ricompensato per l’impegno e il denaro profuso per il suo sforzo creativo. Un business che paga: in The Future of Music si spiegava infatti che eventi e prodotti collaterali rendono all’industria della musica più del doppio rispetto a quanto frutta la vendita di CD. È così che i The Craft Economy offrono al loro pubblico frequenti esibizioni dal vivo nonché la possibilità di acquistare il prodotto-CD, facendo leva su un prezzo più che equo, cinque dollari, e sulle manie dei collezionisti, solleticandoli con copertine rigorosamente artigianali e numerate.

La band è consapevole delle potenzialità delle strategie di viral marketing che ha intrapreso sparpagliando CD masterizzati per tutta Toronto, rivolgendosi direttamente al mercato: “Speriamo che rendere disponibile il disco in questa maniera contribuisca a spargere la voce molto più velocemente e permetta alla gente di ascoltarci con più facilità”. Kim ha deciso di partecipare al passaparola in cui hanno investito i The Craft Economy: la sua segnalazione campeggia ora su un numero crescente di siti e blog. Ed ora anche su PI.” (punto-informatico.it)



Sep 14 2007

D’Alema contro Grillo: “Nel V-day inutile carica di violenza”

Tag: Attualita'Andrea @ 8:56Commenti (0)


“”Il problema non è distruggere i partiti, o rompere i denti ai politici. Io non parlo di Grillo, ma mi preoccupa una carica di violenza totalmente inutile che non produce niente di positivo. I partiti, per altro, sono già distrutti, il problema è ricostruirli”. Arriva a Bologna cinque giorni dopo il ciclone Beppe Grillo, Massimo D’Alema e prende il toro per le corna proprio mentre Marco Travaglio propone già un Vaffa-bis. Il campione della politica-politica è appena uscito dal consueto bagno di folla tra gli stand della festa dell’Unità.
Parla del Partito democratico e delle riforme come di un possibile antidoto, ma non nega la malattia. “Non mi sorprende quello che sta accadendo - dice - due mesi fa avvertii che la crisi della politica sta producendo una pericolosa distanza tra i cittadini e la democrazia, un clima pericoloso come quello dei primi anni Novanta al quale la politica deve reagire con coraggio”.
D’Alema non attacca direttamente Grillo, ma chiarisce subito che “ogni volta che si manifesta un fenomeno nuovo, o una moda, ci sono quelli che tendenzialmente sono favorevoli e quelli che, al contrario, sono critici: io tendo a dichiararmi contrario”. La ragione? I 300 mila di sabato scorso “pongono un problema, non danno risposte. Sono più d’una manifestazione di malessere che un’indicazione. E noi dobbiamo ricordare che, distrutti i partiti, all’inizio degli anni Novanta chi ha vinto? Berlusconi che aveva i soldi e i mezzi d’informazione. E anche oggi se saltano i partiti non vincerà il blog di Beppe Grillo”. E le famose tre proposte gridate da Grillo in piazza Maggiore?
“Condivido le cose scritte da Scalfari - dice il ministro degli Esteri - non rieleggiamo persone che hanno commesso gravi reati, ma il resto è discutibile”.
Dunque, le riforme, a partire da quella elettorale: “Berlusconi, quando si parla di Tv, chissà perché ha scatti d’ira, ma quando sarà passata forse si renderà anche lui della necessità di una riforma”. E il partito democratico? D’Alema si propone si propone come un vecchio saggio (”Come diceva De Andrè, chi non può più dare il cattivo esempio, dà buoni consigli”) e come una sorta di ministro degli esteri responsabile dei rapporti internazionali. Non parla di Fassino al governo, D’Alema, anche se ritiene “intollerabile, anzi una porcheria”, aver pensato che un’eventuale riorganizzazione della squadra di governo dovesse rispondere all’esigenza di sistemare il segretario dei Ds”.” (14 settembre 2007) repubblica.it

Dimostrazione che i politici sono oramai distanti dal popolo, e, mi spiace dirlo, che Scalfari non ha capito quello che e’ successo.
I 300mila, come li chiama d’alema (si, minuscolo), non pongono un problema, ma una soluzione ad un problema. Il problema e’ che in Parlamento c’e’ della gente condannata in via definitiva, la soluzione e’ che deve essere cacciata. Subito.
Scalfari dice “non rieleggiamo persone che hanno commesso gravi reati”, noi invece diciamo “allontanare persone che hanno commesso reati”. Ma poi con che criterio i reati sono gravi o no? Tutti i reati commessi da un poilitico sono gravi!
Se un cittadino e’ stato condannato non puo’ accedere ad alcune funzioni nella Pubblica Amministrazionre o non puo’ votare, pero’ puo’ essere eletto?!?!



