Jun 26 2007

Corrado Augias intervista Piergiorgio Odifreddi

Tag: Attualita'Andrea @ 9:20Commenti (0)

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In questo video Piergiorgio Odifreddi e’ intervistato da Corrado Augias a proposito del suo libro “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)”, da vedere!!!


“IL LIBRO: In questo libro il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi compie un viaggio dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, dalle origini ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l’affermazione che quello della Bibbia è l’unico vero Dio una bestemmia nei confronti di Colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l’Intelligenza dell’Universo e l’Armonia del Mondo. Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l’anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.
Come autore, infine, legge l’Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla Ragione ciò che è della Ragione e facendo emergere dai testi la Verità: ovvero, dice Odifreddi, che “Mosè, Gesù e il Papa sono nudi.”
I GIUDIZI: “Brillante e provocatorio!” La Stampa
UN BRANO: “Se la Bibbia fosse un’opera ispirata da un Dio, non dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente, giusta e bella? E come mai trabocca di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie”?” longanesi.it



Jun 25 2007

Sconti alla Chiesa sull’Ici, la Ue ora processa l’Italia

Tag: Attualita'Andrea @ 8:28Commenti (0)

Sarà aperta una pratica d’infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza. Sotto tiro negozi e alberghi “collegati” a luoghi sacri.
di CURZIO MALTESE

C’E’ CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l’accusa di anticlericalismo. L’anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell’Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana.

Varato nel ‘92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell’Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso.
Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall’onorevole Maurizio Turco.

I resistenti laici avevano proposto di limitare l’esenzione dell’Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività “non esclusivamente commerciali”.

Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l’Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l’erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati.

Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell’Economia ha rassicurato l’Ue circa l’inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee.

L’affannosa contraddizione è stata segnalata all’autorità europea dall’avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell’orgoglio laico.

A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d’infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l’approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l’Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all’esenzione Ici.

Che cosa potrà succedere ora? Un’infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L’Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l’applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell’Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all’interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica.

E’ triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l’opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l’Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l’Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte.

Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all’epoca dei decreti Bersani: “Non ci interessano i privilegi fiscali”.
Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson (”nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso”) e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare”. (25 giugno 2007)” repubblica.it

Ma con tutti i problemi che ha l’italia, dobbiamo ancora dare dei soldi alla Chiesa Cattolica? Qualcuno lo sa che il Vaticano prende ogni anno 9 miliardi di euro dallo stato (un terzo della finanziaria di Prodi), senza contare i soldi dalle provincie, regioni? Perche’, come dice Odifreddi, perche’ devo pagare io, non credente, tutti questi soldi? Ma che li pagassero i credenti!



Jun 21 2007

Kilion and Mahlon

Tag: MusicaAndrea @ 10:34Commento (1)


Fantastico gruppo post-rock da Philadelphia.
Sito ufficiale http://www.kilionandmahlon.net/.
Myspace.com http://www.myspace.com/kilionandmahlon.
Ascolta http://sharebee.com/17fcab66.
Compra l’album http://www.kilionandmahlon.net/paypal.html.



Jun 18 2007

Google Blog Search

Tag: Musica, Websites, TechAndrea @ 13:50Commenti (0)


Google ha creato un motore che cerca solo nei blog ed e’ veramente simpatico.
Cercavo l’album di John 5 - the devils knows my name, tanto per farmi un’idea prima di un’eventuale acquisto, dato che sicuramente non e’ il genere che mi piace, e grazie a Blog Search l’ho trovato in 5 minuti.
Volete provare? cerca John 5 - the devils knows my name.



Jun 15 2007

Voglio un Segway!!!

Tag: TechAndrea @ 11:45Commenti (2)


“Il Segway Personal Transporter (PT) i2 è il nostro modello più versatile. Progettato per operazioni facili su terreni differenti, l’i2 è caratterizzato dalla nostra nuova tecnologia LeanSteer(tm) così come dal nuovo InfoKey(tm) controller. Con la perfetta sintesi tra forma, funzione e divertimento, l’i2 ti permette di scorrere nei tuoi spostamenti quotidiani o sfrecciare tra una commissione e l’altra, negli interni e all’esterno, senza preoccuparti del parcheggio.” segway.it
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