Sep 13 2007

Complimentoni Mastella!!!

Tag: Attualita'Andrea @ 15:40Commenti (0)


Senza grazia e senza giustizia di Gianluca Di Feo
Mastella e il figlio al Gran Premio di Monza con l’Airbus presidenziale. Un viaggio privato a carico del contribuente nel giorno dei tagli alle spese. Mentre ai giudici manca la benzina. Foto di Massimo Sestini

I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. E concedersi una bella gita domenicale. Sì, perché per l’escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l’aereo di Stato. Non un jet qualunque, ma l’Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort. Un velivolo di alta rappresentanza, roba da far invidia a sceicchi e magnati: la Rolls Royce con le ali costa oltre 55 milioni di euro. Poi dalla zona militare di Linate, in teoria una fortezza inaccessibile, il ministro è passato all’area Vip dello scalo milanese, quella dove sono di casa i Falcon di Berlusconi e di Tronchetti Provera, quella riservata a chi i privilegi li paga di tasca sua.

Lì Mastella si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l’autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur. La società che la gestisce - la Avionord - risulta aver noleggiato molti voli per gli ospiti più eccellenti delle case automobilistiche. È stato forse Flavio Briatore a omaggiare l’amico Clemente di quel tour con vista sui tetti del Duomo che ha permesso di scavalcare tutte le code per planare nel giro di dieci minuti direttamente nei box di Monza?

“Sono qui per salutare l’amico Briatore”, ha detto il ministro dopo lo sbarco nel circo dei motori. Perché la visita nel tempio della Formula Uno ha avuto poco di ufficiale e molto di personale. Il suo arrivo a Linate ha spiazzato cerimoniale e dispositivo di sicurezza. Poi, dopo l’atterraggio con l’Airbus presidenziale, quel passaggio sull’elicottero-limousine molto poco protocollare. Il tutto, volo di Stato ed elicottero privato, sempre in compagnia del figlio Elio. D’altronde a sentire il Guardasigilli, proprio il dovere di padre è uno dei motivi principali della sua spedizione tra i box: “Avevo promesso da tempo che sarei stato presente insieme con mio figlio”, ha dichiarato al “Corriere della Sera”, ripetendo: “Volevo salutare il mio amico Briatore e vedere la gara da vicino”.
Il tutto grazie al jet dell’Aeronautica militare, che ha imbarcato anche il giovane Elio, un portaborse e due uomini di scorta. Lo stesso gruppo ripreso dalle foto de “L’espresso” mentre cammina allegramente dall’aereo governativo verso l’Agusta a noleggio.

Eppure ci sarebbe stata più di una ragione per sconsigliare la visita del Guardasigilli: solo il giorno prima la Procura di Modena aveva distribuito una raffica di avvisi di garanzia ai vertici della McLaren, accusati di spionaggio nei confronti della Ferrari, facendoli consegnare proprio a Monza. Ed ecco che il responsabile della Giustizia italiana passa la mattinata nei box della Renault dell’”amico Flavio”, concorrente degli indagati. Poi a sorpresa sale sul podio per premiare il terzo classificato, il ferrarista Raikkonen, vittima della spy story. Ma il ministro vola più in alto di queste polemiche. E alle insinuazioni della McLaren, che hanno visto nei provvedimenti dei magistrati uno strumento di pressione, replica: “Se pensano che la Giustizia italiana viaggia a rimorchio di qualcuno, non la conoscono”.

Di sicuro la Giustizia non viaggia a rimorchio, ma c’è il sospetto che il ministro lo faccia a scrocco. Per carità: l’amicizia non ha prezzo. Dalle vacanze sullo yacht dell’industriale Della Valle all’ospitalità di Briatore, passando per l’uso disinvolto dell’aereo presidenziale che imbarca anche il figlio. Sì, lo stesso figlio Elio al centro, insieme con il fratello Pellegrino, dell’inchiesta “Casa nostra” de “L’espresso” per l’acquisto a prezzi modici di due appartamenti sul lungotevere Flaminio e della dimora in via Arenula dove ha sede la rivista dell’Udeur. Facile prevedere le giustificazioni di Mastella: l’impiego dei voli di Stato non è una sua scelta, ma viene imposto per motivi di sicurezza.
(13 settembre 2007)” L’Espresso



Next Page »